Incisioni per le stelle

 
Graffiti
per le stelle
tinti a luce di sole
non so dove ho messo la matita
redigerò due righe per spiegare la mia vita
passata a guardar tutte le volte e la mia donna perfetta
… storia cinica la mia storia
a sfilar vestiti dalle donne disegnate coi rossi delle rose
come musiche agli spartiti …
ma il pagliaccio balla quando lo paghi …
hai una stanza da prestarmi dove incidere di luce
lo spazio delle stelle?

Enrico Tartagni

Published in: on giugno 13, 2012 at 07:06  Comments (2)  
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Graffiti di pioggia

Lampi attraverso le fessure dei balconi
Graffiti di pioggia tanto attesi sui vetri
Profumo intenso
che annulla il calore del sole
ancora vivo sulla pelle
Dentro
un’indicibile senso d’impotenza
per qualcosa che non si può fermare

La perdita di un’altra estate.
Della nostra vita…

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 13, 2011 at 07:31  Comments (10)  
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Guerre

Pulpito di un tempo
a dichiarare guerre fratricide
balconi aggiunti ad edilizia
come cuori gelati

crimini di guerra
stanze chiuse da muri
segnati da graffiti
prigioni, urla non ascoltate

libertà conquistata
e morti dimenticati
nella nebbia del tempo
croci sussurrate

Maristella Angeli

Tatoo

Percorro con le dita
la tua pelle attraversando
terre e foreste impervie
valicando monti
e tramonti viola.
Nuove albe di sogni
e notti disilluse
chimere le stelle
dietro sbarre chiuse.
Imbevuti di sole
gli occhi neri
stanchi del buio
e di sconfitte.
Graffi-ti a colori
mappa di ricordi
incisi a perpetuare
un marchio passato.
Velluto la mia carezza
leccherò le tue ferite
per arrivare al cuore.

astrofelia franca donà

Encausto

Lascerò segreti in cifre azzime
mescolati alle essenze
basteranno a fissare pigmenti
sulla lastra di cera
nella casa ad incroci di parole
definizioni facili

al di là dei battenti sui graffiti
reclama nel mio sogno prepagato
falco d’argento a fuoco nel cinabro
l’ultimo mio ritratto
l’anima mia
dipinta nello spazio

Cristina Bove

arrendevolMENTE

Smette gramaglie e veste ambrosia
il palpito che tenta la battuta
codificata a pentagrammi.
Come l’ortica nata nelle crepe
– colore di lucertola – affamata
di terra e pioggia.
Ho in viso il marchio della luna
calante
in corpo intolleranze elementali
graffiti sulla scorza dei minuti
e mi si chiede l’ora
È un quadrante che liquefa ricordi
su nude cifre d’albero
dove preparo il nido al suo respiro
senza sapere mai se se ne accorge
dei miei silenzi fatti di parole
mi cerca non so come
tantomeno perché
ma se mi giunge un grido
– agli altri sembrerebbe un pigolare –
dall’anima sua stanca
non so dire di no
perché più del mio piangere nascosto
temo la sua mancanza.

Cristina Bove