Giro di sito

Girovagare con due torce in mano
una per la speranza
una per dire addio
e senza fare un passo oltre la soglia
chinarsi un poco
a raccattare i resti

portano ancora i segni di ganasce
i polsi, sortilegi da piccole spelonche
avatar di ripiego

si presuppone un luogo
fatto di spaziature e di frequenze
speziate, amaramente amare
o restare insediati
tra virgolette e sbarre

ho gli occhi di gramigne
mi passa un velo che li fa di nebbia
e i miei colori – oh, i miei colori!-
mi tradiscono il vero.

Tu mi racconterai di giorni alterni
di quando senza redini
criniera al vento
eri il satiro di una ninfa triste.

Forse ti additerò una stella
infissa nel mio petto, una tardiva
stella. D’un tempo infinitesimo sarai
zampillo e sogno
e non t’accorgerai d’essere eterno.

Cristina Bove

L’abbandono della speranza


Perché?
perché la mia unica pianta,
non vuol germogliare;
eppure ogni estate
la inonda il calore del sole
ne desta il torpore,
ma lei non si scuote
subisce il trascorrer del tempo
e agita al vento le fronde
però non risponde.
La linfa che dalle radici
Natura diffonde copiosa
non genera frutti
si arrende, serrata da un muro
gramigne di dubbi e paure
che negano al mio giardino
un ritorno al futuro.
Mi chiedo: “ Perché alcune vite
oscurano il loro orizzonte?
ma chino la fronte
e accoglie il guanciale
le perle di attese ferite.

Viviana Santandrea