Piume in volo

 
Sfidando il tempo volano le mani
come di piuma staccata in volo
a sfiorare leggere i tuoi capelli
e dirti che sono lì, oltre il domani.
Pronte e protese, guanto d’amore,
a proteggere dalla grandine il tuo capo
facendo scudo fin che torna il sole
o stelle in cielo e lucciole nel campo.
Amore dal cuore di candido giglio
che la vita a me t’ha donato
ti avvolgo nel mio mantello di piume
per volare con te oltre  ogni male.

Elide Colombo

Published in: on novembre 9, 2011 at 07:05  Comments (5)  
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Come tuono mi sconquassi

Come lampo mi trapassi
Come pioggia m’ inzuppi

Come sole mi riscaldi
Come grandine mi devasti
Quando altrove amore tasti.

Anna Maria Guerrieri

Published in: on settembre 27, 2011 at 07:15  Comments (4)  
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ACCAdueO

L’acqua ha imparato forme
di percorso
concavità convessità
che noi ci piange addosso
di tutta la durata d’un torrente
anche
se a mezzanotte
il brindisi dei giochi nel bicchiere
stilla di labbra il termine del tempo

resistimi  stremato eppure vivo
mio rivolo di mente
poca saggezza ad arginare
e nessuna certezza
ti sono come una dimenticanza
approssimata a dicerie
credenze che a supporle
offendono la storia e la ragione

e chi si aggrappa al dito dell’eterno
ai suoi capelli assottigliati
mescola fango e grandine
ponti di sabbia erige per guadare
fiumi di sangue
noi
che ci sporgiamo oltre le spalle
per agguantare il cielo.

Cristina Bove

Il potere dei sensi


Ha un verso
il mio sentire
nube che scarica
pioggia e grandine
sul fuoco.
Ha un senso
il mio vedere
scatto che amplifica
le antenne del cuore.
Ha un permesso
il mio toccare
forbice di velluto
che colleziona
coriandoli di luce.
Ha un nesso
il mio odorare
memoria di profumi
che parte in folle emozione
e poi finisce
in un bagno di sapone.
Ha un plesso
il mio gustare
lingua di frontiera
che invita al tavolo di pace
Oriente ed Occidente.

Roberta Bagnoli

Cimitero di Montichiari

Invano, la sgraziata andatura, il piede allatta
in questo cinerario di pini qui zittiti.
Poiché non è del vento la terra che calpesti,
ma di quell’aria immobile che ruggina anche il bere,
di umide marane fuori paese
e fieno, che ci fermenta in ogni narice
verso sera
quando più basso sosta, a dirci vita dura
su dalle concimaie
da quei bitumi morti
di vecchie costruzioni incompiute.
Qui è la storia
che ancora porta schegge sul vecchio campanile:
la fuga dei gerarchi
la lotta per salvare da grandine e rapine
quel poco che dagli orti veniva.
Qui tu arrivi
ad annotare un nome agli andati
a constatare, di quanto spazio ancora necessiti
quel sito,

che sempre più vicino alle case si fa, gli anni.

Massimo Botturi

D’agosto

Un giorno d’interruttori guasti
grandine di pensieri sferici
sul cuore della luna
a scardinare porte boreali.

La polena affiorata sulla rima
cercava lungo fiordi a precipizio
una ferita che paresse un nido.

Chi coltivava il mare
sceglieva l’onda per le navi in rotta
ma venne l’alba a specchio
a formulargli in viso il suo riflesso
volse lo sguardo
non si riconobbe.

Scoccarono momenti
e in luogo di sentenze assolutorie
fu comminata una condanna
a vivere.

Cristina Bove

Questa notte

Questa notte
nulla mi potrà distogliere
neppure terremoto o tempesta
nè campanello cupo senza posa
nè picchiettio vorace di pioggia
o grandine sul mio velux
nè schianto di una porta
o schiamazzi sotto le finestre
neppure la chitarra del vicino
che suona melodie d’altri tempi.
Questa notte non voglio fare altro
che attendere l’alba avvolta in
scialle di lana fina color del tempo
in attesa del tuo risveglio
mentre ti guardo dormire
mentre copro il tuo corpo stanco
e lo medico da ferite dolorose
e m’arresto dinnanzi a frasi mozze
ogni volta che il male t’attraversa e
t’azzanna all’improvviso e tu
vorresti lenirlo con sonno eterno.
Ti parlo piano ma non senti e
mormoro parole quasi in canto
come nenia a piccolo cullato
per farti sentire anche solo
un attimo il calore di donna
che ti nutre di nuova vita.
Questa notte sta diventando alba
di suoni e colori ma io aspetto
un battito che mi dica che sei ancora
ancora per un poco qui con me.

Tinti Baldini

Il traditore

Arriva all’improvviso
quasi per caso
con fresche piogge
sopra fiori assetati,
mentre stanche
nel pomeriggio sognano,
le ombre leggere
delle fronde.

Ma ipocrita
scuote dall’ali il fulmine,
svegliandorovinando
tutte le piante e i frutti
lanciando il suo flagello:
grandine… Ora è imbiancato
tutto il verde abbasso,
divertitoridendo il traditore,
tuonando passa.

Paolo Santangelo


Published in: on gennaio 17, 2010 at 07:08  Comments (4)  
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