La costola dell’uomo

 
Eccola avanza
forte e fragile
sospesa fra cielo e terra
cela grani di luce negli occhi
rose purissime e spine dolenti nel cuore
eccola la costola dell’uomo
senza la vita non potrebbe germogliare
senza non esiste alcuna speranza
per l’amore di cantare
la magica canzone
del tempo futuro…migliore.

Roberta Bagnoli

Published in: on aprile 19, 2012 at 07:35  Comments (12)  
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Donne e mimose

 
Come la donna all’uomo
che dà l’amore, così
tu sbocci generosa
fiore giallo come il sole
perché di esso ti colori.
Ti spandi  donna
come  grani al sole
come acque al mare
forte e gloriosa
sostieni terre, e
germogli amori
Tu mimosa donna
del tuo avvenire sei.

Rosy Giglio

Published in: on marzo 8, 2012 at 07:17  Comments (14)  
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Melagrana

 
Sei come melagrana,
d’oriente il suo venire,
canta mille e una notte
di Sherazade l’incanto
.
Sei come melagrana,
soda la scorza e rude,
bella nell’apparire,
arduo il mio conquistare.
.
Sei come melagrana,
grani rubino e dolci,
aspri come tua bocca,
come tua bocca ambrosia.
.
Sei come melagrana,
quei semi conquistati
grondano umor di sangue
e allappa la lor pelle.
.
Sei come melagrana,
canti mille e una notte,
d’oriente è il tuo venire,
di Sherazade hai incanto.

Piero Colonna Romano

Published in: on gennaio 11, 2012 at 07:11  Comments (8)  
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Rosaria

 
Glorioso
sfoggia da secoli
il suo profumo
isolano come la sua provenienza
arcaico di tradizioni
vecchi culti
lunghi cammini
di leggende o verità
costruito da corone di rose
da corone  di grani
rosoni di cattedrali
preghiere
rosari
sfilano dentro un filo
a ricordare dogmi di fede
seminato nel mondo
arato da generazioni
prospera ancora oggi
questo nome
ereditato anch’io
dalla madre di mio padre

Rosy Giglio

Innamòrati

 
Innamòrati  di un sorriso
di un somaro che non sappia contare i baci,
innamòrati di un’idea
e fa che non sia solo tua,
innamòrati del mare
quando dentro si tuffa il sole,
innamòrati di un uomo
che sappia chiedere perdono,
che abbia sempre monetine in tasca
e milioni di sogni in testa.
Innamòrati di un dolore ed accoppialo col tuo,
non nascerà un grande amore
ma qualcosa di più che è la compassione,
e con passione vivi i giorni
e riposa l’anima nelle notti fredde,
pòrtati a letto milioni di parole sotto le coperte
saranno cenere o sconforto.
Innamòrati di quello che hai da dire
ma non trovi mai il tempo,
impara a memoria il nome delle tue paure,
pàssatele tra le dita come grani di un rosario,
questo è il conto da pagare
per ogni risata, per ogni pazzia,
anche la poesia ha un prezzo
ma nessuno sa quale sia.

Maria Attanasio

Abbracciare un albero

Ho preso il borsellino dalla mia tasca, ieri
ed ho versato in terra gli spiccioli rimasti
della mia infanzia ancora ostinata
e ridanciana.
Quattro monete perse di luce
grani opachi, che con un piede ho fatto da parte.
Dopo questo
mi sono allontanato sul colle degli ulivi
là dove una linguaccia di lago mi veniva
a incidermi negli occhi promiscuità felici
schiamazzi, e vogatori di lena.
Ho aperto il cuore
per far uscire gli ultimi istanti
ed ero solo.

Massimo Botturi

Mimose

Perlage di mimose
rotolano nel mistero
grani ocra ardono solivago ai rami
misteriosi si perdono
come lapilli nell’amore
tingono l’impossibile
e soffi di polvere
impregnano ricordi

Rosy Giglio

Published in: on giugno 11, 2011 at 07:25  Comments (6)  
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Amelia aviatrice…

spericolati voli di futuro
guizzi di sfide nel triangolo delle Bermude
audacemente con te migrano sulla volta celeste
profumi di salsedine
mentre rimiri l’astro che
lento si tuffa nel mare con te
una piccola pietra lunare
in rotta di tigre
scavalca i cerchi delle notti
hai grani di stanchezza che arrossano gli occhi
attraverso i volti del globo
atterri, sulle valli dell’India e nei polmoni dell’Africa
fiori d’ibisco sulle tue gesta
ventosi i tropici soffiano furiosi
trasvolano con te
ti perdi e cali
con le tue eliche
scompari
in oceano pacifico…

Aurelia Tieghi

Dedicata ad Amelia Earhart, pioniera dell’aviazione internazionale. Un ricordo di donna straordinaria che nel 1937 fece la traversata del mondo in solitaria con il suo velivolo e che, quasi alla fine della sua impresa, perse il contatto radio e scomparve nell’oceano

Una nuova aurora

Lo stridio di freni
e il gracchiare di verdi rane
uno stagno di lacrime
e il peso del tempo

orologi di sabbia
centellinare di minuscoli
granelli nella clessidra dorata

una lacrima si sofferma incredula
atroci sofferenze
nei frammenti di vita
che scorrono lenti

grani di rosario
consumati tra le dita callose
nelle preghiere
dei giorni più neri

tambureggia il cuore
accelerati i battiti aritmici
nell’affanno di vita
che ha soffiato tempeste

sguardo all’attesa
una luce limpida e chiara
un lieve sorriso

un figlio che torna
occhi sollevati al cielo
e un abbraccio di madre

il braccio elevato
il dito indica l’orizzonte
e la speranza riscuote
una nuova aurora

Maristella Angeli

Il resto muore, ma…

I coltivi di parole basse spinose
limitrofi ai letti dove i morti
tornano ai cieli con le dita strette
sui grani di un rosario
e quelle bocche
erano come fragole una volta
le braccia erano bianche
le mani di carezze
somigliano alla colza di brughiera
ai passi trascinati
distanti dalle case.

Invece ho dentro un non so che
di  vivo
una stranezza tremula di strade
addensate di sillabe
una periferia che non conosco
che mi taglia la notte
e mi dispone
di traverso sul foglio.

Cristina Bove