Un uomo

Quando pensiamo alla Grecia ci vengono in mente i suoi lirici classici, i suoi poemi epici, il suo teatro, la sua immensa civiltà, forse anche i suoi monumenti straordinari e i suoi incomparabili panorami. La cronaca di oggi, funestata dalla notizia di gravi incidenti in occasione delle manifestazioni di piazza ad Atene, ci riporta invece alla realtà di un popolo in difficoltà, alle prese con una crisi le cui cause sono il frutto di speculazioni finanziarie e di manovre dei potenti, ma il cui prezzo viene pagato, come sempre succede, dai più deboli e i più onesti.  Noi condanniamo ovviamente sia la violenza cieca  e sconsiderata che non porta a nessuna soluzione, sia quella altrettanto cieca e sconsiderata volta a reprimere ogni dissenso, perchè entrambe causano spesso vittime innocenti, e la Grecia non è nuova ad episodi del genere di quelli che si sono verificati oggi. La nostra amica Cristina (posso chiamarti anch’io Barchetta?) ci ricorda  in questo giorno un protagonista della storia greca recente, sicuramente un uomo di parte, ma un uomo che non si volle mai piegare a compromessi. Si tratta di Alessandro Panagulis, di cui ricorre oggi l’anniversario del  funerale, il 5 maggio 1976, la più grande manifestazione di popolo della storia greca. Questo,  nel post  apparso su “Barche di carta”  il cui link vedete qui sotto, è  l’omaggio di Cristina all’uomo politico, ma anche a tutto il suo popolo, cui va il nostro rispetto e la nostra solidarietà, un popolo che ha nel suo DNA la giustizia e la libertà, per averle insegnate a tutto il resto del mondo.

http://barchecricri.splinder.com/post/22673021/alekos

La donna mia (Scusa Mary)

Femminile profumata elegante dolce bella e generosa
estroversa un po’ truccata ottimista intelligente e misteriosa
la donna mia

Mentre il tempo passava sulla nostra età
mentre mille canzoni finivano già
mentre il sole d’autunno pigro si svegliava
fra me e te un mattino qualcosa nasceva
c’era aria di festa e fra i colori anche il blu
forse c’era dell’altro ma c’eri anche tu
le auto piene di gente che rideva
e le cose cattive solo nei films che si vedeva
scusa Mary scusa Mary
ma eravamo innamorati più che mai
c’era il dopoguerra e c’era anche il boom
mentre il tempo passava sulla nostra età
c’era Praga la Cia la Nato il Vietnam
c’era un negro di nome Martin che hanno ammazzato
tutto questo però c’è lo hanno raccontato
venne il sessantotto e poi le barricate
mentre sempre l’autunno era più caldo dell’estate
e mentre i Beatles si sciolgono dopo Let it be
in Grecia Papadopulos balla il sirtaki
scusa Mary scusa Mary
ma eravamo innamorati più che mai
domenica senza macchina per l’austerità
mentre il tempo passava sulla nostra età
Louis Armstrong e Neruda non ci sono più
c’era anche dell’altro ma soprattutto tu
e mentre la forestale tenta il golpe alla Rai
c’era stato un concerto all’isola di Wight
scusa Mary scusa Mary
ma che fortuna innamorarsi come noi

RINO GAETANO