Natura

NATURE

“Nature” is what We see –
The Hill – the Afternoon –
Squirrel – Eclipse – the Bumble bee –
Nay – Nature is Heaven –
“Nature” is what We hear –
The Bobolink – the Sea –
Thunder – the Cricket –
Nay – Nature is Harmony –
“Nature” is what We know –
But have no Art to say –
So impotent our Wisdom is
To Her Sincerity –

§

“Natura” è tutto quanto noi vediamo –
Collina – pomeriggio –
Scoiattolo – eclisse – il calabrone –
No – natura è il cielo –
“Natura” è tutto quanto noi udiamo –
Il bobolink – il mare –
Il tuono – il grillo –
No – natura è armonia –
“Natura” è tutto quanto noi sappiamo –
Ma non riusciamo a dire –
Tanto è impotente la nostra sapienza
In confronto alla sua semplicità –

EMILY DICKINSON                 (traduzione di Letterio Cassata)

Ho imparato ad aspettare senza ansia

non c’è ansia
nell’aspettare la primavera
prima o poi tutto torna
se l’inverno pareva interminabile,
all’improvviso
l’albicocco scopre i propri fiori,
e narcisi gialli spuntano da una terra
che sembrava sterile.
ho imparato ad aspettare senza ansia
anche le mie parole, e allora mi siedo
nello spazio interminabile
tra me e il mio Io
ascolto l’incanto di un mondo interiore
saltetto come un tenero grillo.
tra poco è primavera
e tutto torna….
l’amore perso, l’amore ritrovato.

Michela Turchi

Published in: on giugno 6, 2012 at 07:17  Comments (13)  
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Sera

S’àncora la vela
Vola la falena
Plana l’aquilone

Canta il grillo all’aria una canzone.

Sfreccia giù una stella
Dondola la culla
Dorme la farfalla

Muggono i sospiri nella stalla.

Corrono le ruote verso casa
per strade scure o poco illuminate
nella sera spalmata a distesa.

Poi le ore portano la notte
che s’empie di gioventù fremente.
Volano i pensieri, e nella mente
nasce una preghiera al buon Gesù.

Armando Bettozzi

Una mattina a Monte Sole

 
Vi ho guardate dormire
come prese da morte
nella stanza un sonno
disteso e immobile
a prendere tutto lo spazio
nei vostri corpi poggiati
sui letti scomposti bocconi
non vi vedevo i volti.
Nella luce fioca del mattino
filtrata dalla tenda
nulla di sospeso
tutto pareva irrimediabilmente
definito e statico.
Solo il suono ritmato
del sonno di Giulia
era nell’aria chiusa
segnale di vita.
Ho disceso adagio i gradini
un grillo accanto alla doccia
le gocce fresche sulla pelle
hanno tolto quella frase d’angoscia
sono entrata in silenzio in cucina
alla finestra aperta
ho raccolto le tazze sporche
preparato il caffè
piccoli rumori quotidiani
gesti spesso vissuti
con noia fastidio indifferenza
ora densi di senso
ricomponevano il mondo
per voi tutti e tutte che dormivate
e vi sareste svegliate
E’ lì che è arrivata tua madre

azzurrabianca

A Liuba che parte

Non il grillo ma il gatto
del focolare
or ti consiglia, splendido
lare della dispersa tua famiglia.
La casa che tu rechi
con te ravvolta, gabbia o cappelliera?
sovrasta i ciechi tempi come il flutto
arca leggera – e basta al tuo riscatto.

EUGENIO MONTALE

Io ti ringrazio

Ti ringrazio
con l’abbandono
del pugno,
con l’armonia
di un gesto.
Con la Luna mia
più chiara,
col silenzio
dell’orgoglio.
Ti ringrazio,
riflesso lindo
dove l’occhio
mio si coglie,
dove poggio
questi giorni
zoppicanti,
e vivo
il respiro
che rifiata,
i miei mille
mulinelli.
Ti ringrazio
per la bisaccia
mai colma
per la pace
dell’udito,
per gli sguardi
a mani aperte
io ti ringrazio,
silente grillo
dal verso
amato.

Flavio Zago

a Cri

Canto di rivoluzione

REVOLUTIONARY SONG

dawn brings with it the sorrow of light
of one who does not want to be seen

a voice that must be hidden
in a place
that is does not belong

is it a river or a breeze
or the running water that grieves
onto itself

that make one wish to be free
the forbidden song of the cricket
lies among the roses

and wind floats by whispering of Che Guevara
and Crazy Horse

on a morning of frost
in the soreness of waking
the cry of humanity goes out of itself

as impossible to stop
as the weeping of water
as the weeping of a child

§

l’alba porta con sé il dolore della luce

di qualcuno che non vuole essere visto

una voce che deve essere nascosta

in un luogo

che non le appartiene

è un fiume o una brezza

o l’acqua che scorre e piange

di sé

che ti fa desiderare di essere libero ?

il canto proibito di un grillo

giace tra le rose

un vento aleggia intorno sussurrando di Che Guevara

e di Cavallo Pazzo

in un mattino di gelo

nel dolore del risveglio

il grido dell’umanità esce da sé

impossibile da fermare

come il gocciolio dell’acqua

come il pianto di un bambino

LANCE HENSON (poeta Cheyenne)