Dignità

“È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sé stessi”

TAHAR BEN JELLOUN

Published in: on dicembre 22, 2011 at 07:16  Comments (4)  
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Delitto di paese

L’ASSASSINAT

C’est pas seulement à Paris
Que le crime fleurit
Nous, au village, aussi, l’on a
De beaux assassinats

Il avait la tête chenue
Et le cœur ingénu
Il eut un retour de printemps
Pour une de vingt ans

Mais la chair fraîch’, la tendre chair
Mon vieux, ça coûte cher
Au bout de cinq à six baisers
Son or fut épuisé

Quand sa menotte elle a tendue
Triste, il a répondu
Qu’il était pauvre comme Job
Elle a remis sa rob’

Elle alla quérir son coquin
Qu’avait l’appât du gain
Sont revenus chez le grigou
Faire un bien mauvais coup

Et pendant qu’il le lui tenait
Elle l’assassinait
On dit que, quand il expira
La langue ell’ lui montra

Mirent tout sens dessus dessous
Trouvèrent pas un sou
Mais des lettres de créanciers
Mais des saisies d’huissiers

Alors, prise d’un vrai remords
Elle eut chagrin du mort
Et, sur lui, tombant à genoux,
Ell’ dit : ” Pardonne-nous ! ”

Quand les gendarm’s sont arrivés
En pleurs ils l’ont trouvée
C’est une larme au fond des yeux
Qui lui valut les cieux

Et le matin qu’on la pendit
Ell’ fut en paradis
Certains dévots, depuis ce temps
Sont un peu mécontents

C’est pas seulement à Paris
Que le crime fleurit
Nous, au village, aussi, l’on

GEORGES BRASSENS

§

Non tutti nella capitale

sbocciano i fiori del male,

qualche assassinio senza pretese

lo abbiamo anche noi in paese.

Qualche assassinio senza pretese

lo abbiamo anche noi qui in paese.

Aveva il capo tutto bianco

ma il cuore non ancor stanco

gli ritornò a battere in fretta

per una giovinetta.

Gli ritornò a battere in fretta

per una giovinetta.

Ma la sua voglia troppo viva

subito gli esauriva,

in quattro baci e una carezza

l’ultima giovinezza.

In quattro baci e una carezza

l’ultima giovinezza.

Quando la mano lei gli tese

triste lui le rispose,

d’essere povero in bolletta

lei si rivestì in fretta.

D’essere povero in bolletta

lei si rivestì in fretta.

E andò a cercare il suo compagno

partecipe del guadagno

e ritornò col protettore

dal vecchio truffatore.

E ritornò col protettore

dal vecchio truffatore.

Mentre lui fermo lo teneva

sei volte lo accoltellava

dicon che quando lui spirò

la lingua lei gli mostrò.

Dicon che quando lui spirò

la lingua lei gli mostrò.

Misero tutto sotto sopra

senza trovare un soldo

ma solo un mucchio di cambiali

e di atti giudiziari.

Ma solo un mucchio di cambiali

e di atti giudiziari.

Allora presi dallo sconforto

e dal rimpianto del morto,

si inginocchiaron sul poveruomo

chiedendogli perdono.

Si inginocchiaron sul poveruomo

chiedendogli perdono.

Quando i gendarmi sono entrati

piangenti li han trovati

fu qualche lacrima sul viso

a dargli il paradiso.

Fu qualche lacrima sul viso

a dargli il paradiso.

E quando furono impiccati

volarono fra i beati

qualche beghino di questo fatto

fu poco soddisfatto.

Qualche beghino di questo fatto

fu poco soddisfatto.

Non tutti nella capitale

sbocciano i fiori del male,

qualche assassinio senza pretese

lo abbiamo anche noi in paese.

Qualche assassinio senza pretese

lo abbiamo anche noi qui in paese.

FABRIZIO DE ANDRÉ

 

Vedi come si erge candido

Vides ut alta stet nive candidum

Soracte, nec iam sustineant onus

silvae laborantes, geluque

flumina constiterint acuto?

Dissolve frigus ligna super foco

large reponens atque benignius

deprome quadrimum Sabina,

o Thaliarche, merum diota.

Permitte divis cetera, qui simul

stravere ventos aequore feruido

deproeliantis, nec cupressi

nec veteres agitantur orni.

Quid sit futurum cras fuge quaerere et

quem Fors dierum cumque dabit lucro

appone, nec dulcis amores

sperne puer neque tu choreas,

donec virenti canities abest

morosa. Nunc et Campus et areae

lenesque sub noctem susurri

composita repetantur hora,

nunc et latentis proditor intimo

gratus puellae risus ab angulo

pignusque dereptum lacertis

aut digito male pertinaci.

§

Vedi come si erge candido
d’ alta neve il Soratte! I boschi al peso
non reggono, fiaccati, e per l’acuto
gelo si sono rappresi i fiumi.

Dìssipa il freddo deponendo legna
sul focolare, in abbondanza, e mesci
da un’anfora sabina a doppia ansa,
o Taliarco, vino di quattr’anni!

Lascia il resto agli dei, che appena placano
i venti in lotta sulla ribollente
distesa, non più ondeggiano i cipressi
né con essi agitati i vetusti orni.

Cosa accadrà domani, tu non chiedere.
Se un altro giorno ti darà la Sorte,
ascrivilo a guadagno e non spregiare,
ora che sei giovane, le danze e i dolci amori,

mentre è lontano dal tuo verde il tedio
della vecchiaia. Adesso il Campo
e le piazze, ora prima che annotti
si ripeta il lieve sussurro dei convegni,

ora il gradito riso che ti svela
da un angolo segreto ove si celi
la tua fanciulla, e il pegno strappato
dal polso o dal dito che resiste appena.

QUINTO ORAZIO FLACCO  (Odi  I,9)

Morte per acqua

DEATH BY WATER

Phlebas the Phoenician, a fortnight dead,

Forgot the cry of gulls, and the deep seas swell

And the profit and loss.

A current under sea

Picked his bones in whispers.

As he rose and fell

He passed the stages of his age and youth

Entering the whirlpool.

Gentile or Jew

O you who turn the wheel and look to windward

Consider Phlebas,

who was once handsome and tall as you.

§

Fleba il fenicio,
morto da quindici giorni,
dimenticò il grido dei gabbiani,
e il flutto profondo del mare
e il guadagno e la perdita.
Una corrente sottomarina
gli spolpò le ossa in sussurri.
Mentre affiorava e affondava
traversò gli stadi della maturità
e della gioventù
entrando nei gorghi.
Gentile o Giudeo
o tu che volgi la ruota
e guardi nella direzione del vento
pensa a Fleba,
che un tempo è stato bello
e ben fatto al pari di te.

THOMAS STEARNS ELIOT