Femmina sconosciuta


Veh, non ti conobbi mai
ma mi desti tanti guai
quando di te mi inebriai!
Ed or che ci ripenso
il brodo è tanto denso
che in piste cittadine
cerco il mio equilibrio
ma poi lungo marine
ripiene di squilibrio
io vado ahimé a finire
e lì resto a intristire
agganciato al tuo sughero
per me tal quale un mandala.
Non dirmi mai più mai,
qua, la linfa tua mandala,
o brinderò a cicuta
poi dentro azzurra tuta
volando alto all’inferno
berròmmi un buon falerno
notando tutto quanto
scoprendo giù in un canto
chi sei!
E ai posteri ora canto:
“infin ti ho conosciuta
femmina sconosciuta,
ti offristi prostituta:
stappata, ti ho bevuta!”

Sandro Sermenghi

Non è facile


Non è facile contare i giorni
quelli che non finivano mai
oppure finivano troppo in fretta
Eri un amore senza misura
eri il fuoco di anima pura.
esagerata come una notte
senza luce ma piena di stelle
quelle che senza misura
cadevano sulla tua pelle
Non era facile contare gli alberi
dal treno che da te mi portava
Ora che tutto è finito conto
i passi che diversi sono dai tuoi
quelli che non sentivo mai
distratto dalla tua presenza e
che solo adesso fanno rumore
Non è facile contare i giorni
quelli che non verranno
li conterò ad uno ad uno
non ho niente da fare ora
se non pensare ai miei guai
che fanno rumore e assordano
senza tregua e rispetto del cuore
Li conto e non finiscono mai
li conto e li lascio scappare.
Tu sei uno dei miei guai
quello che per sempre ora vorrei
ma che non avrò mai.

Claudio Pompi

Published in: on gennaio 15, 2010 at 07:32  Comments (5)  
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