Piove

 
Piove su vecchi pensieri,
cielo reso plumbeo dalla falsità
di momenti rubati alla gioia,
nell’intimità dell’anima
defraudata con laido inganno.
.
L’acqua salvifica scende
sulle guance infiammate
dal freddo vento dell’indifferenza,
su sentimenti usati e stracciati
come carta da macero.
.
Piove, piove ancora
sul corpo ormai inerte,
su desideri d’amore annullati,
sogni spezzati e derisi
dalla stanchezza del tempo,
 
mentre la memoria vaga
nel mormorio delle ombrose fronde
alla ricerca d’una linea di confine
che allontani per sempre
ricordi ricolmi di melma.

Patrizia Mezzogori

Distillati dell’anima

Torrenti e fiumi
sulle mie guance innevate
surplus invadente
di soavi parole
suono arcano e misterioso
paradisiaci istanti
verso incantato
sguardo ammaliato
voce suadente
in distillati dell’anima

Maristella Angeli

Published in: on aprile 18, 2012 at 07:24  Comments (23)  
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Ho bisogno di calore sulla schiena

di sostegno sui fianchi del divenire
ho il bisogno di ridere, udire, capire
giocherellare scherzare
ho bisogno di bighellonare ruotando
sulle tue guance, sulle tue labbra fin quando un bacio
sarà nelle stanze della passione, nella devozione
Un milione di boccioli sul davanzale dell’ amore
li vorrei toccare, sfogliare
e fra le ore minuscole
di un disco in vinile vorrei ascoltare
il mare, e quanto manca
alla riscossa fulminea del karma
ancora adesso il mio tutor si scarna per
ritornare a bilanciare la vita.

Aurelia Tieghi

Afa

 
su nuvole colorate
libra il respiro
il piede oltre il confine
brucia l’angolo il sole
la luce oscurata dal braccio
e dall’aria muta, sfatta,
s’aggrappa il pensiero
mentre s’assonna nell’afa.
Fuori assordano l’aria le cicale
il tempo sembra stazionare
s’odono solo aerei  in volo
passi scricchiolare per le scale.
Lieve il respiro della mia bimba vicina
bella anche nel sonno
petali le sue guance
l’afa non sembra sfiorarla.

Rosy Giglio

Published in: on settembre 21, 2011 at 07:24  Comments (9)  
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I vecchi

I vecchi sulle panchine dei giardini
succhiano fili d’aria e un vento di ricordi
il segno del cappello sulle teste da pulcini
i vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi
i vecchi che si addannano alle bocce
mattine lucide di festa che si può dormire
gli occhiali per vederci da vicino a misurar le gocce
per una malattia difficile da dire
i vecchi tosse secca che non dormono di notte
seduti in pizzo al letto a riposare la stanchezza
si mangiano i sospiri e un po’ di mele cotte
i vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza
i vecchi un po’ contadini
che nel cielo sperano e temono il cielo
voci bruciate dal fumo dai grappini di un’osteria
i vecchi vecchie canaglie
sempre pieni di sputi e consigli
i vecchi senza più figlie questi figli che non
chiamano mai
i vecchi che portano il mangiare per i gatti
e come i gatti frugano tra i rifiuti
le ossa piene di rumori e smorfie e versi un po’ da
matti
i vecchi che non sono mai cresciuti
i vecchi anima bianca di calce in controluce
occhi annacquati dalla pioggia della vita
i vecchi soli come i pali della luce
e dover vivere fino alla morte che fatica
i vecchi cuori di pezza
un vecchio cane e una pena al guinzaglio
confusi inciampano di tenerezza e brontolando se
ne vanno via
i vecchi invecchiano piano
con una piccola busta della spesa
quelli che tornano in chiesa lasciano fuori
bestemmie e fanno pace con Dio
i vecchi povere stelle
i vecchi povere patte sbottonate
guance da spose arrossate di mal di cuore e di
nostalgia
i vecchi sempre tra i piedi
chiusi in cucina se viene qualcuno
i vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da
buttare via
ma i vecchi, i vecchi, se avessi un’auto da
caricarne tanti
mi piacerebbe un giorno portarli al mare
arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio
tutti quanti
sedia sediola… oggi si vola… e attenti a non sudare

CLAUDIO BAGLIONI

Serenata indiana

THE INDIAN SERENADE

I arise from dreams of thee

In the first sweet sleep of night,

When the winds are breathing low,

And the stars are shining bright:

I arise from dreams of thee,

And a spirit in my feet

Hath led me—who knows how?

To thy chamber window, Sweet!

The wandering airs they faint

On the dark, the silent stream—

The Champak odours fail

Like sweet thoughts in a dream;

The Nightingale’s complaint,

It dies upon her heart;—

As I must on thine,

Oh, belovèd as thou art!

Oh lift me from the grass!

I die! I faint! I fail!

Let thy love in kisses rain

On my lips and eyelids pale.

My cheek is cold and white, alas!

My heart beats loud and fast;—

Oh! press it to thine own again,

Where it will break at last.

§

Nel primo dolce sonno della notte

mi risveglio dai sogni in cui tu appari,

quando sospira lievemente il vento

e splendono le stelle luminose:

mi risveglio dai sogni in cui tu appari,

e uno spirito allora mi ha condotto,

chissà come, vicino alla finestra

della tua camera, o dolcezza mia!

Le arie vagabonde illanguidiscono

lungo il ruscello oscuro e silenzioso,

i profumi del Champak svaniscono

come dolci pensieri in un sogno;

muore il lamento dell’usignolo sul cuore

della diletta, proprio come me

destinato a morire sul tuo,

o tu che sei la mia amata!

Oh, ti prego, sollevami dall’erba!

Muoio e mi sento debole e languido!

Oh, che il tuo amore piova in mille baci

sulle mie labbra e sulle smorte palpebre.

Ahimè, le guance sono fredde e pallide,

ed il mio cuore batte impetuoso e forte!

Oh, stringilo al tuo cuore nuovamente,

dove alla fine si dovrà spezzare!

PERCY BYSSHE SHELLEY

Lo scialle

Vorrei lo scialle delle tue braccia
alla sera
quando l’umidità mi penetra.
Vorrei il velo delle tue carezze
per proteggermi da insetti.
Vorrei il segno delle tue labbra
per render rosate le mie guance.
Vorrei il tuo corpo su di me
abito per coprire nudità.

E su tutta me stessa
una cascata d’amore
con lo scroscio
della tua voce.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 21, 2011 at 07:25  Comments (12)  
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I baci della luna

Mi arrampicai fin lassù,
poi, rannicchiata
in quell’alone soffuso
nato dal suo respiro,
mi lasciai cullare
con il capo dolcemente posato
sulle sue candide guance.
Catturai una goccia
e, portatala alle labbra,
sentii il sapore di tutti i baci
degli amanti.

Sandra Greggio

Published in: on giugno 10, 2011 at 07:06  Comments (8)  
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Foschia


Anche se mi avvolge la foschia
ho spalancato le finestre
a fronte
rettangoli appiattiti si
aprono a paravento
le torri
accostate a cime di olmi
dove sulle punte
dondolano volatili
plana il fresco sulle guance
Il collo stretto a finta lana
Respiro.

Rosy Giglio

Published in: on Mag 16, 2011 at 07:10  Comments (6)  
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Quante storie

Quante storie
ho da raccontarti
piccola
del salice piangente
che raccoglie passeri
le notti tiepide di Giugno
della tortora Billa
che entra in cucina
e spazza briciole
e malinconia
del ranocchio grasso
e pomposo là
nello stagno
che sembra principe
a ben guardare
del mirto profumato
che strappa lacrime
mentre cuoce il porceddu
del monte di Portofino
intatto e sano
che bacia il mare
e sorride
delle casette di fate
di Camogli
color di cielo e sabbia
e di stradine tra i rovi
dove giocare a prendersi
con le trecce al vento
di…..
piccola
ora te le racconto
in abito da clown
domani avrò davvero
le guance rosate
non più dipinte.

Tinti Baldini