Schizofrenia

 
Chi vive in me
oltre il velo di Maia?
Bianca pagina aspetta
e invano aspetterai
che, come un guanto,
io rivolti il mio inconscio.
La mente,  pigra
chiude i suoi occhi al dubbio
per non soffrire;   eppure
come alterne stagioni
ineluttabilmente
affiorano emozioni… opposte;
umiltà  e presunzione,
altruismo e insofferenza
scaldano e intirizziscono
questo mio cuore.
Misteriosa scintilla
che attivi od interrompi
i circuiti d’amore
chi ti dà vita?
Quale atipica cellula
della grigia materia
mi snatura a tal punto
da confonder chi sono?
Solitudine,  è in me
fardello…….eppure scelta,
la ripudio e la inseguo
è prigione e libertà.
Bramo la tenerezza,
ma di leggerla temo
dentro ai suoi occhi;
la disprezzo e la fuggo:
Insondabile psiche!
Potrà mai mente umana
misurare l’inconscio?
Dagli abissi i concetti
affiorando scolorano
restan vuote parole,
frammentari rigurgiti
della schizofrenia.

Viviana Santandrea

Le golose

Io sono innamorato di tutte le Signore
che mangiano le paste nelle confetterie

Signore e signorine
le dita senza guanto
scelgon la pasta; Quanto
ritornan bambine!

Perchè niun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divoran la preda.

C’è quella che s’informa pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L’una pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

Un’altra – il dolce crebbe –
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un’altra con bell’arte,
sugge la punta estrema
invano! ché la crema
esce dall’altra parte!

L’una senz’abbadare
a giovine che adocchi
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare
sugga, un supremo annunzio,
non crema e cioccolate,
ma superliquefatte
parole del D’Annunzio

fra quegli aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro e di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome
oh le signore come
ritornano bambine!

Perchè non m’è concesso
o legge inopportuna!
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di creme e cioccolatte?

GUIDO GOZZANO

Spaiata

come una scarpetta
di raso viola
rimasta sola sull’uscio
una calzetta di lana
morbida
sul campo da sci
un guanto abbandonato
sul selciato bianco
un gemello di luce
in cima al grattacielo.

Ecco come mi sento oggi.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 15, 2011 at 07:06  Comments (15)  
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Piume in volo

 
Sfidando il tempo volano le mani
come di piuma staccata in volo
a sfiorare leggere i tuoi capelli
e dirti che sono lì, oltre il domani.
Pronte e protese, guanto d’amore,
a proteggere dalla grandine il tuo capo
facendo scudo fin che torna il sole
o stelle in cielo e lucciole nel campo.
Amore dal cuore di candido giglio
che la vita a me t’ha donato
ti avvolgo nel mio mantello di piume
per volare con te oltre  ogni male.

Elide Colombo

Published in: on novembre 9, 2011 at 07:05  Comments (5)  
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Eppure…

 
Metterò le tue mani sul mio viso
mi riconoscerai dalle rughe
dai sorrisi mancati ,
poi mi guarderai come capitando per caso
in viaggio tra le lacrime e i sospiri
chissà se ti fermerai
raccogliendo il guanto di una sfida
che è la vita in due
in una vita sola,
e non è facile capire,
non è mai quello che si sogna
che si ritrova
aprendo gli occhi al mattino:
eppure ti vorrei lacrima o sorriso-

Maria Attanasio

Published in: on ottobre 30, 2011 at 06:52  Comments (5)  
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