Son fors’io

 
 
che ha tanto
ma tanto bisogno
degli altri?
.
E di altro,
altro ancora,
in durata terrena.
E ho fame
e ho sete
e ho sonno
e mi drogo
e mi lodo
e mi ammiro
e m’imbrodo
ed uccido.
.
Come uno zombie
.
Cammino,
senza paura,
perché so.
Perchè devo
sapere
ma ho sonno.
.
Programmato . . .
.
Un atavico sonno
dal passato:
ma non è vero sonno:
è un perpetràr nei secoli
gli affanni
dell’amara progenie,
grazie a quell’ Io,
che gli atei
dichiarano l’Iddio.
.
Ora speriamo
Di poterci ancora,
organizzare
a non far premorire
il nostro mondo Terra.
.
Con cuore grande
.
col sentimento
con i nostri peccati,
e irraziocinio:
grazie o Dio!
.
PRIMO CREATORE
Fin dall’inizio
della fine,
bestialitas mundi?,
dell’eterna alleanza.

Paolo Santangelo

Published in: on dicembre 1, 2011 at 06:55  Comments (15)  
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Fa’ che io sia

 
Fa’ che io sia
il tuo specchio devoto,
che la coscienza
in fondo ti scuota,
ed il custode
dei tuoi segreti…
di quell’anima gentile,
e inquieta.
Fa’ che io sia
la tua ombra perenne,
che nel percorso
ti segua in eterno,
e che io sia ,
per sempre il tuo Io
e …
che prima dell’ Io …
ci sia solo  l’Iddio

Ciro Germano

Published in: on giugno 18, 2011 at 07:34  Comments (4)  
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La vita

il fatto smarrito
nel nulla; ed è questo l’ uomo:
bambino piangente, una culla,
l’ òbito inizia….

Chi ha fortuna gode , pena
chi langue ed in mestizia soffre
(a volte) odiando, perché senza scampo
oppresso è dal più forte:

mastro di cattiverie ed egoismi
atàviche ingiustizie, del creato
a séguito progènie tramandato.

E solo un giusto – buononesto
timorato d’Iddio – retto, probo:
benedetto; se quel giusto esiste,
nel morir può godere della vita –
non solo quella eterna – anche mortale:
scoppio d’ azzurro e strepito di mare.

Ma questo prima d’autodistruzione,
ingorda per qualcuno che s’accresce
in rapporto d’egoismo inquinante,
umana creazione delinquente
e, peggiore realtà, che sempre mente.

Paolo Santangelo

I poeti

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

ALDA MERINI

Published in: on dicembre 31, 2010 at 07:35  Comments (2)  
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Il fiore Mrjt

I

Un fiore germogliò su questo mondo,
la Terra,
da un infinito amor negli universi:
il segno del Signore,  tra mistici tripudi
veli e luci,  pieno di grazie,
benedetto.
Il suo nome,  Maryam,  l’ancella
della figlia del faraone e,  insieme
ad essa, trova il fanciullino fratello,
abbandonato nel cesto
alla deriva,  Mosé,  sul Nilo,  e . . . lo salva.
Proprio come noi tutti,
sul fiume della vita.
Il suo nome, in egizio,  Mrjt,
vuol dire amato, caro;
questo nome Maryam:  pace.

Contro tutte le guerre,
in tutti i mondi.

II

E  Iddio  risceglierà,  proprio  in  Maria,
figlia di Gioacchino ed Anna,
il fiore Mrjt.
Il cui seme è cosparso  sopra il bene
ché,  ancora un poco,
c’è sul nostro mondo.
Le sue grazie su miliardi
di miliardi di santuari, in tutti
gli universi ancòra;
e,  per noi, indegni,
fioriranno e fioriscono,
come il suo nome,  in miliardi
di rosari.

L’ànfora di Colui,  che Lei si pose,
in dodici stelle simbolo degli astri
fece il manto ai tuoi piedi,  Maria,
e fece sbocciar le rose
di questo mondo.
Degli altri,
a noi del tutto sconosciuti,
altri fiori.

Paolo Santangelo

A spasso nel cimitero

Che strano posto è il cimitero,
c’è una pace soprannaturale
ti chiedi se questo è il mondo vero,
quello dove ognuno all’altro
è uguale.
Nel silenzio dove la pace è sovrana,
sorella morte mette insieme
la fedele sposa con la puttana.
Eppure, per malaugurata sorte,
ci pensano gli esseri viventi
che oltre queste porte,
trascinano, falsi e piangenti, i simboli
indecenti di una vita che di essere più non ha
ragione, qui dove il maltrattato servo
è uguale al dispotico padrone.
Qui non esiste il “lei non sa chi sono io”
perché di sicuro lo sa Iddio.
L’ha sempre saputo, dal giorno che sei nato
fino a quando, dopo l’ultimo respiro esalato
a lui come spirito sperduto
ti sei presentato.
A che servono quelle tombe sfarzose
simbolo di opulenza e grandezza?
A dir che sotto una croce giace
solo mondezza?
Non serve dei redditi la dichiarazione,
la morte non fa sconti a chicchessia,
ha un solo carrozzone sul quale sali
e percorri l’estrema via.

Claudio Pompi