Sai quando il vento…

entra e scricchiola tra le imposte socchiuse
e ci voltiamo per conoscere le ultime notizie
o ci alziamo per assaporare gli odori del mondo.

Sai quando il vento …
ci chiama dentro e non raccapezziamo
che senso ha morire un poco ogni giorno
senza sapere delle violenze al mondo di fuori.

Sai quando il vento …
sibila stanco di non farsi capire
e alza la voce fino a lasciare lamenti
tra frammenti di case ed occhi di pianto.

Sai quando il vento …
mi porta per mano alla torre del faro
lasciandomi solo di fronte al mare
ad avvistare nuove vele in arrivo.

Lorenzo Poggi

Published in: on aprile 3, 2012 at 07:20  Comments (9)  
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Attesa

Come ogni sera

tra le imposte scure

spio il tuo ritorno

e ingoio l’ansia

che mi frena …il cuore

fino a che

…si fa giorno.

Viviana Santandrea

Published in: on settembre 28, 2011 at 07:32  Comments (7)  
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E tu andavi…e venivi…

 
E tu andavi e venivi…
e poi sempre più breve era il tempo
che restavi;  e ogni volta sparivi
e portavi con te le mie viscere;
io restavo svuotata, svuotata ed appesa
di speranza ad un filo… attesa
di vederti tornare…e partire.
Che mi resta di quell’aspettare?
L’incalzare di albe e tramonti
cui vorrei dare un senso, eppure
quando ancora ti penso…mi senti?
Senti quanto è sottile il confine
tra il soffrire e la gioia?
Questa è vita;  non è certo noia
però………….è finita!
 
 A T T E S A
 
 Come ogni sera
tra le imposte scure
spio il tuo ritorno
 
e ingoio l’ansia
che mi frena …il cuore
fino a che
…si fa giorno.
  
A N C O R A   T U !!!
 
T’ho cercato
tra fantasie aggrovigliate
nella strana penombra
del meriggio.
 
Come evocato
da canto di sirena
riaffioravi dai flutti
dell’inconscio.
 
T’ho ricacciato,
per sottrarmi all’inganno
fra nebbiose memorie;
inutilmente!
 Sei ritornato,
scoperchiando il baule dei ricordi,
sulla busta ingiallita
di un vecchio madrigale.

Viviana Santandrea

Nel cielo, di cielo, al cielo

Nel cielo libero ricordi,
riverberi di luci incandescenti,
passi discreti in ore della notte
per chiuder bene le imposte ai figli,
quattro fratelli tutti quanti intorno,
pesci e salsedine attaccati all’amo,
scogliere nude alla mercé del sole,
vagoni dietro la locomotiva
di legno nero giallo rosso e azzurro
col muso degno del miglior Pierrot.

Di cielo vesto le speranze,
le manne scese nell’età del verde,
aneliti del divenir migliore
mentre correggo i tanti miei errori,
rincorse a sentir di Dio la voce
quando altre voci non so ascoltare,
sorrisi persistenti dentro i giorni
immaginati eterni per i figli,
speranze di rileggere nel sempre
il sunto d’una vita spesa bene.

Al cielo do in custodia i sogni,
preziosi ossigeni da ingurgitare
al palesarsi d’anima che cede,
reami d’acqua e terra da salvare
in una donna fiera del suo amore,
abbracci intensi pieni di stupore
con la paura che l’istante voli,
le simmetrie dei valori veri,
pugni e carezze a vita che m’invita
a crederle – di più – per non morire.

In quei giorni farciti con il crudo,
dentro spirali senza via d’uscita,
quando il quadrante l’ora mi rallenta
e un arlecchino perde i suoi colori,
in un dolce standby lassù affido
i sogni, le speranze e i ricordi,
lungi dall’essere contaminati
dai freddi numeri dell’equazione
che linfa somma e tanta ne sottrae
a chi vorrebbe solo equa razione.

Aurelio Zucchi

Il fisco


Ti perseguita dal primo vagito…
vorace e accanito.
Per non perderti durante il percorso,
ti marchia come le bestie all’ingrasso,
assegnandoti il codice d’identificazione
per meglio comminare … le imposizioni
Diventa di diritto il tuo socio di fatto,
e accampa pretese dagli utili attivi…
nel mentre, indaga sulle uscite passive
Da  inquisitore, applica con grande fervore
imposte, balzelli, sanzioni e interessi di mora…
appellandosi anche, allo studio di settore.
Conosco una sola categoria, cosi avida e di facili guadagni,
per far dei  paragoni,
ma, forse sto sbagliando … quelli sono i “papponi”.

Ciro Germano