Ritorno nell’anima

Pareti di stanze vuote e disadorne
dove eco di voci ancor si propaga,
luce che filtra da finestre socchiuse,
rumori di emozioni che restano fuori.

Ora come non mai odo i miei passi
in questo strano silenzio che pare
di esistenza conclusa senza ragione.

È come se il tempo si fosse fermato
dopo esser fuggito verso altra vita,
come se stanco fui di veder me stesso,
la mia ombra sempre uguale.

Accarezzo ora quelle bianche orme
sulle pareti graffiate, tracce di foto,
quadri di paesaggi vissuti, immagini
disperse di poesia che a fatica ricordo.

Bianco disegno di un mobile antico,
lì c’era il mio cuore, rifugio segreto
dei miei pensieri che lasciai e persi
lasciandoli morire d’abbandono

Colori sbiaditi di un tempo sereno,
per sempre perduto ed ora rimpianto,
rimorso per non aver capito e preso
quel che quel tempo mi aveva donato.

Vedo ora la mia ombra farsi più lunga
nel sole che impietoso su di me tramonta,
sfioro invano quel che non è più, scorre
piatta e senza pieghe sulle pareti vuote.

Esco tristemente da quella casa antica
che fu l’anima mia più bella.
l’ombra mia si contorce in giochi deformi
prima di darsi alla notte che rapida avanza.

Mi troverà in quest’anima di dolore colma,
piena di illusioni e di colpe che sono crepe,
piena di pesanti incertezze senza luce.

Claudio Pompi

Dissolvenza

Si dissolve facile
il vigore del dover essere
nel seducente desiderio
di realizzarne la volontà.
Come frecce di ghiaccio
freddo fuoco esso infligge
all’ingenuo pianto di lacrime.
Sulle sane incertezze infuria
dubbi che sanno di voglie
e innanzi a chi pondera
soltanto quel che emerge,
strugge parole imprudenti
rivolte a scolpire la reale
sostanza dell’essere.

Daniela Procida

Viaggi direzionali

Ecco la vela,
la serratura da cui posso salpare.
La brezza mi elabora
evacuandomi
da incertezze precarie,
dall’aria tesa e rarefatta
molto spesso taciute
da inutili ossimori troppo dettagliati
-quasi coerenti nella loro sinonimia-.
In apparenza
lancio al futuro prossimo
passati da resettare
(s’intende… per pura passione)
irrompendo di parole protette
la culla delle molteplici direzioni.

Glò

Published in: on marzo 18, 2012 at 07:17  Comments (4)  
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Assenza di te

Piovo d’incertezze
fotografate
in triangoli di luce.

Tra le ombre
ho mille mani che tacciono
i sentieri del cuore.

Fumo l’assenza
che oltrepassa
l’adiacente orizzonte

dei tuoi occhi
sono goccia
che ti sfiora appena

tra i versi sbiaditi
di quel che fummo
senza memoria.

Anileda Xeka

Published in: on marzo 14, 2012 at 07:04  Comments (6)  
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Amicizia

La coscienza di non essere soli nei momenti tristi
una voce lontana ma presente.
Questa è l’amicizia
il trovarsi per dividere non solo le gioie
ma le incertezze dello spirito
Ascoltare per annullare la solitudine
godere delle gioie altrui, condividere le emozioni.
Non negare quel sentimento d’affetto
linfa al motore della vita.
Amicizia non ha età
non ha il colore della pelle, non conta i cromosomi genetici
non vede l’immagine riflessa nello specchio
accetta ciò che esce dal pensiero dell’anima
L’amicizia è una mano tesa nel tempo
essa accarezza le ferite, cura le piaghe, anche le più infette,
si contagia non abbandona.
L’amicizia è eterna, supera la morte, usa la penna.
Invia testimonianze ai posteri.
Lei è come la brezza nel deserto,
la goccia d’acqua che aiuta a sopravvivere
la stella che illumina la via nascosta
l’amicizia è la linfa dell’anima nell’universo

Gianna Faraon

Scomparsi

All’improvviso, senza motivo,
se non quello di una ottenebrata
e sconvolta mente… scompare.
Resti da solo davanti a quella porta
a chiederti dove sia.
S’apre il mare delle incertezze,
navighi tra un dubbio e una speranza,
rischi il naufragio nell’angoscia,
nell’attesa infinita davanti a un telefono
che non squilla, a una porta chiusa.
Ripercorri quella vita per capire,
alla fine ti fermi davanti a quella porta
oltre la quale c’è il buio di una notte,
dove tutto si inabissa o un alba di nebbia
che tutto ammanta e confonde come
i tuoi perché senza risposta.
La vita continua ma dentro qualcosa
è fermo, sospeso sul mare dell’incertezza.
T’accorgi, senza volerlo, della normalità
che manca.
Non hai una stella, triste o gioiosa da seguire.
Navighi alla deriva tra la morte e la vita.
Aspetti che quella porta si apra, che il telefono
Squilli.
Ti manca quel buongiorno disattento
così come un addio che non c’è stato.
Tutto è sospeso, silenzioso.
Il tuo mondo si è fermato davanti
a quella porta chiusa come la mente
di chi andandosene
più di una morte lascia il vuoto.

Claudio Pompi

[Mi]…Piacerebbe

M’ addolcisce
zuccherare frasi
con ossigeni di raffica
dentro incertezze altrui.

Sorvolare dintorni di fiamme
imbattermi in nucleo
di caparbietà discente
e riapparire
bruciata
di generosità
mai abbastanza
per decolorare profondità
a bassa quota.

Del dolore prossimo
lascio appeso al suolo
il sogno che non si sogna più;
abbozzo timone scolpito a raggio
irregolare
ed ecco la facciata
d’alto picco a bassotondo
diverso da rovesciare
se navigato in sua stessa
felicità galleggiante…

e

ri-emergo infuocata
da un’apnea capace di comporre
l’esimio dell’imperfezione
senza nulla capirci se non il suo vuoto
da criptare.

Glò

Attesa

Nel silenzio aspetto
non possono
le mie parole turbare
la pace
penetrare in
mondi sconosciuti
violare spazi
proibiti
interrompere
il flusso delle nubi.
Dal prato verde
dei miei pensieri
ammiro il cielo
e cerco te.
Tu hai rubato le mie notti
i giorni
sei penetrato nel cuore
tra dubbi e incertezze
hai trovato lo spazio
hai deposto il tuo amore
fatto di parole
necessarie per la vita.

Gianna Faraon

Published in: on novembre 28, 2010 at 07:12  Comments (3)  
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[Mi]…Piacerebbe

M’ addolcisce
zuccherare frasi
con ossigeni di raffica
dentro incertezze altrui.

Sorvolare dintorni di fiamme
imbattermi in nucleo
di caparbietà discente
e riapparire
bruciata
di generosità
mai abbastanza
per decolorare profondità
a bassa quota.

Del dolore prossimo
lascio appeso al suolo
il sogno che non si sogna più;
abbozzo timone scolpito a raggio
irregolare
ed ecco la facciata
d’alto picco a bassotondo
diverso da rovesciare
se navigato in sua stessa
felicità galleggiante…

e

ri-emergo infuocata
da un’apnea capace di comporre
l’esimio dell’imperfezione
senza nulla capirci se non il suo vuoto
da criptare.

Glò

Se non fosse


Se non fosse
per la danza canterina
di due merli in amore
che m’invitano ad uscire
dalla mia timida corazza
tarderei stamattina
ad unirmi al passo giocoso
ed invitante della tardiva primavera.
La vita stamani mi respira addosso
e si posa lieve in dolce pioggia
d’ignare lacrime che solcano gote
come se fossero canali asciutti.
Mi lascio andare
io posso volare
posso alzarmi e camminare
fra arbusti d’incertezze
e dipingere con pastelli d’amore
il mio oggi e spero anche il domani.
Non porrò limiti al mio volo
non farò più domande
oggi vivo anche per chi non può farlo
per chi è stato rapito prematuro
dallo scenario meraviglioso della vita
perché la vita ha in sé il fascino
dell’impossibile e della bellezza pura
se solo ne gustassimo il calice pienamente
se solo riuscissimo a capirne l’importanza
se solo l’amassimo come fosse l’ultimo giorno
se solo la rispettassimo con giustizia
non la negheremmo al nostro fratello
nato figliastro con la pelle scura
e con il marchio fame impresso
negli occhi sporgenti e scheletriti.

Roberta Bagnoli