Nella palude

Non abbiamo più bisogni
Abbiamo tutto
Dalle case ai casini
Dalle ville alle barche
Alle vacanze

Nutriamo odio
Spariamo maledizioni di gelosia
Vogliamo essere più ricchi
E inseriti in tutte le realtà
Anche virtuali

Siamo tutti malati di stress
Siamo pieni di problemi
Ma di facciata abbiamo tutto
Come sopra

Non ci vergogniamo di nulla
Siamo campioni di maleducazione
Di inciviltà e millanteria
E guai a non ostentarla

I bambini ci guardano
Solo loro si meravigliano
E ci balbettano parole sensate
Sentite in altri tempi
Che non sono più i nostri

I bambini ci guardano
E noi siamo nudi
Priivi anche della pelle
Che ormai puzza
di mille e una mostruosità

Siamo pieni di pascoli di sangue
Di fiumi avvelenati
Di corpi umani affamati
Di soldati che vanno alla guerra
Dovunque

E abbiamo gli occhi e la bocca
Pieni di abbracci di pace
Di falsità
Di bandiere imbrattate e offese
Nel nome dell’imbecillità umana

Abbiamo tutto abbiamo niente
Un bambino
Un popolo di bambini disperati
E’ dietro e dentro di noi
Noi che così non esistiamo

Evviva!

Gavino Puggioni

Sempre

Ho scritto dell’alba,
del tramonto,
del vecchio albero,
della vecchia casa
lontana da tutti,
ma da tutti amata,
ho scritto degli affanni
mai superati,
delle illusioni, dei sogni
mai realizzati.

Ho scritto del mare,
delle sue immensità,
dei suoi silenzi.
Ho scritto del male,
dei soprusi, delle violenze
antiche e moderne.

Ho scritto di libertà,
di inciviltà,
di abbandoni e di solitudini.

Non ho scritto di te,
sempre presente,
nel male e nel bene,
ma mi sei testimone
ed è come tu abbia scritto con me.

Gavino Puggioni

Limite

Quanto è inverosimile l’umano
che sempre fora nel tempo
il recinto del suo limite
con irrinunciabile visione
corre al punto di non ritorno
galoppa nell’universo del profitto
interesse a clonazione
dove striscia la serpe del denaro sovrano
potere della sua occupazione
-illimitatezza dell’inciviltà-

Aurelia Tieghi