Si sgretola

sotto il ticchettio selvaggio
della realtà
il friabile monte d’argilla
delle illusioni
delle ipotesi
delle incognite
delle certezze.
Nulla rimane
se non qualche brullo cespuglio
di “se potessi”,
di “se avessi potuto”,
che vanamente
si abbarbica
all’amara riarsa terra
delle delusioni.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 4, 2012 at 07:02  Comments (4)  
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Per un sereno anno nuovo

Mi pareva giusto terminare questo anno di poesia con i versi del nostro caro Marcello, rivolgendo al cielo il suo stesso interrogativo, ora che anche lui appartiene a quell’oltre misterioso e insondabile che accomuna le nostre speranze ed i nostri timori di umani piccoli ed imperfetti. Che cosa ci riserva il futuro? Purtroppo non abbiamo certezze, anzi, il momento attuale ci conduce ad un tetro pessimismo, fatto di incognite, di amarezza ed anche di rabbiosa indignazione. Ma in questa notte di San Silvestro non ci facciamo sopraffare dalla rassegnazione, anzi lasciamoci guidare dalla poesia, che è essa stessa forza vitale e speranza di cambiamento. Shakespeare diceva che siamo fatti “della stessa sostanza dei sogni”: ebbene non smettiamo di sognare, perchè sarà il sogno ad accompagnarci all’alba di un giorno migliore. Questo è il nostro augurio per un sereno anno nuovo.

Il Cantiere

Sono solo col vento

Il vento
frastorna le antiche pene
nell’ignoto regno dell’inconscio;
a raffiche rabbiose
scaglia l’inquieta sabbia
fin sulle dune verdi.
Fuggono le bianche nuvole
verso il sole giallo,
s’inarcano le onde
ruggendo, rilucendo
di speranze mai dome.
Scricchiola la barca
della mia vita,
tenuta ancora
dall’àncora
dei desideri
che, a uno a uno,
rapidi scompaiono
nel vortice delle incognite;
sibila il vento
spazzando il mare,
la vela spezzando
della mia barca.
Una luce bruna
improvvisa
la costa oscura.
Impazzisce stridendo
la sabbia.
Sono solo col vento
e con l’urlo del mare
senza le tue mani.

Nino Silenzi

Published in: on dicembre 28, 2011 at 07:27  Comments (4)  
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La casa dei girasoli

Distese di essenze
fiorite come cuscino
il materasso di erba pronta
per il tramonto coperta
non ancora rimboccata
nell’aria incognite
di dove andrò e dove andrai
polline di dubbi o certezze del domani
che non sapremo mai
il tempo mi aiuta a sotterrare bugie che ho detto
gramigna del passato che non seminerò più

e il peso dei ricordi vaso rotto rincollato
ornato da un girasole senz’acqua
rifletto sul terreno la luce
di quante cose ho imparato

e tu non sai
che ho costruito una nuova casa

e tu non sai
che la carta da parati
è color notte e stelle

e tu non vedi
ma la luna è appesa
alle mie pareti

potrei parlarti per ore
ma
semmai tu fossi vicina
alla porta del mio cuore
non bussare
entra
e non mi ascoltare
sdraiati accanto a me
e in silenzio prendimi la mano
ogni tanto ci guarderemo negl’occhi
per accarezzarci nel vento
come girasoli a testa china

questa notte è solo quello che vorrei

Pierlugi Ciolini