…di Dylan Dog

Mondo salvato dai bimbi piccolini
abiteranno accanto a una centrale
fioriscono iridi nell’aria — scariche elettriche solo nelle nubi —
fumo sporco, radiazioni sorte da dio —
… e correranno sulle strade seccandosi gli occhi più belli…
incantato…disincantato
esploratore d’emozioni pungenti come i sospiri dell’Amore.
Impronte nei Deserti bocche dorate congelate dalla Morte
mari salati…orride chiese e poi aperte…niente onde senza correnti e senza sabbie
voli, al sole, senza raggi nè esplosioni, niente calore.
Esploro l’impossibile inesistente, guardo…
non vedrò l’Impero degli Eredi…e le parole più belle…
…hanno radici…sono peripezie con il Peccato…
Tipica passione, debutti di stagioni, rapide espressioni,
ricami rinnovati sugli oroscopi del giorno, arcani specchi,
orbite fisse ostaggi nella mente. Muori.
C’è chi spedisce lettere d’amore,
chi in dispensa mette baci e abbracci,
c’è chi dice sono dolce, chi si rivolta nella tomba,
i giù sono i su sulla giostra dei Ricordi…
indagatore d’incubi fobie negli ignoti cieli…
…spettri…

Enrico Tartagni

Albania – Canale d’Otranto 1997 (sola andata)

Finirà!
anche questo paradosso
che si ostina a confinarci, con Macedonia
Janine, Montenegro, Kosovo , e il mare!

Il treno è già partito
biglietti solo andata
in questo ponte che ci lega
con il dolore delle madri, dei padri
fratelli e sorelle, che sono morti anche loro
in questo lutto di uomini, donne, bambini e vecchi

Solo il mare, può nascondere alla notte, i suoi segreti!

…mentre le ricerche, continuano…
Invano. Altri, prendono il treno della speranza
senza ritorno.
Quella…era, l’America di noi albanesi
e non fu scoperta da Cristoforo Colombo,
ma da quest’anime senza quiete, che perdono
tra queste onde di tradimenti, questi cuori senza cuore.
Eppure…
ci sarà qualcuno che la notte, gli fanno compagnia,
gli incubi, perché io mi domando:”Come si può?
come si può addormentarsi, su quelle grida d’aiuto
sui pianti di quei bambini innocenti che galleggiano
in questo mare colpevole, pur senza colpa
come si uccidono i sorrisi all’alba della vita
Come, come si uccidono i sogni, ancor in grembo???”

Finirà!
Anche questo paradosso, e verrà,
anche per queste mura di sopravvivenza, radicati
nel cuore dei Balcani, nobili, quanto la loro storia
quel giorno in cui si aprirà un po’ di cielo,
per pregare per quest’anime, per questi dolori senza tombe
dove poterli piangere, portar loro dei fiori
per ricordarli…
Nelle rovine della città antica,
non è rimasto più nessuno, tranne quella madre
vestita di nero che tuttora aspetta
il ritorno del treno Albania – canale d’Otranto

Chi li ha smarriti i biglietti del ritorno???
Chi sono i colpevoli???

Anileda Xeka

Dimmi com’è

.
Dimmi com’è naufragare,
provare il tormento che agita il cuore
quando l’indifferenza ti colpisce
spezzando piano piano i sogni,
allontanandoli per sempre da te.
Camminare su un sentiero impervio 
che non porta a niente,
fingendo che i ricordi si possano cancellare
come scarabocchi accartocciati da gettare.
Dimmi com’è sentirsi morire,
quando la notte ingoia ogni cosa
e ti sembra di soffocare tra le ombre,
fragile come vela che affronta la tempesta.
Sentirsi lacerare tra ghiaccio e silenzio,
sprofondare nella confusione incessante
mescolata alla paura ricoperta da veli
di parole menzognere che danzano macabre
deridendo le tue illusioni.
Dimmi com’è vagare tra specchi
deformanti la realtà in mostruosi incubi 
sordi al dolore che avanza e ti fa smarrire,
mentre delle stagioni che incuranti passano 
non puoi assaporare colori, suoni, sapori.
Avere gli occhi colmi di lacrime e polvere,
dover avanzare in uno spazio dimenticato 
dal tempo, incapace di reinventare nuove giornate
mentre il tuo respiro di spegne lentamente.
Dimmi com’è…. per te…
.
Patrizia Mezzogori

Luce spenta

per non svelare
nelle tue fantasie
la pietà
che non chiedo
luci spente
per poter fingere
d’esser violentata
dal buio pesto
strangolata
dai miei incubi
solo buio
sotto di te
solo il buio
un’idea impalpabile
una pelle introvabile
violata da un bacio
stremata dalla fuga

Nicole Marchesin

Published in: on giugno 19, 2011 at 07:30  Comments (5)  
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Questa è la mia casa

ÉSTA ES MI CASA

No cabe duda. Ésta es mi casa
aquí sucedo, aquí
me engaño inmensamente.
Ésta es mi casa detenida en el tiempo.

Llega el otoño y me defiende,
la primavera y me condena.
Tengo millones de huéspedes
que ríen y comen,
copulan y duermen,
juegan y piensan,
millones de huéspedes que se aburren
y tienen pesadillas y ataques de nervios.

No cabe duda. Ésta es mi casa.
Todos los perros y campanarios
pasan frente a ella.
Pero a mi casa la azotan los rayos
y un día se va a partir en dos.

Y yo no sabré dónde guarecerme
porque todas las puertas dan afuera del mundo.

§

Non c’è dubbio. Questa è la mia casa
qui avvengo, qui
mi inganno immensamente.
Questa è la mia casa ferma nel tempo.

Arriva l’autunno e mi difende,
la primavera e mi condanna.
Ho milioni di ospiti
che ridono e che mangiano,
s’accoppiano e dormono,
giocano e pensano.
milioni di ospiti che si annoiano,
che hanno incubi e attacchi di nervi.

Non c’è dubbio. Questa è la mia casa.
Tutti i cani ed i campanili
ci passano di fronte.
Ma la mia casa è sferzata dai fulmini
e un giorno si spaccherà in due.

E io non saprò dove ripararmi
perchè tutte le sue porte danno fuori dal mondo.

MARIO BENEDETTI

Insonnia e sigarette

Deserto e notte
che sono uguali
incubi spenti
e niente acceso
allettante e ingannevole
sono l’ardore
e il pensiero
pietra focaia
scintilla la mente
sulla catasta
di sogni e pensieri
lingue di fuoco
mi avvolgo in sudario
e tra anelli di fumo
scende il respiro
languendo e gemendo
mi alzo in sussulto
scuotendo lenzuola
su cenere sparsa
acre e l’ odore
spenger vorrei
questa mia pena
ma è un’altra notte
avara di tregua

Pierluigi Ciolini

Il computer

Le ore zoppicanti
posate sopra un tavolo randagio
forano gli occhi alle pareti,
guardano il computer
che profonde luce moderna
saltando a balzi sul tempo,
non più come un miracolo,
come un’abitudine, ormai
la scienza ha preso il sopravvento
sulla fantasia,
gli incubi stanno invece dei sogni,
allatta l’internet
frotte fumanti nei vivai,
lo schermo imbarca
sensazioni alla rinfusa
nelle stive vuote dei bambini.

Giuseppe Stracuzzi

Lei si scusa

di non esser così speciale
lei cammina
con in mano
la sua testa alta
chiede perdono
mentre si lascia penzolare
vorrebbe che tutto non oscillasse
in quel modo
ma i suoi capelli sono così morbidi

Lei si scusa
di non essere forte come voi
della sua voce così rotta
delle sue parole sconnesse
stroncate dalle vostre
così sicure così nitide
lei le invidia
quelle parole
lei si lascerebbe cadere
per essere quel fiato
quella lingua che schiocca sul palato
quel gesto che l’accompagna
quegli occhi consapevoli
e quelle labbra che già sanno
come andrà a finire

lei ancora chiede perdono
per la sua nausea così forte
lei si scusa
per il disinteresse che vi provoca
si scusa
per la fretta che non riesce a sopportare
per l’automa che non riesce ad essere
per non riuscire ad ignorare la rabbia
che la circonda
si scusa se riesce soltanto
a mettersene al servizio

Perdonatela
ma tutto intorno a lei
ondeggia così dolcemente
che forse si metterà a dormire
che prima o poi non riuscirà più
a vedervi, se non negli incubi
perdonatela
perchè si sta scusando
di non essere forte come voi

Nicole Marchesin

Anna

Anna sapeva, ma non parlava.
Anna torturata e umiliata
urlava il suo tacere.
Anna uscì dalla macelleria
nella via dei signori.
Anna tornò a casa col viso devastato.
Anna aveva taciuto e sopportato
L’ira di chi il silenzio odiava.
In silenzio nel grembo portò
quella notte dove gli incubi
avevano corpo e mani violente.
Anna amò il frutto di quella notte
piena d’odio, vuota d’amore.
Dalla macelleria nella via dei signori
Anna portò dentro un raggio di pace e di vita.
Al primo vagito, perdonò.
Al primo sorriso tornò ad amare.
Al seno nutrì la speranza di un mondo
vuoto dall’odio, colmo d’amore.

Claudio Pompi

Published in: on settembre 22, 2010 at 07:06  Comments (6)  
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Il sottile sentiero

Il sottile sentiero tra noia e lucidità
Il velo che si stende tra sogni e incubi
Lo spazio tra la luna e gli alberi di notte
È l’incoscienza di quando ci si rifiuta di pensare

Riuscire a vederti sorridere
E sorridere con te – bagnando il velo ed i sentieri
E rinfrescare la notte estiva
Imprigionare la rugiada – e curare le tue ferite

Nicole Marchesin

Published in: on aprile 29, 2010 at 07:30  Comments (6)  
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