“Mal de vie”

cosa esterniamo noi in realtà?
una facciata di pillole ingrata verso la vita
dove indifferenza e miseria
son cementi da svergognare
per essere in sintonia con l’aggravio
del sincero mal d’esistenza.

Nessuna pennellata di mascara potrebbe salvare
l’indizio d’una lacrima umana
scremata dal colore della vita primaverile
inverosimile, stagnante,
abbuffata di sazietà liberalizzate.
Balbuziente rimango in atono singhiozzo di lacrima
che non ha dignità perché il suo valore
è contrapposto alla diffidenza di qualsiasi miglioramento.

Glò

Boschi cedui

Chissà
se i pioppi hanno sentore
dei pensieri degli uomini
future storie che saranno scritte
oppure fionde

guardatele le spalle
lei che non sa trovare più parole
persa nei mille e più sinonimi
del suo vagabondare.

Un imbarco mai chiese
se ne dovrebbe ricordare ora che fugge
dai porti e dalle cale
lasciando i suoi  frammenti tra gli scogli.

C’era nell’aria tinta d’ossidiana
un ulteriore indizio
sicché ne prese nota.

Era squillare di lapilli
brulicare di sfere di cristallo
e mare e mare
l’orecchio a consentire le apparenze
– signora non s’ignora a farsi farsa
nel concederle asilo  -.

La sua deserta voce
ha vibrato su coste occidentali
nell’embargo del nulla a barattare
In fondo chi può dire
d’appartenersi veramente tutto?
Non il pensiero che camuffa e inganna
un battito scandito
uno soltanto
e ne saprebbe il nome.

Cristina Bove

Coscienza impegnata

Sia intesa o scomposta
m’assorbe
in funzione dell’area

su concetti
un indizio
ma resistente si trova
di queste tracce
il ricordo è matrice
un formato comune
che da solo è il principio

in granuli
mi ripongo
pertanto

su di un letto

mi acciottolo

e ……….

quasi vivo

Pierluigi Ciolini

Published in: on aprile 1, 2010 at 07:31  Comments (6)  
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