Aspettando Pasqua

Aspettando Pasqua,
sì fra sette giorni arriverà,
intendo quella vera
Pasqua d’Amore e di Pace
dipingo le mie uova
con inchiostro arcobaleno
è pura illusione
sventolare la bandiera dell’olivo
quando a Gaza hanno da poco
impiccato un italiano
e nel Mediterraneo
si gioca con la sorte
barconi affondati
con corpi di clandestini
dati in pasto ai pesci
senza pensare
alla Libia in fiamme
al Giappone devastato
e al nostro governo sempre più
malconcio e imbarazzato,
sì che venga presto Pasqua
ma scenda senza indugio
l’Angelo della Consolazione
a rammendare lo strappo del cuore,
non c’è bisogno in Italia
d’altra Costituzione,
solo la carta della Resurrezione.

Roberta Bagnoli

Nelle cattive giornate

Nelle cattive giornate
vivono i ricordi persi
nelle memorie infocate
di desideri sommersi.

Nelle cattive giornate
diresti : – Strano a vedersi! –
vola il pensiero a rinate
fonti segrete di versi.

Il pozzo attira la luna
mentre cancella le stelle.
Cattivo il giorno s’imbruna
al canto di raganelle.

Il pozzo attira sospiri
lunghi e profondi, e lamenti,
perché a ritroso rimiri
falliti i tuoi intendimenti.

Lì, cupo, soggiace il fato,
stanco del lungo cammino,
stufo d’aver incontrato
solo incolore destino.

Spenti vi giacciono, e nudi,
sogni di terre lontane
che nella mente tu escludi,
ma l’eco dentro permane.

E il desiderio vi giace
che il cuore induce a soffrire,
che brucia più d’una brace
e spinge l’uomo a fuggire.

Cupa nel fondo riposa
senza più anelito alcuno,
l’informe massa carnosa
che non risponde a nessuno.

Un grido porta al dolore:
– Silenzio! Ascoltalo muto!
Hai visto? Un lieve pallore.
Sogno? Son desto? Ho bevuto?

Vedi? Lo strano pertugio
straccia la gonna alla notte.
Ecco! Ora rompe ogni indugio:
riapre le strade interrotte. –

E all’orizzonte già fremi
sentiero fresco di vento,
squarcian la notte già i semi
d’un nuovo folle tormento.

E l’inquietudine porta
a nuova vita celata,
alla speranza mai morta
d’un’inattesa risata…

Nelle giornate cattive,
vivono i ricordi persi
in contorte prospettive
di desideri perversi.

Nelle giornate cattive
diresti : – Strano a vedersi! –
vola il pensiero e rivive
arcane forme di versi.

Silvano Conti

LA GUERRA CIVILE DI CORCYRA

Cambiarono a piacimento il significato consueto delle parole in rapporto ai fatti. L’audacia sconsiderata fu ritenuta coraggiosa lealtà verso i compagni, il prudente indugio viltà sotto una bella apparenza. La moderazione schermo alla codardia e l’intelligenza di fronte alla complessità del reale, inerzia di fronte ad ogni stimolo; l’impeto frenetico fu attribuito a carattere virile, il riflettere con attenzione fu visto come un sottile pretesto per tirarsi indietro.  Chi inveiva infuriato riscuoteva sempre credito, ma chi lo contrastava era visto con diffidenza. Chi avesse avuto fortuna in un intrigo era intelligente, chi ne avesse preso spunto era ancor più bravo, ma provvedere in anticipo ad evitare tali maneggi significava apparire come un disgregatore della propria eterìa o un pavido nei confronti degli avversari.

TUCIDIDE

(da La Guerra del Peloponneso, libro III)

Sottovoce

Ce l’ho strozzato in gola
come suono a percussione
il battere di un sole
sulla stria di pelle
concessa all’occorrenza

-se il gioco vale la candela-

e condiviso solo per amore.

Solletica pareti diversificate
mutevoli per mano della scienza
riconvertite al tatto
di altre bendisposte
e occhi senza indugio

se a rimpolpare un dentro
estinto

tu venirmi incontro sottovoce.

Beatrice Zanini