Il treno

 
 
 
Ferrigno fischia a ghermir l’orizzonte
inghiotte i campi, fende la montagna
ma nel suo ventre solo poche anime
van consumando un boccone di vita
nel rosario di aurore su cui scende
prematuro il tramonto, abbozzolando
larve di desideri .
In queste vite vedo
rispecchiarsi la mia
che spesso inciampa in giorni sbagliati
quando non so afferrar la fantasia
pur se la sento volteggiarmi intorno
in bolle d’ozio….e stento a catturarla
sul foglio vergine….e il pensiero fiaccato
costretto da inferriate di ovvietà
cerca annaspando rapprese emozioni;
sogna atmosfere perpendicolari
smarrite qua e là nei vuoti a perdere.
Mentre ferrigno svetta incontro al tempo
ove il sogno si schiude alla realtà
là fuori petulanti mosche tracciano
macabre danze sugli spot in fuga
titillanti menù che gettan brume
su cervelli all’ammasso.

Viviana Santandrea

Alati e non


Non esisteva ancora
non era nata mai
la donna con il sole
alla caviglia
davanti alle inferriate
dell’inverno
acciambellato sotto la grondaia
il gatto legge i fondi
della vita
e la civetta
quando straripa il suono
della sera
inargenta di voli il davanzale
turni da srotolare
lungo i giorni
forse perduti e ritrovati
insieme
lucifero e l’angelica sua ombra

Cristina Bove

Published in: on maggio 23, 2010 at 07:30  Comments (7)  
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Chi dice donna

Chi dice donna

dice danno
donna al volante
pericolo costante
donna e buoi
dei paesi
tuoi
bella da vedere non
nel sapere
ma noi
siamo tempesta
che visita il giorno
e la notte fiore d’acqua
siamo sudore
di lacrime e di ventre
siamo
vento improvviso
che scaraventa
inferriate e brezza fina
tra le coltri
di Maggio
chi dice donna ha scoperto l’inganno
adesso vogliamo
l’alloro
non ci bastano le mimose
se ci devono costare
qualche costola
rotta
per distrazione
e prendersi ogni colpa
al Pronto Soccorso,
mentire per
quieto vivere
e vogliamo paesi sicuri
non strade solitarie
e nemmeno
sentirci dire
che i nostri uomini vanno a trans
per farsi
ascoltare

e tu ragazzo

dolce
senza inciucio
che vedi amore
ad ogni svolta di strada
che mangi
cipolle e
sorrisi con lei
non sentirti
alieno
e tu  vieni qui bello mio

ti ascolto

con piacere
ma dopo vai a
saldare
il
conto del droghiere
e torna presto fa rientrare il gatto
e
poi spiega  a tuo
figlio il principio di Archimede
e magari gli spieghi
come fare l’amore
senza farsi troppo tradire dall’emozione
> e tu amica mia
senza
respiro
che allevi e pascoli
ragazzi di strada
preparali con fili
di
lana intessuti
di sole e calore
preparali con gioia
all’amore.
> la speranza è una
donna
che si rimbocca le maniche
ed affronta le macerie
della giornata
come della vita
e spesso sorride
parla da sola
come da sola piange
e spesso a forza
di ascoltare
a forza di aspettare
e di stendere
diritte tovaglie
a macchie e strisce
a forza di scoprire la fronte
buttando indietro il ciuffo
vede l’alba.

Tinti e Maria