Acrostico su Oscar

O  Oscar,  onirico  ossessionante  ossimoro  ondulato,

S esquipedale  segretario  sletterato,  sempre

C acciatore,  cosmogònico  coriandolo  coriaceo che

A naliticamente  ardiresti  abusivi  amplessi; asciugacapelli

R ivoluzionario,  referenziato  rompiscatole  recidivo,

D onaci  dodici  decagrammi  di  drammatici  dondolamenti;

E rgiti,  epigastrico  esarca  edonista,  euforicamente

P arlaci,  podàgrico  pensatore  al  plenilunio! 

A nsiosamente  attendiamo  i  tuoi audaci  arringamenti,

U ltrasinistrico  ultramoderno  urogallo!  urge  urlare

L iriche  laude,  licenze poetiche,  lecizi,  litoti  e  lasse!

I eratici  e  incompresi,  innalziamo  inni  incancellabili!

Sandro Sermenghi

n.d.r.:  Colgo qui l’occasione, anche a nome di tutti  gli amici del Cantiere, per salutare con simpatia Oscar De Pauli, segretario e animatore del Circolo “La Fattoria” di Bologna, che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente l’anno scorso in occasione della riunione conviviale di San Casciano Val di Pesa, ringraziandolo per il suo invito a rinnovare l’incontro in terra emiliana. Purtroppo l’incontro non si è potuto concretizzare questa primavera per le tristi vicende che voi tutti sapete, ma non disperiamo di poter organizzare in futuro una spedizione in quel di Bologna per ritrovarci quanto più possibile numerosi e rinnovare il nostro sodalizio di poesia e di amicizia nato sulle pagine di questo Cantiere. Un grazie ad Oscar e a Sandrèn, e naturalmente anche a tutti gli altri poeti felsinei!

Vent’anni per sempre


Vent’anni per sempre, eternità di giovinezza.
Sarai, per sempre, tutto quel che da te chi t’ha amato s’aspettava.
Sarai per sempre un progetto di vita incompiuto,
un sogno irrealizzato, un infinito dolore.
Vent’anni per sempre, su un cavallo d’acciaio cromato,
certo di un’immortalità che non aveva senso.
Vent’anni sulle onde dello sballo,
del fragore di suoni che diventano inni alla morte.
Vent’anni, età in cui per niente si ride e per meno si muore.
Vent’anni per sempre e tu non saprai mai cosa vuol dire invecchiare.
Vent’anni buttati su una striscia d’asfalto,
lanciato in una sfida che hai vinto tante volte,
ma quando l’hai persa è stato per sempre.
Vent’anni buttati dentro a una pasticca
che ladri di vite ti hanno venduto suadenti come demoni in terra.
Vent’anni, all’improvviso senza domani,
è come lasciare un tavolo di poker senza guardare le carte.
Potevi avere il punto vincente o un bluff tra le dita…non lo saprai mai.
Per sempre il tormentarsi delle dita di tua madre che invano si raccomandò.
Vent’anni, per sempre avrai d’ora in poi.

Claudio Pompi

Oh, che sarà

À FLOR DA TERRA

O que será que será
Que andam suspirando pelas alcovas
Que andam sussurando em versos e trovas
Que andam combinando no breu das tocas
Que anda nas cabeças, anda nas bocas
Que andam acendendo velas nos becos
Que estão falando alto pelos botecos
Que gritam nos mercados, que com certeza
Está na natureza, será que será
O que não tem certeza, nem nunca terá
O que não tem conserto, nem nunca terá
O que não tem tamanho

O que será que será
Que vive nas idéias desses amantes
Que cantam os poetas mais delirantes
Que juram os profetas embriagados
Que está na romaria dos mutilados
Que está na fantasia dos infelizes
Que está no dia-a-dia das meretrizes
No plano dos bandidos, dos desvalidos
Em todos os sentidos, será que será
O que não tem decência, nem nunca terá
O que não tem censura, nem nunca terá
O que não faz sentido

O que será que será
Que todos os avisos não vão evitar
Porque todos os risos vão desafiar
Porque todos os sinos irão repicar
Porque todos os hinos irão consagrar
E todos os meninos vão desembestar
E todos os destinos irão se encontrar
E o mesmo Padre Eterno que nunca foi lá
Olhando aquele inferno, vai abençoar
O que não tem governo, nem nunca terá
O que não tem vergonha, nem nunca terá
O que não tem juízo

CHICO BUARQUE DE HOLLANDA

Oh, che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste, nelle parole
che accende le candele nelle processioni
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati che con certezza
sta nella natura nella bellezza
quel che non ha ragione
nè mai ce l’avrà
quel che non ha rimedio
nè mai ce l’avrà
quel che non ha misura.

Oh, che sarà, che sarà
che vive nell’idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati
che sta sul cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai-e-dai delle meretrici
nel piano derelitto dei banditi.

Oh, che sarà, che sarà
quel che non ha decenza
nè mai ce l’avrà
quel che non ha censura
nè mai ce l’avrà
quel che non ha ragione.

Ah che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare
che tutte le campane andranno a cantare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padreterno da così lontano
guardando quell’inferno dovrà benedire
quel che non ha governo
nè mai ce l’avrà
quel che non ha vergogna
nè mai ce l’avrà
quel che non ha giudizio

IVANO FOSSATI