Nell’attesa di rivederti

Ti dipingo su tela d’oro puro
per rinnovare il piacere del tuo viso.
Piccole labbra che già sanno il sorriso
imparano il linguaggio del pensiero.

E quella bocca che fino a ieri
suggeva solo nettare di vita
ora s’atteggia al dire con impegno
gorgheggiando come un uccellino.

Ma sono gli occhi che non so rifare.
Nessun colore può rendere la luce
che d’intelligenza brilla e d’innocenza
germe di quell’amore misterioso

che unisce terra al cielo
in un’ irripetibile simbiosi
che sovrasta dell’intelletto ogni cognizione.
Ed è tenera emozione.

Elide Colombo

Quando qualcosa non mi torna

e l’intelletto vuol superare l’anima mi fermo
Non c’è soluzione
non si può chiedere alla vita di spiegarti tutto.

Ciò che rimane è un esempio
il film della vita di mio padre
lì ritrovo risposte
lì riesco ad osservare
senza nulla
voler risolvere.

La gioia
il dolore
la speranza
l’omertà necessaria
il valore
il fiume che scorre
l’odore del sottobosco
la buccia del mandarino
strizzata controluce.

Tornano i ricordi
e le mie
parole per te
non finiscono

oggi.

Cristiana Calonaci

Buco nero

M’accosto attento e lentamente al centro,
all’anima del cosmo e attendo,
che s’insinui luce al nero buco,
per rischiarare orditi mai svelati.

Fagocita, inghiotte, infinito pozzo,
ogni scintilla, ogni pensiero e ingrossa
come se fosse indubbio, certo,
d’assimilare tutto l’universo.

Ora conosco, io, questo segreto,
e corro, corro, urlo e mi dispero,
ora so che tutto l’intelletto
in quell’oscuro foro andrà a finire.

Stremato, poi m’accascio sulla spiaggia,
e da una stanca luna illuminato
riordino tutto il mio creato,
e al freddo cielo entropico lo dono

Flavio Zago

Published in: on marzo 12, 2012 at 07:17  Comments (4)  
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Conflitti

L’apparenza scorteccia
momenti ormai consumati
a far breccia
su barricate di pensieri.

Biechi sguardi
al modo di guerrieri
dell’intelletto
muovon l’accuse
a raggirar colpe
e la saggezza
si ammira incerta.

Pierluigi Ciolini

Published in: on gennaio 31, 2012 at 07:23  Comments (6)  
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Umorismo

“La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare”

GIORGIO DE CHIRICO

Published in: on gennaio 12, 2012 at 07:33  Comments (2)  
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MUOVESI L’AMANTE

Muovesi l’amante per la cos’amata come il senso e la sensibile e con seco s’unisce e fassi una cosa medesima. L’opera è la prima cosa che nasce dell’unione. Se la cosa amata è vile, l’amante si fa vile. Quando la cosa unita è conveniente al suo unitore, li seguita dilettazione e piacere e sadisfazione. Quando l’amante è giunto all’amato, lì si riposa. Quando il peso è posato, lì si riposa. La cosa cognusciuta col nostro intelletto.

LEONARDO DA VINCI

Il cerchio che si chiude

Si parte da lontano
a ricercar certezze
e giostre paesane
a rivangare il poco
del sale della vita.

Vivere con il poco
non impedisce il riso,
le chiacchiere nel fuoco,
il senso delle cose
davanti al firmamento.

C’è poi il gioco d’amore
il prendersi e lasciarsi
la corsa nelle stelle
il sangue che ribolle
i sensi devastati.

Ci sono anche le vette
di chi non s’accontenta
mettendo a dura prova
un abito già pronto,
la sorte già assegnata.

Si sfrutta l’intelletto
come una pianta viva,
un ceppo rampicante
che tutto verde avvolge
per risalir le scale.

Si succhia dalla terra
il sale delle cose,
si beve conoscenza
per giunger alla saggezza
da cui s’era partiti.

Ma con le scarpe sporche
e suole consumate
per tante scale fatte
per soddisfar la voglia
d’illuminar cervello.

Lorenzo Poggi

Pianto d’autunno


Guarda, mio orgoglio
puoi vedermi tutto,
nudo senza scorza,
abbracciato alla foglia
del pudore perduto,
sul tappeto rosso
di fronde di lacrime
secche.
Come pianta d’Autunno
ho gettano ai miei piedi
le stagioni sfogliate.
Riarso di linfa, scricchiola
il m’ama non m’ama,
che mi passeggia
sul petto scavato
da cicatrici fanciulle.
Ora più non mi sfiora
il corallino canto
del seme di Maggio.

Laggiù condensata,
tra latte di stelle
e un mondo naif,
òra e brilla la Luna il mare.
È pace di risacca
nella terra distesa al sale
che pare il buio non sia.
Pare che, ritrosa la luce
sbirci bambina il mondo,
attendendo tremula l’alba,
dietro i luccicanti fori
che ci paiono stelle.

Ma ancora piove,
piove
e spiovono ancora
minuti granelli di tempo
che tutto pervadono
e madidi, portano a te.
Tumida nube, io vivo
il volere del vento,
in questa notte che tace.
In questa notte silenzio.

China gli occhi
e incatena i denti l’intelletto:
legato all’albero maestro,
allievo del mio pianto,
veleggio muto
il libeccio del dolore.

Flavio Zago

Immenso diletto


Non sempre ha la grazia del cigno,
ed il candore del giglio
Non sempre ha la leggiadria della farfalla,
e l’acume dell’aquila…
a volte è scostante, risulta pedante,
superba e boriosa…
ma, alla sera serena, diventa amorosa
comincia le fusa, e si mette distesa
Son messi da parte tutti i difetti,
e ti eleva al cielo con grande intelletto,
esplicando la sua femminilità…
con immenso diletto

Ciro Germano

Published in: on ottobre 7, 2010 at 07:11  Comments (3)  
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