Sulle orme di Lee Masters e di Mario (mio padre)

 
Te lo ricordi il rombo dei motori
che sfrecciavano giù per la via Emilia?
…… Con te io ritornavo adolescente
a quando, abbandonata la montagna,
mi accoglieva la fabbrica
e quell’odore d’olio e di benzina
che ti entra nel sangue
e te lo pompa al ritmo dei pistoni.
Quanto entusiasmo mettevo a dipanare
la matassa dei sogni!  E con la tuta
fresca di bucato, pedalando felice
correvo incontro al sorriso di tua madre.
E poi la guerra!  Ma in tanto dolore
il tuo vagito a riscaldarmi il cuore.
E ti ricordi quel vecchio Benelli?
Le corse in moto in aperta campagna
quando indicavo il volo degli uccelli,
le loro voci, a te che  mi guardavi
forse un poco annoiata;
tu mi sfuggivi,  ma io ti riprendevo:
“ Non si sta mai davanti al cacciatore!”
Poi… ci fermavamo a coglier ciclamini.
 .
Veloce il tempo e inesorabilmente
crescevi e ricercavi altri orizzonti.
Restavo solo, ma in cuore sapevo
che prima o poi avremmo ritrovato
più matura l’intesa.
Ma l’ ingiusto destino era in agguato:
avevo in cuore un solo sentimento:
vederti  DONNA……….mah!
scadeva lì il mio tempo!

Viviana Santandrea

Davanti allo schermo

Ecco ! Ora entro
col pseudonimo di sempre.
Saluto, per prassi,
la marea virtualmente
qualcuno, alquanto,
risponde celermente,
gli altri, tra loro,
a parlar animosamente

I nomi sono strani
bizzarri ed arcani,
molti inventati, volgari
o alludenti rappresentanti
la multi specie festosa,
costituita da gente sana,
ma anche mostruosa

I dialoghi si aprono
con grande fervore,
i racconti son tanti…
molti espressi col cuore.

Occorre la sensibilità
d’intravedere il soggetto,
per poi intraprendere
gli argomenti oggetto.

Le discussioni
procedono per ore,
si conversa su tutto,
dalla famiglia al lavoro

Tra persone cortesi
si stabilisce l’intesa,
e l’amicizia, a volte,
si trasforma in amore:
bella la chat …
se questo è il suo fine.

Ma, la cosa che odio,
e che più mi ripugna
son coloro…
che entrano mirati
col sesso in pugno :
i maniaci perversi,
e le ninfomani di turno…
pronti a dar sfogo
ai loro complessi interiori
davanti allo schermo…
con immenso squallore

Ciro Germano

La perdita delle radici

Ho tirato le reti a riva
senza curarmi di strappi e di buchi.
Ho cambiato l’abito per andare in città
ed ho messo una tuta blu.

Finalmente niente albe sul mare
ma prima dell’alba sul treno!

Finalmente niente tramonti
né soli spariti in nuvole rosa.

Adesso c’è la sirena a scandire
la vita e tempi obbligati a fare le cose.

La sera è già notte, il tempo di rientrare
e poi finalmente! La vita!
Ma solo il sabato sera.

Finalmente niente sole che picchia
né nebbia, né pioggia, ne mare scontroso.
Infilare le onde di prua, non impigliare le reti,
ritirarle con poco bottino, tornare a casa,
cenare con poco, un poco tv e subito a letto.

Qui tutto è previsto, nessuna sorpresa
C’è pure la mensa, il piatto del giorno:
rigatoni al sugo con clessidra.

Ci sono i compagni, ma senza parlare.
Volti segnati, pieni di mutui
col figlio in arrivo e la moglie in vacanza.

Per fortuna c’è sempre il tifoso
che parla di calcio e tutti d’intesa
ricordano agli altri d’essere maghi.

Ma la sirena interrompe
il reparto mi attende
l’ingranaggio riprende
e i pezzi son quelli.

Ho comprato un usato
per giustificare la cosa
quando torno al paese
con neanche uno sguardo
alla barca insabbiata.

Con la faccia insolente
a sfidare gli sguardi
di compaesani ignoranti
ancora impegnati
a rammendare le reti.

Lorenzo Poggi

La carezza

La carezza dell’anima
se il cogliere di me
un’intesa.

Filo sottile
che mi lega
dove non esisto
e la parola mai
il suo focolare.

Io
libera di essere
con le mie dita
sopra a una tastiera,
se affacciarmi o meno
l’istante di un pensiero
lo decide
(mio soltanto)

nè occhi e mani
a sfiorare
dove un bisogno muore
….e mi cullo in un intrigo esotico
di una carezza innaturale.

Beatrice Zanini

Published in: on aprile 2, 2011 at 07:46  Comments (5)  
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Voce

Stasera la luna
la luna ha la faccia
volta altrove
forse per evitar l’intesa.

Ecco allor libero
in notte silente
di buio fitto
senz’ ombra alcuna
ecco che solo ora
nasce sogno
ed orecchi ne
sentono le voci.

Tinti Baldini

Published in: on febbraio 6, 2011 at 06:57  Comments (3)  
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Simbiosi d’intenti


Ti rifletti di certo…
in questi miei scritti.
Ti soffermi…
raffronti le gioie, e gli amori
le amarezze, e i dolori
Il percorso è sicuro,
è molto consimile…
c’è un’intesa emotiva,
questa l’avverto…
una simbiosi d’intenti
di questo… son certo

Ciro Germano

Published in: on gennaio 19, 2011 at 06:51  Lascia un commento  
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Galoppando

Galoppando sentore d’intesa
protetti dalla notte
e la sua coltre di mistero
teneri amanti
s’abbandonano in essa
schivi da giudizi
e dinieghi di forma
solo la passione regna sovrana
in questa notte di passaggi e fusioni
nei diversi chiaroscuri
delle zone d’ombra
tra incertezze e veti stantii
solo il fruscio dei loro corpi
ad accarezzar tra le lenzuola
sorrisi e lacrime
che ancora destano  leste le molle
di un meccanismo che d’incepparsi
non ha più voglia.

Beatrice Zanini

16 anni


Eravamo piccole, indifese, innocenti…
i nostri erano gli occhi di chi guarda alla vita
con desiderio, sorpresa, ammirazione…
Da allora sono passati 16 anni…
Abbiamo percorso un sentiero insieme, nella stessa direzione.
Siamo passate attraverso tante storie, ricordi, segreti…
momenti di solidarietà, comprensione, complicità…
Perfetta intesa.
16 anni di scherzi e affetto.
16 anni di silenzi e interminabili chiacchierate…
16 anni in cui siamo cresciute, prima bambine… poi donne.
E quanto ancora ci resta per parlare
della vita che scorre,
delle cose che vedremo,
di quello che ci perderemo…

Annalisa Savarese

Intesa

Cercami nell’arsura
come pura acqua sorgiva,
nel rigore come tiepido raggio,
nella tristezza
come tenue carezza.
Cercami nell’illusione
come ineffabile melodia,
nella menzogna
come verità assoluta.
Mi troverai
sulle ali fallaci della fantasia
come approdo sicuro in tempesta.
Ci incontreremo
nel breve incanto dell’evanescenza lunare
nell’alternarsi delle stagioni
nelle struggenti note di un violino stonato
…………………….
con un sorriso …complice di
indicibili segreti!

Michela Tarquini