Si sgretola

sotto il ticchettio selvaggio
della realtà
il friabile monte d’argilla
delle illusioni
delle ipotesi
delle incognite
delle certezze.
Nulla rimane
se non qualche brullo cespuglio
di “se potessi”,
di “se avessi potuto”,
che vanamente
si abbarbica
all’amara riarsa terra
delle delusioni.

Nino Silenzi

Published in: on aprile 4, 2012 at 07:02  Comments (4)  
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Festa?

E’ proprio
l’ora di festeggiare
di far coda
per le luci e i babbi
di studiare l’acconciatura
d’almanaccare
menu e bevande scelte
quando
bimbi del mondo
vivono per un giorno
madri succhiano
sangue
lavoro non è più nel
gergo
speranza pare obsoleta
fiumi e vulcani
ci mandano messaggi
la luna
si vede a mala pena
e il sole non ride più
le nocche dei vecchi
sanno di sale
e la terra emana
odore di morte
e la terra si riprende
tutto quello che ha dato
il mare si scalda
il cuore pulsa più in fretta
i motori si spengono
il denaro vola
nelle
solite tasche
il futuro
è un’ipotesi
per ottimisti
i panettoni
ingrassano
le chiacchiere dopo cena
rallentano i pensieri
ma non c’è
tregua
le fosse si riaprono
anche se di morte
non parla mai nessuno
la paura
è l’unico vero
sentimento popolare
che nascondiamo
così bene.

da sentirne l’odore
davanti alle vetrine
luccicanti.

Vogliamo far
festa d’amore?
Allora ricominciamo
a contare da 0.

Tinti e Maria

Ode all’indifferenza

Preferisco
nella migliore (?) delle ipotesi,
logorare la vita
a cavallo delle finzioni in-sistenti

l’ira scavalca l’indifferenza
laggiù,
al largo straniero,
lontanissimo da me
nei graffi mortali
e seducenti
d’ingannevole distacco

singhiozzano le precarietà emotive
a tracollo di questi giorni trascinati
nelle sabbie mobili

chi ama l’ottimismo
si sente soffocato
da sequenze
temporali di chiaro-scuro
(capo/voltaico in-definiti)

esiste, persiste
ancora
questo affanno
piccolo, esile,
ma tarlo demolitore
di tosse planetaria

non vestita ancora
di sdegno
dis-umano
se non in teschio mortale
di spiagge
sfigurate di marea mortale.

Glò

L’ipotesi dei tuoi versi

Dei tuoi lacci
son l’inutile preda !

Il tuo tempo
è un
violino villano
di chi ha
ancora speranza

sei tu
che ancora
……….
mi sfiori le corde
con note dolenti

dei tuoi …se
rabbiosa m’imperlo
di pensieri la fronte

alla mia cruna
mantieni il tuo spirito
ma…
è un filo ribelle
per me
che tramo la notte

confesso che….

su di una torre rimango
a mirar del tuo mare

malgrado

il tuo ego
dipinga il silenzio
per un altro
tuo

Assolo

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 27, 2010 at 07:16  Comments (3)  
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