Notturno

NOCTURNO

Los que auscultasteis el corazón de la noche,
los que por el insomnio tenaz habéis oído
el cerrar de una puerta, el resonar de un coche
lejano, un eco vago, un ligero ruido…

En los instantes del silencio misterioso,
cuando surgen de su prisión los olvidados,
en la hora de los muertos, en la hora del reposo,
¡sabréis leer estos versos de amargor impregnados!…

Como en un vaso vierto en ellos mis dolores
de lejanos recuerdos y desgracias funestas,
y las tristes nostalgias de mi alma, ebria de flores,
y el duelo de mi corazón, triste de fiestas.

Y el pesar de no ser lo que yo hubiera sido,
y la pérdida del reino que estaba para mí,
el pensar que un instante pude no haber nacido,
¡y el sueño que es mi vida desde que yo nací!

Todo esto viene en medio del silencio profundo
en que la noche envuelve la terrena ilusión,
y siento como un eco del corazón del mundo
que penetra y conmueve mi propio corazón.

§

Voi che avete auscultato il cuore della notte,
voi che nell’ostinata insonnia avete udito
un chiudersi di porte,  il rumore di vetture
lontane, un’eco vaga, un leggero fruscio…

In quegli istanti di silenzio misterioso
quando sorgon dal loro carcere gli obliati,
nell’ora dei defunti, nell’ora del riposo,
leggerete i miei versi d’amarezza impregnati.

Come in un vetro io verso in essi i miei dolori,
i remoti ricordi, le disgrazie funeste,
le meste nostalgie dell’anima inebriata,
la pena del mio cuore, triste in mezzo alle feste.

Dolore di non essere quello che avrei potuto,
perdita del reame per il quale ero nato,
pensiero che un istante decise la mia vita,
sogno ch’è l’esistenza da quando sono stato!

Tutto mi giunge in mezzo al silenzio profondo
in cui la notte avvolge la terrena illusione
e sento come un’eco del gran cuore del mondo
che penetra e commuove il mio cuore in ascolto.

RUBÉN DARIO

Un rombo sordo…

Un rombo sordo avanza lento
come tuono che arriva da lontano,
misterioso e sinistro racchiude distruzione
e come mostro bramoso e affamato
ghermisce le sue prede.

Case, palazzi, persone,
nulla e nessuno è più al sicuro.
Tutto trema e si sbriciola,
la terra si apre inghiottendo ogni cosa
la polvere rende difficile respirare,

mentre la sventura si abbatte inesorabile
su tutto ciò che è inerme,
sul sonno interrotto bruscamente,
su sogni che svaniscono all’istante
e grida di terrore che squarciano la notte.

Un nuovo giorno nasce su lacrime
che segnano volti attoniti e spauriti
di coloro che vagano nel vuoto
con la paura di sentire ancora
la terra che torna a tremare.

Ma racchiusa nel cuore resta forte
la volontà di non di non lasciarsi andare
mentre s’innalza al cielo la speranza
di sentire le campane che torneranno
come una volta a suonare.

Patrizia Mezzogori

Un “per sempre”

milioni di attimi
non basteranno
a costruire un giorno di sole,
lo splendore d’un istante
la magia del firmamento
la pazzia delle stelle.
una corsa contro il tempo
e il mio cuore
come un folle
cerca d’afferrare il vento
trattenere
con un “per sempre”
l’eterno che vorrei .

astrofelia franca donà

Published in: on giugno 26, 2012 at 07:38  Comments (5)  
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Giorno di trebbiatura

Nel giorno di sole e d’aria sbarazzina
la polverosa pula svolazzante
entra negli occhi, e in quel preciso istante
escon le lacrime, e il pugno li strofina.

E torna, così, e soltanto, resta, il bello
d’una giornata che è la grande festa
che alla fatica, dà…ma non l’arresta,
che già aspetta, la cantina, il vin novello.

Canta il motore della trebbia, e il forcone
balla, e suda, il contadino, felice
e pe’ogni chicco in cuor suo benedice
il cielo, mentre s’ingrossa ogni covone.

Sull’aia gioiosa vengono a portare
il desinar, le donne, ai contadini
come la chioccia fa coi suoi pulcini,
col vino buono, che aiuta a sopportare…

Più tardi incomincia a uscire dal camino,
un buon profumo – e a spandersi d’intorno –
dell’arrosto umettato co’olio e vino
(lo starnazzo è più fioco), dell’oca al forno.

S’accende, più tardi, il luccichio di stelle,
e in mezzo al silenzioso tramestio,
ci sta chi cerca di vederci Dio
per ringraziarlo di tante cose belle.

Armando Bettozzi

Ai miei genitori

Ronzio della preoccupazione
Stordisce il capo mio
Biglie che volano all’interno dei miei pensieri
Giocano alla roulette
Urtano fra loro per rimbombare ogni istante alla
Paura di questa vita, aspettando il
Numero che mi tocca

Resto accanto inferma,
guardo gli occhi loro, dove tutto capto
dove la verità esplode senza parole e
con pazienza e amore
tengo strette le briglie di
questa ingannevole vita

Rosy Giglio

Sandrino dove sei?

Sandren indu it?
lè instramezz al novval
che incù lè un dè cal piov
e un pucten et zig anca te
soul un muminten
in tal vaddars acsè adulurè
Ma pò al tò suris
al ciapa tott al zil
parchè lè bel
lè acsè bel vuler!

§

Sandrino dove sei?
lì tra le nuvole
oggi è un giorno piovoso
e tu anche piangi un po’
solo un breve istante
nel vederci così addolorati.
Poi il tuo sorriso
a tutto cielo
è bello
è tanto bello volare!

azzurrabianca

Published in: on aprile 15, 2012 at 07:33  Comments (6)  
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E’ silenzio

È silenzio eppur non odo
il gocciolare battente della pioggia
l’uscio che sbatte il vento
il festoso abbaiar di un sentimento.

Non odo il piangere di un bimbo
il passo strascicato sul cemento
il triste ritornello di chi mendica
la fisarmonica stanca sul selciato.

Avverto appena un battito incostante
che dentro me disturba il mio silenzio.
Se si fermasse un poco, solo un poco
forse mi addormenterei in un istante.

Elide Colombo

Non ora

 
 
Non ora
Non in questo giorno
Grigio da far spavento
Io non vedo stelle
In questa notte
Non vedo luce
Nel giorno che arriva
Solo angoli bui
E la paura
Mi assale
Non ora
Non in questo istante
Che non sento
Ma è il mio presente
Ed io non ci sono
Come se mi camminassi addosso
Senza ombra e contro vento
Finirà questo buio dentro
Questo vuoto d’anima
Che mi assale
Alle spalle?

Maria Attanasio

Published in: on aprile 6, 2012 at 07:13  Comments (7)  
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Dove…gli istanti

A valle vanno
ad accozzarsi
caliginose nuvole
quando deluso
sosta il sonno ferito,
spento bagliore
d’un giorno malfermo.
Rotolare cieco
d’inesorabile fumoso
morire d’istanti.

Daniela Procida

Published in: on aprile 2, 2012 at 06:54  Comments (2)  
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Amarezza

In stagioni trascorse.
non accettai
d’illuminar leali termini

ora disabitato
non colmo lontananze
senza dover
anteporre l’istante
in cui riponevo
la ragione

Pierluigi Ciolini

Published in: on marzo 31, 2012 at 20:03  Comments (4)  
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