Ricordo come cominciò

 
Ricordo come cominciò
l’importanza del mistero
ti svelò
sublimato perlato
sfogliare nel cuore la voce del tuo nome
come petalo posato
.
Mente il vento e placa
la mia pelle si straccia nel silenzio
s’ arresta il nostro concerto d’amore
la forza s’è persa nell’eco
domani senza vita
… illusioni anemie le mie.
.
Tu mi dettavi l’amore
scandivi parole
io foglia da bruciare,
ancora torno da te
accendo un po’ di fuoco
-Piccola fiammiferaia-
Fioraia
istante dopo istante
sogno spogliato il mio.
Ma adesso ti prego; parlami
parlami ora! Perché
non so se oserò stringere ancora
questo amore nudo
sul tuo dorso.

Aurelia Tieghi

Big Crunch Apocalypse

I

Primo
Creatore
Mente
fulgida, viva,
sempre pensa
alla nostra stanza
d’aspettativa.
Senza dolore,
senza
sentimenti, lucida,
fredda.
.
E vive,
in atàvico
del passato
il ricordo,
della fine
il futuro.
.
Termini umani
per la descrizione
mai ci saranno:
solo . . . pensieri.
Dell’ apocalittico
ritorno:
.

II
.
Rosso
e tanto
più fugace, quanto
più atroce.
Rimbombo
fino a squarcio
di udito.
Disintegrato
umano
in solo istante.
.
Macro risucchio
nella notte,
il Caos:
.
Spasimo
fuggente che ritorna
nel nero opaco
d’ eterno d’ infinito
finito.
.

Implosione
orrenda, continua
e ciò che era

il nostro
Universo
si restringe, si imprime
e con il tutto
atrocemente
assembla
uomini e cose,
case, mare e montagne
coi cieli e con le stelle
e tutte
le galassie
lontane insieme
in unico, infinitesimo
pesante,
tra quàsar e pùlsar,
senza
distinzione
tra la materia
e la luce . . . :
.
III
.
Invisibile,
greve,
pesante,
si riaffaccia
in altra
Dimensione
ed ecco . . .
.
l’ inimmaginabile
Esplosione . . .
.
Nel Nuovo,
di Nuovo,
col Nuovo,
Cosmo ancòra,
galassie
stelle ed altri
mondi:
nuova,
divisa da Materia,
vivida Luce . . .
.
IV
.
Nel Silenzio
spande –
d’ un colpo annichilando
la particella in sé
e trasformando massa
in energia –

Fuori dal Nuovo
ecco,
la Mente,
Fulgido evento
di pensiero
puro
.
in ricomposta ripetuta
stanza d’ aspettativa,
senza dolore,
senza sentimenti d’ uomo,
lucida,
fredda
senza
speranza –
.
E PLURIBUS
UNUM
ed al Tutto
Niente –
.
di cambiare,
magari in meglio,
di tutti gli Esseri
la Vita.

Paolo Santangelo

Il cuore dei poeti

 
Corre via il tempo
in quel vento
che spazza le foglie.
Profumano sorrisi
occhi incrociati
nell’istante del sempre
.
Scivola il mondo al finestrino
battiti del cuore divengono versi
si stringono le mani macchiate di sogni
nell’abbraccio caldo della poesia.

astrofelia franca donà

Published in: on gennaio 25, 2012 at 07:22  Comments (8)  
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Impressioni d’ottobre

 
Un rintocco di campana
calmo e preciso
stempera frammenti
di ricordi indelebili
sul tuo volto stupefatto,
svanisce sofferta paura
di lottare in prima fila,
nell’intricato turbinio dell’anima
ingialliscono impressioni d’ottobre.
Cadono tremule foglie al sospirar del vento,
non c’è posto per il rimpianto,
all’istante netto si delinea il percorso
per troppo tempo schiavo della strisciante nebbia.
Filtrano pensieri emozioni di luce radiosa,
il sole mi ha scelta sovrana di me stessa,
dall’alto scende un’ala di biancore impressionante
che accarezza il corpo interamente,
si posa sull’incredula testa una corona di rose verdi
mista a ramoscelli di ulivo e petali violetti,
è il quadro della vita che prende forma
sulla tela di uno strascico di risa convulse e felici.

Roberta Bagnoli

Non avere fretta

Non avere fretta
Amore mio!
Imbriglia il tuo pensiero veloce

Aspetta
Aspettami
Non correre
Guardami!

Il passato e il futuro
non ci appartengono
Noi siamo qui, adesso,
in questo istante presente
Noi siamo adesso
Noi siamo
Amore!

Anna Maria Guerrieri

Published in: on gennaio 19, 2012 at 07:20  Comments (5)  
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Perderti ancora…

 
Passano i giorni passano
Ed i capelli mi si imbiancano
Come le montagne d’inverno
E mi illudo di cambiare colori
Ma passano i giorni passano
Ed io qui a chiedermi
Che senso ha tutto questo
Se devo perderti ancora.
Piove s’allagano i campi
C’è sole e mi si sciolgono i sogni
E devo perderti ancora
Ogni giorno nei minuti di ogni ora
Devo perderti ancora.
 Quale chimica
Potrà mai calmare questo dolore
Se devo perderti ancora.
Quante risate finiscono in pianto
E vivo ancora
Mi innamoro della stessa persona
Ma devo perderti ancora
E perdo tutte le battaglie
Pur di finire una guerra
Ma devo perderti ancora
Senza fuggire mai da questo dolore
Perché fino all’ultimo istante
Ti perderò ancora.

Maria Attanasio

Il pescatore di perle

 
Mi hai chiesto una parola
d’istinto
ho tuffato la mano
nel fondo dell’impenetrabile mare
dove tu non sai nuotare
e mentre la corrente fredda
lambiva e intorpidiva le dita
quando temevo di non farcela
ho sentito il contatto di un piccolo guscio
che caldo, tenero in un soave scatto
mi ha ripagato della fatica:
una preziosa perla incastonata
nello stremato palmo
tutta per te
per farti ricordare in ogni istante
che il pescatore è necessario
ma è la perla indispensabile
a rendere unica e preziosa la nostra vita.

Roberta Bagnoli

Published in: on gennaio 12, 2012 at 07:14  Comments (14)  
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Gemme

Ti dico della volpe, con la sua coda rossa
la strada con un cenno indicata
la salvezza.
La sua eleganza è la gioventù che avevo
i cani il letto triste del tanto non amore.

Ti dico della lontra che scivola, di pietra
nel fiume nome semplice e povero
il suo peso
corredo di un istante sognato
un guizzo antico
simile a quello che insieme facevamo
io ed il mio corpo serpe di luna.

Dico l’erba, il mais novello per le poiane
e quelle gemme
capezzoli immaturi di un latte passeggero.
Ti dico le ho succhiate per tutto il tempo giusto
ne ho ancora qualche festa annunciata per la bocca.
Insieme a tenerezze vicine agli occhi
e in fronte
nel cavo delle mani, sul petto
tra le rose.

Massimo Botturi

Addio

Vieni, siediti qui sul mio letto
Vorrei stringerti ancora una volta al petto.
Ora tocca a te, bambina mia,
aiutarmi, poco a poco, ad andare via….

Fatti ancora accarezzare i capelli…
ricordo sempre il momento, tra i più belli,
quando, tra strepiti e dolori,
con amore ti aiutai a venir fuori.

Ti ho aspettato tanto pazientemente
e ti ho cresciuto, lavorando alacremente,
adesso ti vorrei lasciare il mio testamento
per lenire un poco, se posso, il tuo tormento.

Vorrei lasciare a te, anima mia,
una traccia del mio passaggio, che non vada via.
Vorrei che tu sapessi che io sarò ovunque
se tu mi penserai e mi parlerai comunque.

Se porterai con te, in ogni istante,
la speranza, l’entusiasmo e le emozioni tante
che insieme abbiamo sempre condiviso
e come, dopo un dramma, abbiamo ritrovato il riso.

Adesso sono io che ho paura
come per te era il buio di una notte scura.
Sì, te lo confesso, ora ho timore
dell’ignoto e di provare ancora del dolore!

Ma se tu mi terrai la mano, mio piccolo fiore,
io me ne andrò serena, piano senza fare rumore.
Non piangere, amore mio, ti voglio tanto bene,
sarò la tua mamma sempre… se tu la chiami lei viene!

Anna Maria Guerrieri

GLI AUGURI DI AURELIO

In prossimità dell’imminente Natale desidero inviare ai responsabili di questo stupendo angolo di poesia, a tutte le poetesse, a tutti i poeti e a tutti i lettori, i migliori Auguri di SERENITA’ nei cuori di ciascuno e nei cuori delle persone che stanno loro più a cuore. Continuo imperterrito a leggervi e ad arricchirmi dei vostri contributi. Con voi miglioro! Continuo, ahimè, anche a non commentarvi ma solo per la poca, pochissima disponibilità di tempo. Se mi scusate, i miei auguri valgono doppio. Se non mi scusate, i miei auguri valgo doppio, lo stesso. Sereno Natale!

Aurelio

Del rosso di questo Natale
aspetto il bagliore vincente,
quel fascio di luce che prende

e caldo, denso, avvolgente
negli occhi e nei cuori s’espande
per poi rinnovarsi all’istante.

Aurelio Zucchi – Natale 2011