Chimica

QUÌMICA

Sublimemos, amor. Assim as flores
No jardim não morreram se o perfume
No cristal da essência se defende.
Passemos nós as provas, os ardores:
Não caldeiam instintos sem o lume
Nem o secreto aroma que rescende.
§
Sublime, amore. E così i fiori
nel giardino non sono morti se il profumo
nel cristallo dell’essenza si difende.
Affrontiamo le prove, gli ardori:
Non si spengono gli istinti senza il lume
Né il segreto aroma che si sparge.
JOSÉ DE SOUSA SARAMAGO

Religioni

 
In principio era il verbo
e nel principio il fine
poi trasformato in mezzo
occasione bandiera
pretesto all’odio
Dal primitivo fuoco
saettano verso il cielo
d’orgoglio accese
scintille diverse, illuse
ognuna più dell’altra
di dissolvere le tenebre
dimentiche di Amore
unica verità che le accomuna.
Verità relegata tra le mura
di una moschea o di un tempio;
ecco i confini effimeri ove l’uomo
impotente a comprendere,
l’antica fiamma soffoca in un rito
un omaggio al ricordo, una finzione
per poi sfogare gli istinti più biechi
su questa terra che gli fu donata
e che s’intride del sangue del fratello
lui, cui sei giorni non sarebbero bastati
a fare tutto ciò;  lui creato a sua immagine
da Kabul a New York ovunque lui
che in ogni altro potrebbe specchiarsi
per quell’Amore eguale eppur diverso
lui,  perso sotto questo cielo
ove i bengala oscurano le stelle
risucchiato nel buio potrà un giorno
riconciliare le fedi nel ritorno?

Viviana Santandrea

Il caos

Nella città ferita
è scoppiato il caos,
l’orda sfibrata
ribalta
da lungo stiramento
si staglia a misura di sassi…
ombre giganti feriscono
con l’arma
che sgrida le promesse
demandando
alla parte serrata
l’altra chiave
si versano istinti rappresi
si sveglia la jungla
senza guinzaglio di leggi
e greggi feriti, ma belve
possono vivere senza codici…
quelle scappate dallo zoo
guardano ammutolite
dai cantoni
la torba degli umani
senza legge.

Giuseppe Stracuzzi

Imbecille antropocentrico


A mia moglie Rosetta

Se si pensa che il nostro piccolo
mondo  . . . finirà;   inutile è Poesia,
anzi,  tutto.  Tutte le nostre “scienze” inadeguate.
Noi siamo condannati a vita:
l’evasione è possibile,  ma assai dura.
Sostanze e circostanze,
sconosciute,  mutano di continuo
tipologia,  carattere,  gli amori
le voglie dell’umano:
l’umore della vita,  in fretta passa!
Il nostro è,  per i più,  già vero inferno in terra:
la vera vita è un’altra,  forestiera.
Libertà.
Come siamo piccoli:
nessuno è più di noi.
Rosetta,  un fiore,
illusione fuori dal tempo
dei tempi:   onìrico ideale sogno
tra gli uomini e le donne:  l’amore . . .
Ah,  l’amore!
il più profondo e subdolo,
drammatico,  dei nostri istinti e . . .
in altre razze,  tra flore e faune,
inconscio,  arcàno,  universale . . .
che nulla ha che veder con la ragione;
nasce,  non si sa come,
ci abbandona,  non si sa perché.
I mezzi limitati concessi, al nostro ingegno,
possono creare strumenti,
non fini,  dentro e fuori di noi;
mentre forze e magie mai conosciute
sovrastano dell’uomo il raziocinio.
Sempre ritengo
splendida assurda incredibile
l’eterogeneità di vita del pianeta azzurro,
dal corso d’una bolla iridescente,
di “acqua saponata” astrale.
Viene chiamata Terra
e,  in misure diverse,
tribolazioni e gioie con noi sono in connùbio
Inveniamo  musica,  poesia,  tecnologie
avanzate,  computer,  miliardi d’universi,
che rendano vieppiù leggero il viaggio.
L’uomo libero,  giammai:
chi lo ha chiamato qui,  il caso,
mai ha reputato la sua presenza
al mondo necessaria, forse
irrisoria,  complementare,
ma certo è micidiàle.
ANTROPOCENTRICO  vive,
come se non dovesse mai morire.
Certo il mio amico cane Rex,
senza colpe,  sarà forse felice:
gli animali tutti,
tutti gli insetti,  con gli alberi;
nell’invisibile bio-ecosistema visibile,
credono di essere immortali.
Chissà:  separati
dal Tutto,  tra i nostri
sentimenti,  voglie,  astrazioni,
distraggono dall’obiettivo vero,
senza luogo,  senza tempo,  senza spazio,
il nostro passare . . .

Paolo Santangelo