Poeta ladro e artista

Frutto di serra o di selvatica natura,
nasce la poesia tra le rocce dei picchi,
tra le fessure di un marciapiede.
È la mia poesia
Nasce tra le discariche a cielo aperto,
nei deserti o come muschio là dove
raggio di sole non giunge.
Nomade della poesia mi sento
Nasce e fiorisce nei gelidi inverni
del cuore di tristezza ammantati.
Nel pensiero e nel verso cerco riparo.
Splende al sole di passione rovente
come estati senza fine la poesia che
stonando, a volte io canto.
Rubo dagli occhi di un volto di donna,
faccio mio di un bambino il sorriso
oppure quel pianto che riga il suo viso.
Di un uomo rubo gli anni di vita vissuta.
Ladro impunito di emozioni, questo io sono.
E quando nulla di ciò nel mondo non trovo,
come pellicano il petto mi squarcio
per nutrir di dolore la poesia che langue.
Dipingo di versi i quadri della vita.
La tristezza e la gioia, la malinconia
e il rimpianto sono i colori che spando
sulla tela del cuore con olandese follia.
Non per ricchezza o voglia di fama,
io scrivo di questa vita a volte puttana.

Claudio Pompi

Scrivo a te donna

Ogni mattina, dopo il segno della croce,
scriverti
è come recitare una preghiera.
Non si può far di peggio,
ma io so fare di meglio.
Ora che non ti vedo,
di buon mattino,
mentre tutti dormono,
prendo la penna, come un ladro prenderebbe
la chiave di un forziere,
e con la penna
rubo la vita che non mi appartiene
e scavo un camminamento
per raggiungere te che, contro ogni legge,
considero mia.

SALVATORE FIUME

Published in: on novembre 3, 2011 at 06:55  Comments (3)  
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Avventura e fortuna

BONNE FORTUNE ET FORTUNE

Moi, je fais mon trottoir, quand la nature est belle,

Pour la passante qui, d’un petit air vainqueur,

Voudra bien crocheter, du bout de son ombrelle,

Un clin de ma prunelle ou la peau de mon cœur…

Et je me crois content — pas trop ! — mais il faut vivre :

Pour promener un peu sa faim, le gueux s’enivre….

Un beau jour — quel métier ! — je faisais, comme ça,

Ma croisière. — Métier !… — Enfin, Elle passa

— Elle qui ? — La Passante ! Elle, avec son ombrelle !

Vrai valet de bourreau, je la frôlai… — mais Elle

Me regarda tout bas, souriant en dessous,

Et… me tendit sa main, et…

m’a donné deux sous.

§

Quando è bel tempo, batto i marciapiedi
per la passante dall’aria di vittoria
che scardineraà con una punta d’ombrello
la palpebra dei miei occhi o la scorza del mio cuore.

Contento (ma non troppo) mi dico: questo e’ vivere:
a spasso con i crampi, il barbone si ubriaca.

Un bel giorno (che mestiere!) faccio al solito il mio giro.
Beh, mestiere…E alla fine, passa lei.
Lei chi? Ma la passante! Col suo ombrello!
Come un ladro in chiesa la sfioro…e lei
mi guarda un po’, sorridendo benevola,
mi tende la mano
e sgancia due soldi.

TRISTAN CORBIÈRE

Il tempo

Ladro di ombre,
di cieli stellati
e chiarori lunari
con amori vissuti,
amori mai nati
Ladro di sogni infantili
mutati in notti insonni
tra vecchi pensieri ammuffiti
tra cartoni strappati
tra nastri scoloriti
che raccolgono pensieri
mai espressi
Ladro di un passato
frettoloso e inquieto
alla ricerca di te
tempo svanito.

Gianna Faraon

Published in: on luglio 1, 2011 at 07:34  Comments (3)  
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Furto

Hanno rubato Dio.

Il cielo è vuoto.

Il ladro non è ancora stato
(non lo sarà mai) arrestato.

GIORGIO CAPRONI

Published in: on febbraio 16, 2011 at 06:54  Comments (2)  
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Fruscio

Quando la testa e il cuore non sono
posizionati alla giusta distanza
il verso che spalma la pelle di
miele e incolla i gatti, dipende dal
barattolo e dal tono della luna.
Qualcuno che pensa di aver visto
il passaggio della cometa, scivola
su lame di coltelli per catturare il
diamante perché il mulo che ha
deciso di non camminare ha
mantenuto la promessa, il volo
che viaggia col passaporto falso
non apre il coperchio per guardare
la verità fumante, non sente nemmeno
il peso di sassi sugli occhi perché
ha perso lo specchio…
vuole avere il diamante ad ogni
costo ma non essendo ladro
diventa un cavallo magro
carico di pietre e di frustate.

Giuseppe Stracuzzi

D’improvviso divento piccolo


Nella notte che m’insegue tosta
quasi un esperto ladro ora fossi,
io chiedo aiuto a Dio e ad altri
ripetendo i loro nomi all’infinito.
Mi tocco il viso – lo sento liscio –
poi i capelli – moltiplicati a vista –
E gli occhi spalanco a dismisura
per non indurli al precoce sonno.
Nel buio rido, faccio fesso il buio
ed una luce quasi sempre uguale
si mette in mezzo tra le mie paure
e mi ubriaca, mi colora e… dura!
Con un così fausto soccorso
riporto indietro, quasi a spasso,
il tempo che nel tempo mi divora.
Il mio letto lo sto chiamando treno.
Sono un vigliacco o non so che cosa,
domani ristrapperò un senso alla vita
solo che adesso in questa lunga corsa
io so di non rimproverarmi affatto.
D’improvviso divento piccolo…

Aurelio Zucchi

Published in: on ottobre 18, 2010 at 07:24  Comments (5)  
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Fontana muta

Quanto tempo è passato da quando
di zampillare hai smesso.
Che tristezza fontana mia muta!
Ricordo ancora quei giorni andati,
tutti intorno a sentire il tuo canto
argentato, l’acqua pulita che regalavi
al pellegrino e al ladro,
al vecchio accaldato, alla giovanetta
con l’anfora da riempire.
Quanta acqua da quella tracimava
mentre lei dell’amor nuovo le dolci parole ascoltava.
Una voce dalla finestra come richiamo,
lei fuggiva e lui sospirando in te
si specchiava domandandoti se lei
ancor l’amava.
Nel bene e nel male cantavi sempre
col tuo zampillare allegro.
Cantavi nei giorni di pioggia,
nei giorni ventosi, nei giorni tristi e oscuri.
Simbolo di pace e uguaglianza,
dissetasti lo straniero oppressore,
il partigiano e il liberatore.
Ora non canti più fontana mia,
ai tuoi marmorei piedi tracce
di vite buttate dentro siringhe mortali.
Più non ascolti parole d’amore,
di libertà, di pettegolezzi di vecchie annoiate.
Più non disseti i monelli che intorno
ti correvano inseguendosi.
Simbolo di vita, t’hanno resa muta,
quasi che la vita stessa più ora
non abbia senso.

Claudio Pompi

Epitaffi

In vita non sono stato uno stinco di santo,
ma ora che questo corpo martoriato e stanco
sta facendo terra per i ceci,
mi ritrovo ad essere uomo pieno di pregi.
Non lo sapevo d’esser così di virtù adorno,
stanno scritte tutte su questo bianco marmo,
con lettere d’argento, sotto ad una croce
e sopra ad una prece, in bella mostra una
fotografia, lì c’è tutta la vita mia.
Sarà che sono morto ma non mi riconosco
in quella che reputo essere una grossa bugia.
Animo nobile, spirito illuminato, marito
fedele, padre adorato…
non è che avrete esagerato?
Sono stato quel che sono stato, non nego
che ho pure rubato e raggirato,
ma l’ho fatto con il potente, l’arrogante,
con coloro che fanno piangere la gente
e che della stessa non gliene frega niente.
Lasciatemi riposare sotto quest’albero fronzuto,
fate tacere quel prete che di me non sa nulla.
che di me s’è ricordato una volta l’anno,
quando per le porte, con la scusa della benedizione,
andava bussando e dentro la busta rimediava
i soldi per la sua congregazione.
Io sto bene qui da solo, tra un ladro
e due brave donne, tanto non c’è niente da rubare
e quando che verrà la notte a tutto penserò,
meno che a sollevar le gonne.
Di me ricordate solo quel che vi ho dato,
forse poco o quasi niente,
questo lo sa l’Onnipotente,
non lo sapete voi e neppure io.
Di sbagli, è vero, ne ho fatti tanti,
proprio per questo qui giace un uomo,
non l’ultimo dei santi.

Claudio Pompi

Cercami

Cercami in ogni angolo del mondo,
nelle foglie ingiallite a terra cadute,
nelle strade deserte dal vento spazzate.
Cercami nel placido ruscello,
nel crespo e agitato torrente che al fiume
scende e questo, lento e possente, al mare
s’arrende.
Cercami là dove mai avresti pensato
io fossi, nell’odio più nascosto che ogni uomo
cova o nel triste pentimento che stanchi,
al calar del tempo si prova.
Cercami nel dolce e sofferto amore
di quanti s’amano prigionieri di amori rubati
e silenziosi vivono amori proibiti.
Cercami nel vuoto di uomini senza domani,
nel sogno di un poeta, nelle carezze audaci
di sconosciute mani
Cercami nelle parole di un falso profeta,
nel sorriso di un bambino.
Mi troverai se solo lo vorrai,
perché tutto questo io sono stato un tempo.
Ho rubato,amato,pianto e sorriso
Ho odiato in silenzio e in silenzio
ho perdonato.
Sono stato un poeta, un ladro, un amante.
Sono stato tutto quello che ogni giorno
vedi.
Sarò, nel tuo cuore, quello che vorrai.

Claudio Pompi

Una delle grandi passioni musicali di Claudio, Renato Zero