La luna è un fermacapelli

 
La luna è un fermacapelli e il mondo gira,
.
sulla strada
è una battaglia
di vetri
.
inutili rossetti
si increspano
sui volti
.
il vento fischia
le sue canzoni
specialmente
agli ubriachi
.
il mare
è una coperta
tagliata dalle prue
dei suicidi
.
sassi di lana
colpiscono il fuoco
.
divampa la notte
l’omertà delle stelle
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
sono stracci
con volti da uomini
la luna è un fermacapelli
le porte delle chiese
non hanno pietà
e il mondo gira…
 
filastrocche abbruttite dalla pietra avvizzita
storie di follia, di parrucchieri gesticolanti
di teste brillantinate che suonano vuote
di party con l’obbligo di ridere
ed il divieto di sudare…
 
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
la luna è un fermacapelli e il mondo gira
non ne hai avuto abbastanza?

Massimo Pastore

Di ballerina

 
sono i passi oggi
su palquet rosso di sera
e mosse morbide
di guanti di lino
come il cuore che
batte valzer
all’imbrunire
e le punte
sollevate
a smangiucchiare
bucce di mandarino
o forse croco.
Il capo chino a lato
sparge ricci
di lana vergine
sul prato
d’erba rasata
e profuma di
muschi e chicchi
sgranocchiati
dal merlo
al mattino…

Tinti Baldini

Spaiata

come una scarpetta
di raso viola
rimasta sola sull’uscio
una calzetta di lana
morbida
sul campo da sci
un guanto abbandonato
sul selciato bianco
un gemello di luce
in cima al grattacielo.

Ecco come mi sento oggi.

Tinti Baldini

Published in: on dicembre 15, 2011 at 07:06  Comments (15)  
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La scogliera

Avvolti in maglioni
dal sapore di mare,
ruvida lana a contrasto
di schizzi e marosi,
avanziamo a fatica
contro il maestrale.
Sulla scogliera
è tutta una nebbia
di gocce salmastre.
Ci teniamo per mano
fino alla punta.
Saliamo al faro.
Sotto, il bianco di schiume
sconfigge la notte.
Alle spalle
le luci del porto
attendono ansiose
il nostro ritorno.

Lorenzo Poggi

La casa

Mi sento a casa

quando la tua voce

profonda mi culla

placando l’affanno del cuore.

Mi sento a casa

quando divento un gomitolo

tra le tue braccia,

sciogliendo i nodi del tempo.

Libero e liscio

quel filo di lana

con te intreccio,

gettando le fondamenta.

Sandra Greggio

Published in: on novembre 30, 2011 at 07:10  Comments (8)  
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Foschia


Anche se mi avvolge la foschia
ho spalancato le finestre
a fronte
rettangoli appiattiti si
aprono a paravento
le torri
accostate a cime di olmi
dove sulle punte
dondolano volatili
plana il fresco sulle guance
Il collo stretto a finta lana
Respiro.

Rosy Giglio

Published in: on Mag 16, 2011 at 07:10  Comments (6)  
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Pioggia e tempesta

Pioggia e tempesta dal cielo cadono
immense; le acque dei fiumi gelano:
[…]
[…]
Il freddo scaccia, la fiamma suscita,
il dolce vino con l’acqua tempera
nel cratere, senza risparmio;
morbida lana le tempie avvolga.

ALCEO

Published in: on aprile 30, 2011 at 07:26  Comments (1)  
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Baci al tramonto

Sole colora di rosso
imbrattato cielo di cirri
fredda l’aria spezza
in frammenti gelati i respiri.

Piccole stelle di brina
luccicano sulle panchine
all’ombra silente di vecchi alberi
trafitti da cuori e cupidi.

Ruvide carezze di lana
aliti tiepidi sotto la sciarpa
tra labbra screpolate di baci
e rossori rubati al tramonto.

astrofelia franca donà

Mille e una notte

C’era una volta …

No no lo ammetto
avevo rotto gli occhiali
e giocavo a moscacieca

Si io che sbriciolavo il cuore
per disegnare sull’asfalto
il sorriso alla malinconia

Io che non vedevo la fine
e allungavo le mani
in cerca dello specchio magico
di quei pochi e inutili nascondigli
– non ero più solo –

Camminavo in compagnia
di un Pierrot e una Zingara

Lui muta faccina provata
da una lacrima di vento
sembrava in una fiaba beffarda
in cui ti muovi a fatica
alla ricerca perenne de
“alla fine vissero
tutti felici e contenti

Lei in cerca della corte dei miracoli
con un lampo vermiglio fra i capelli
e una luce negli occhi
scuotendo la testa
sussurrava due volte
a l’eco delle mie emozioni

è solo un incantesimo
è solo un incantesimo

a lume di candela
su di una strada che non scegli
ma vuoi arrivare in fondo
mi volle fare le carte

forse tarocchi

ma con due sole carte
tra il Giudizio e l’Appeso
avevo la scusa per fermarmi
al mercato delle pulci

inseguito da una farfalla
che non a caso sbatteva le ali
in cerca di primavera

tra saltimbanchi e Mangiafuoco
barattai il mio pastrano
per uno zecchino d’oro
– e così pagai pegno per le mie bugie –

certo era un pastrano vecchio
aveva le tasche un po’ bucate

ma dalle luci della notte

era di lana
spinosa e grezza
comprata qua e là
in anni difficili da filare
ma pur sempre buoni
per scaldare la solitudine

mentre lo toglievo
le comparse si fermarono
ed io recitando con gli occhi
al culmine di una scena
già vista nel mio teatrino

inciampavo ancora
nelle stringhe
sciolte del cuore

e ridevano di me

io che burattino senza più fili
avrei solo voluto stare in equilibrio
nell’immenso di un’altra notte
cercando la Fata Turchina

o piuttosto che niente

a seminare margherite
sull’ultima stella a destra
insieme alla Donna cannone

Pierluigi Ciolini

Pecorelle

Va così perché siam miserelle,
derelitte spremute, tosate,
va così perché siam pecorelle
dalla morbida lana spogliate.

Non cerchiamo ricchezze e corone,
negli ovili teniamo gli stalli,
non sappiamo aggredir siamo buone,
ed erriamo per monti e per valli.

Siamo preda d’assalti funesti,
non portiamo vendetta e rancore,
ci rapiscon la pelle e le vesti
e cantiam la tristezza del cuore.

Ora andiamo nudate e tremanti,
poverelle che van tuttavia,
vanno i miseri greggi vaganti,
van dei pascoli lungo la via.

Va non tace per noi la dicenza,
siamo pecore, il nostro lamento
va, la favola dell’innocenza
va nell’aria e si perde nel vento.

Giuseppe Stracuzzi