Ex voto

Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.
Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
puó darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perchè solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

EUGENIO MONTALE

O rustica Fidile

Caelo supinas si tuleris manus
nascente luna, rustica Phydile,
si ture placaris et horna
fruge Lares avidaque porca

nec pestilentem sentiet Africum
fecunda vitis nec sterilem seges
robiginem aut dulces alumni
pomifero grave tempus anno.

Nam quae nivali pascitur Algido
devota quercus inter et ilices
aut crescit Albanis in herbis,
victima, pontificum securis

cervice tinguet; te nihil attinet
temptare multa caede bidentium
parvos coronantem marino
rore deos fragilique myrto.

Inmunis aram si tetigit manus,
non sumptuosa blandior hostia
mollivit aversos Penatis
farre pio et saliente mica.

§

Se avrai alzato le palme al cielo quando la luna è nascente, o rustica Fidile, se avrai placato i Lari con l’incenso, col raccolto nuovo e con una scrofa affamata, nè la vite feconda soffrirà per lo scirocco pestilenziale nè le messi per la ruggine che rende sterili nè i delicati capretti soffriranno le intemperie del tempo autunnale. Infatti fra le querce e i lecci dell’Algido nevoso pascola o cresce nelle erbe d’Alba la vittima designata che tingerà la scure dei pontefici; non è cosa da te che li incoroni con rosmarino e delicato mirto mettere alla prova i piccoli dei con una grande strage di pecore. Se tocchi con mano innocente l’altare, nessuna sontuosa offerta piega i Penati ostili più dolcemente del buon grano e del sale saltellante.

QUINTO ORAZIO FLACCO     (Odi 3,23)