Il treno

 
 
 
Ferrigno fischia a ghermir l’orizzonte
inghiotte i campi, fende la montagna
ma nel suo ventre solo poche anime
van consumando un boccone di vita
nel rosario di aurore su cui scende
prematuro il tramonto, abbozzolando
larve di desideri .
In queste vite vedo
rispecchiarsi la mia
che spesso inciampa in giorni sbagliati
quando non so afferrar la fantasia
pur se la sento volteggiarmi intorno
in bolle d’ozio….e stento a catturarla
sul foglio vergine….e il pensiero fiaccato
costretto da inferriate di ovvietà
cerca annaspando rapprese emozioni;
sogna atmosfere perpendicolari
smarrite qua e là nei vuoti a perdere.
Mentre ferrigno svetta incontro al tempo
ove il sogno si schiude alla realtà
là fuori petulanti mosche tracciano
macabre danze sugli spot in fuga
titillanti menù che gettan brume
su cervelli all’ammasso.

Viviana Santandrea

Dark ornitorinco


Su quel parapendio
mi ci attaccai anch’io
curioso di vedere
se c’era sol da bere
in ruvide fanfare
od anche da zappare.
Un sibilo mi apparve
sbucato dalle larve
di un dark ornitorinco
che aveva un mal di stinco
croccante rumoroso
e molto licenzioso.
Un giovane soriano
che avevo sottomano
giulebbe ed in giubbotto
mi diede un pizzicotto
e disse spazientito:
“So tutto a menadito!”
E allor nel castagneto
mollato ch’ebbi un peto
mi liberai da tutto
e fette di prosciutto
donai all’arrotino
giocando a rimpiattino:
poi, tronfio, in terrazzino!

Sandro Sermenghi

Novembre

il tuo vento mi stacca
le ultime larve
ora siamo avvolti nella forma
dell’aspetto
ritiriamo le braccia dal cielo
mentre fuori cadono le foglie
la nostra pelle si scioglie dai vestiti
strappandosi i bottoni
con nostre insicurezze barcollano effusioni
e nei tuoi calmi tocchi
ci rialziamo e ci asciughiamo
gli occhi.

Aurelia Tieghi

Published in: on gennaio 28, 2010 at 07:31  Comments (8)  
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Che non sia


Il giorno che saremo larve
assediate da glitter e fuochi d’artificio
a nascondere il nero
(perfino il grigio sembrerebbe offesa
a pagliacci liftati)
quel giorno portatemi una luce
un’azione di pace ardita
fatta di barricate di pensiero almeno
e ditemi che pagine di secoli
bui
non hanno spento fame e sete
di fratellanza vera.
Ma se vedrete il gioco dal rovescio
se scoprirete i nodi del potere
occulto e sommo
al vertice i padroni della terra
troni di sangue a incombere sui miti
sulle manovalanze e sui perduti
che già solo nel nascere
serviranno da schiavi
turlupinati dalla dea procace
di culi e tette a fare da bandana
a consumare ciechi come talpe
il gheriglio di noce cerebrale
allora disponete la mia stella
sotto mucchi di terra
o gettatela in mare
ch’io non veda i miei figli prigionieri
i loro sogni infranti
gli amici diventare ombre fugaci.
Ch’io non abbia timore di parlare
e mi riduca a spolverare frasi
tra libellule e rose – arresa al marcio –
chinata per viltà.

Cristina Bove

Published in: on dicembre 18, 2009 at 07:00  Comments (5)  
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