Il capestro

–  Corda che pendi dall’albero muto,
vorrei conoscere dove ho sbagliato;
in questa notte che ho appena vissuto
dimmi se il canto d’amore è peccato.
Dammi un motivo per questa condanna,
che male ho fatto al cospetto del cielo?
Amai soltanto, ma il cuore mi inganna,
nulla ebbi in cambio se non il suo gelo.
–  Non disperare finchè si fa giorno,
sei ancora in tempo per l’ultima scena:
anni e illusioni non fanno ritorno,
ma ci son io a lenirti ogni pena.
Io sono tua, sono vera, non fingo,
nel mio legame puoi ben confidare;
vieni da me, con amore ti stringo,
neanche da morto ti lascerò andare.

Fabio Sangiorgio

Suonala ancora

Suonala ancora amico
che hai potere dentro le balere
suonala
la trascinante musica popolare.
Nel mondo del valzer mazurca e tango
hai catturato le note giuste da regalare
agli attimi della passione.
Mio ritrovato desiderio di suono folk
Mia ravvivata cartolina d’esistenza!

Suonala ancora amico
la tua pulsazione vitale
del tuo boom artistico
ballerò colta musicalmente
dalla riva Emiliana
mi trascinerò sulla pista
ebbra di rinascita

Suonala ancora amico
mi è già successo in quel tuo contagio di note
in quel legame di partitura
di ritrovare la tua allegria!

Aurelia Tieghi

(dedicata a L. Marcheselli musicista folk)

Legame

Perché questo filo d’acciaio non si stacca
da questo ventre lacerato?
ti trascino da troppo tempo
ti possiedo da sempre
Infinite estati e inverni
albe e tramonti
Fiumi di lacrime abbiamo attraversato
Questo filo che ci lega inseparabilmente
ci sorregge, ci aiuta a non affondare
tra le cascate impervie della vita
La mia non volontà
di spezzare questo legame
che mi uccide un po’ ogni giorno
consapevole che ciò accade
è fonte di vita
la mia vita, e tua
Le tue viscere sono
da sempre unite alle mie
Io capisco il tuo dolore
ti guardo e già conosco
il tuo pensiero
Non sono veggente ma
la tua anima inquieta
carica d’amore e di dolore
non si può separare dalla mia
Tutto è unito
dal il DNA che porti nelle vene
nella pelle, nel cuore.
Tutto ciò che ami io amo.
I tuoi errori sono i miei
ciò che generi le mie paure
Prima dell’evento io lo percepisco
nel bene e nel male ciò che succederà
Cammino su quel filo mille volte
dall’inizio della tua vita
questo succederà fino alla fine della mia
dammi tu la forza per rompere questo filo
Perché tu non debba portarlo come impiccio
fino alla fine dei tuoi giorni
Perchè io non sia zavorra per te.
Che almeno i miei occhi stanchi
possano vederti volare
senza i fili che ti legano a me
che tu possa vivere senza la solitudine
che ti accompagna da sempre
Che la consapevolezza e la forza che hai
siano doni per vivere l’amore
possa essa far superare gli errori e i rimpianti

Gianna Faraon

Il piccolo punto dorato

Si confonde
il velo dell’animo: il mio
sole tramonta
dietro il monte lontano
orizzonte rosato,
scenario consueto del mondo.

Di questo.

Si diffonde voluto
il percorso nel nuovo:
sensazioni
di unione profonda
sempre più:
programma che informa
evoluzione continua
totale, sempre puntuale,
più tesa
scopre potente il legame
dell’uomo ai “computers”.

Nel piccolo punto dorato,
in cifra infinita di stelle

Paolo Santangelo

Sete di te m’incalza

SED DE TI ME ACOSA

Sed de ti me acosa en las noches hambrientas.

Trémula mano roja que hasta tu vida se alza.

Ebria sed, loca sed, sed de selva en sequía.

Sed de metal ardiendo, sed de raíces ávidas.

Hacia dónde, en las tardes que no vayan tus ojos

en viaje hacia los ojos, esperándote entonces.

Estás llena de todas las sombras que me acechan.

Me sigues como siguen los astros a la noche.

Mi madre me dio lleno de preguntas agudas.

Tú las contestas todas.

Eres llena de voces.

Ancla blanca que cae sobre el mar que cruzamos.

Surco para la turbia semilla de mi nombre.

Que haya una tierra mía que no cubra tu huella.

Sin tus ojos viajeros, en la noche, hacia dónde.

Por eso eres la sed y lo que ha de saciarla.

Cómo poder no amarte si he de amarte por eso.

Si esa es la amarra cómo poder cortarla, cómo.

Cómo si hasta mis huesos tienen sed de tus huesos.

Sed de ti, sed de ti, guirnalda atroz y dulce.

Sed de ti que en las noches me muerde como un perro.

Los ojos tienen sed, para qué están tus ojos.

La boca tiene sed, para qué están tus besos.

El alma está encendida de estas brasas que te aman.

El cuerpo incendio vivo que ha de quemar tu cuerpo.

De sed.

Sed infinita.

Sed que busca tu sed.

Y en ella se aniquila como el agua en el fuego.

§

Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.

PABLO NERUDA

Legame

Universo
di immaginario
sognatore
aspetto
ancora
e poi…
ancora
finché
ancora visibili
o sfocate
si poggeranno
senza calcoli
o geometrie
le mie fondamenta
sui tuoi
silenziosi
vuoti a perdere

Pierluigi Ciolini

Published in: on aprile 16, 2011 at 07:41  Comments (3)  
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Un giorno come un altro

Calma la sera
ti guardo assorta
fissare all’infinito
e ti rivedo bambina
In un lampo
la tua vita e la mia
unite da sempre
il cordone mai reciso.

Nel tuo profilo netto
rivedo tuo padre
e la solita domanda mi assale
Ora sei donna
cresciuta nelle battaglie
vincite e sconfitte
hanno fatto di te un gioiello

Lacrime – risa
Tormenti e gioie
Amori – fallimenti
-una vita –

Lui non l’ha vissuta

Ha lasciato dietro la porta
la polvere delle tue scarpe
i giorni, le ore
un tesoro.
Lui ha scelto altro per sé.

Lo sciagurato non sa
cosa si è perso!
Non esiste al mondo legame
non c’è ricchezza alcuna
che ti possa appagare più
della vita di tua figlia.

Anna Maria Guerrieri

Sogni

A volte mi perdo
tra sogno e realtà,
afferro le tenebre
per dargli la luce,
cerco il crepuscolo
d’un fuoco acceso,
con la mia ombra
che si cancella
tra una favilla e l’altra
del mio falò.

Adesso che è giorno
mi giro intorno
cercando i sogni
venuti di notte
che fanno capriole
per farsi scordare
con qualche flash
senza legame
solo il sapore
d’un pezzo di storia
che si confonde
con la realtà.

Lorenzo Poggi

Published in: on luglio 13, 2010 at 07:25  Comments (5)  
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Telefono

Al tuo squillo appesa
unico legame con te
annulli lo spazio
amico-nemico
neutrale
invadente
ti scrolli beffardo
quando udire non posso
e la parola
m’accendi

Anna Maria Guerrieri

Published in: on marzo 12, 2010 at 06:57  Comments (4)  
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