Due lenzuola bianche

(ballata in sol maggiore)

Due lenzuola bianche stese al chiaro di luna
come due fantasmi silenziosi nella notte,
due lenzuola bianche con il bordo consumato
stese lì in terrazza come sudari del passato,
nella chiara notte sotto le stelle del cielo
in un gran silenzio mentre tutto dorme
e niente… sembra vero.

E la luce della luna si riflette su quel lino,
acceca col suo biancore gli occhi scuri della notte,
poi dall’orizzonte che schiarisce poco a poco
arriva la promessa di una vita ancora in gioco,
la brace di una sigaretta si consuma su un balcone,
un uomo sta affacciato e nel buio si consuma….
Anche il cuore.

Due lenzuola bianche stese al vento di primavera,
il sole è appena sorto e la sua luce è sincera,
ormai sono quasi asciutte e riflettono la vita,
la vita che ricomincia la notte ormai è finita,
sbuca silenzioso un gattino bianco e nero,
la sua coda punta in alto
è protesa verso il sole… e verso il cielo.

Sandro Orlandi

Mentre il mondo dorme

 
Mentre il mondo dorme,
scivolo silenziosa
tra riflessi di ricordi
racchiusi nel cuore
e come le onde sospinte
da un vento malandrino
s’infrangono su rocce
inaridite dal sole,
riprendono vita immagini
e suoni che fanno l’amore
su lenzuola di seta.

Patrizia Mezzogori

Published in: on aprile 12, 2012 at 07:41  Comments (11)  
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La sera dei miracoli

È la sera dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
con la bocca fa a pezzi una canzone.
È la sera dei cani che parlano tra di loro
della luna che sta per cadere
e la gente corre nelle piazze per andare a vedere
questa sera così dolce che si potrebbe bere
da passare in centomila in uno stadio
una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio
anzi la manda in onda
tanto nera da sporcare le lenzuola.
È l’ora dei miracoli che mi confonde
mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde.
Si muove la città con le piazze e i giardini e la gente nei bar
galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà
ma questa sera vola, le sue vele sulle case sono mille lenzuola.
Ci sono anche i delinquenti
non bisogna avere paura ma soltanto stare un poco attenti.
A due a due gli innamorati
sciolgono le vele come i pirati
e in mezzo a questo mare cercherò di scoprire quale stella sei
perché mi perderei se dovessi capire che stanotte non ci sei.
È la notte dei miracoli fai attenzione
qualcuno nei vicoli di Roma
ha scritto una canzone.
Lontano una luce diventa sempre più grande
nella notte che sta per finire
e la nave che fa ritorno,
per portarci a dormire.

LUCIO DALLA           (1943-2012)

Evasioni

Nel pomeriggio
freddi sogni
sbattono
contro i miei
tintinnanti
muri di vetro
appoggiato su cuscini
annodo lenzuola
cercando
di evadere dalla realtà
di carceri senza sbarre
e fra un nodo e l’altro
parole sospirate
dettano appunti

Pierluigi Ciolini

Published in: on novembre 16, 2011 at 07:38  Comments (4)  
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Scala d’amore

Vele gonfie di note
Portate dal vento
Musica che si espande
Che si eleva sempre più
Salendo quella scala
Di accordi di nuvole
Fino alla pallida luna
Desiderosa di nascondersi
Sotto lenzuola ricamate d’indaco
Scala percorsa insieme
Giorno dopo giorno
Notte dopo notte
Fino a rendere
Palpabile
Perfino il sogno.

Sandra Greggio

Published in: on ottobre 24, 2011 at 07:25  Comments (8)  
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Buio lontano

malgiorno ogni giorno
oggi
nel dovunque estremo di striscia
pestato da battente
tagliavita

irreligioso affacciarsi
d’un puntino echeggiante
in bianco e rosso
lontano-lontano-lontano
mentre nel ventre della terra
antica sembianza ha fatto causa
a generosa purezza *impura*

il non avere colpa
la fuga
la colpa
nelle mani tese
ad un anello di preghiera
che si copre
di fronte alla povertà
dinanzi alle paure
al cospetto d’una voce
(di dio)
che lo creò
a sua immagine e somiglianza

buio nel lontano
dove l’eco della moralità
s’abbraccia alla mortalità
dei corpi

e la somiglianza prende forma
nella luce
di mille morti innocenti

malgiorno in ogni risveglio
d’una striscia
strisciante al suolo….

(e l’eco d’una mano
sotto lenzuola
papali)

Glò

Riposo

Mi abbandono in quel letto non mio,
annuso il profumo del bucato steso nei prati,
mi riscaldo con il tepore penetrato
nelle lenzuola stese al sole,
candide come le nubi estive.
Sogno di farmi cullare dal vento,
solcare i mari,
sorvolare deserti scolpiti dal tempo.
Scendere in un oasi
dove il silenzio è l’indiscusso padrone,
e perdermi nel tempo.

Gianna Faraon

Published in: on settembre 19, 2011 at 07:22  Comments (4)  
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Se devo vivere senza di te

SI HE DE VIVIR SIN TI

Si he de vivir sin ti, que sea duro y cruento
la sopa fría, los zapatos rotos, o que en mitad de la opulencia
se alce la rama seca de la tos, ladrándome
tu nombre deformado, las vocales de la espuma, y en los dedos
se me peguen las sábanas, y nada me dé paz.
No aprenderé por eso a quererte mejor
pero desalojado de la felicidad
sabré cuanta me dabas con solamente a veces estar cerca.
Esto creo entenderlo, pero me engaño:
hará falta la escarcha del dintel
para que el guarecido en el portal comprenda
la luz del comedor, los manteles de leche, y el aroma
del pan que pasa su morena mano por la hendija.
Tan lejos ya de ti
como un ojo del otro,
de esta asumida adversidad
nacerá la mirada que por fin te merezca…

 §

Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,

la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza

si alzi il secco ramo della tosse, che latra

il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita

mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.

Non imparerò per questo a meglio amarti,

però sloggiato dalla felicità

saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.

Questo voglio capirlo, ma mi inganno:

sarà necessaria la brina dell’architrave

perché colui che si ripari sotto il portale comprenda

la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma

dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.

Tanto lontano ormai da te

come un occhio dall’altro,

da questa avversità che assumo nascerà adesso

lo sguardo che alla fine ti meriti.

JULIO CORTÀZAR

Arte bianca e…

 
Intere famiglie
a preparare l’impasto,
per il giorno seguente…
che sembrerà di festa
Le varietà distese
su canne e telai,
disposte per strada…
a mo’ di filari,
esposte al sole,
e alla tiepida aria,
come bianche lenzuola
ad asciugare
Nel borgo marino
i pescatori fan ressa
a predisporre le barche,
con reti e le nasse
per la battuta di pesca,
in acque non basse
Un popolo laborioso
e di grande maestria
dedito al culto
dell’arte bianca…
e della marineria

Ciro Germano

Risveglio

Sconosciuto destino
inchiodato campanello
sull’appeso sguardo
desolato riflesso
di lenzuola mute
letto steso a
pietoso velo
su sogni dispersi
nella mia stanza

Pierluigi Ciolini

Published in: on aprile 7, 2011 at 06:51  Comments (2)  
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