Fugaci passeggeri

Nell’aria di festa
riaffiora letizia
lieve è la scala
che termine pone
all’ultimo gradino

mentre……
percorro pensieri
spezzando secondi

aspetto di passare
l’uno dopo l’altro
attraverso i tuoi
baci passeggeri

Pierluigi Ciolini

Published in: on dicembre 7, 2011 at 07:30  Comments (4)  
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Quanto tempo umano son già vissuto, quanto ne vivrò

(Ovvero tiritèra in litanico elenco)

AMO.
 

Del puntino azzurro

La Terra

la   verde  erba,                                                                      

la flora con le rose

il  sasso

l’ acqua

I  libri  scritti

dagli  Altri,  

la fauna: gli animali.

Il   tramvai

con  chi  lo guida,            

il   viver  nuovo                                     

con   vetture                        

catalitiche,                       

il   supersonico,                   

l’ acceleratore                      

di   particelle

atomiche: progresso

non . . . autodistruggente 

 

Le   umane,                                

tradizioni:                                     

le   feste,                                                  

fiere   di   paese.

il   Natale,

con   il   suo

presepe,

alternarsi

assoggetto

di   stagioni,

l’ utopìa . . .

di   contraddizìoni.

                                                               

La   medicina,  nuova:

i  trapianti del  cuore,

e   d’ altro

de l’anatomìa,

per   vicinarsi

colui

che  non vuole

morire.

 

L’ affetto

la   speranza,

la letizia

d’ esser stato                               

creato,                               

la   vita

l’ illusione                             

ed   il   sogno,                      

le   passioni,                        

l’ amore

per   l’ amor.

LA   LUCE.

 

ODIO.
                                                     

Prima   della   Fine                                                                                                                                                                                          

e   combatto.

E  il  fuòco                                            

il   Male.

Il terrorismo.

Le   guerre,

e   tutti                                                                      

gli  altri                                       

elementi

per combattere.

 

Soprusi fatti

dagli  umani . . .                                 

in   ogniovunque

corrotti:

contro il male,

di  tutti  i  tempi,

donaci la Forza delle Forze,

Primo Creatore

e con il Bene

aiutaci a vincere

per la nostra Eternità

assorbiti da Te. In simbiòsi.

Paolo Santangelo

L’orologio

Horloge! dieu sinistre, effrayant, impassible,
dont le doigt menace et nous dit: Souviens-toi!
Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi
se planteront bientôt comme dans une cible;

ainsi qu’une sylphide au fond de la coulisse;
chaque instant te dévore un morceau du délice
à chaque homme accordé pour toute sa saison.

Trois mille six cents fois par heure, la Seconde
chuchote: Souviens-toi! – Rapide, avec sa voix
d’insecte, Maintenant dit: le suis Autrefois,
et fai pompé ta vie avec ma trompe immonde!

Remember! Souveniens-toi! prodigue! Esto memor!
(Mon gosier de métal parte toutes les langues).
Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or!

Souviens-toi que le Temps est un joueur avide
qui gagne sans tricher, à tout coup! c’est la loi.
Le jour décrôit; la nuit augmente; souviens-toi!
Le gouffre a toujours soif; la clepsydre se vide.

Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,
où l’auguste Vertu, ton épouse encor vierge,
où le Repentir même (oh! la dernière auberge!),
où tout te dira: Meurs, vieux lâche! il est trop tard!

§

L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,
ci minaccia col dito e dice: Ricordati!
I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore
pieno di sgomento come in un bersaglio;

il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte
come silfide in fondo al retroscena;
ogni istante ti divora un pezzo di letizia
concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo
mormora: Ricordati! – Rapido con voce
da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora
e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!

Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!
(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).
I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe
da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

Ricordati che il tempo è giocatore avido:
guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.
Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!
L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,
l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,
lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),
ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi!

CHARLES BAUDELAIRE

Vigne

Voi, ch’amate le nostre terre sacre –
d’antica età, e voi appena nate –
v’abbeverate alla fatica alacre
e poi riconoscenti ci donate

il sangue vostro qual nostro tesoro
cresciuto in quelle piccolette sfere
ad opera dell’aria e ‘l sole d’oro,
che tramutiamo in nettare da bere.

Da sempre vostra patria è tutto il mondo,
ché tutto il mondo ama quel che siete,
e a quel che date, ingenuo e giocondo
l’umore suo affida, e la sua sete.

Confida in quel tesoro che gli date
pe’ accrescere letizia a un bell’evento,
o per trovar conforto a sciagurate
giornate che ogni tanto porta il vento.

Magia, è quel che fate col buon vino,
e se con il buon vino, in tutto il mondo,
s’alzassero i bicchieri, dal vicino
al più lontano uomo, e in girotondo

brindasse ogni abitante della terra
gridando “Pace!” e “Fuori ogni follia!”
cancellereste il nome della guerra,
facendo – invero – la più gran magia!

Armando Bettozzi

È questa la felicità

Miscuglio, primavera, amore, odori, profumi,
ritorni di giorni letizia
briosa solfeggia nelle vene,
brilla lo sguardo, raggiante si mescola all’eco del sorriso
che intreccia i pensieri sospesi nella coltre felice e
l’aria sottile fa da parete
e al morbido alitare del vento affidiamo bisbigli parole
che con ardore percepiscono i sensi
ingoio sospiri,
ricordo, che vivo al momento come favola
e felice all’istante mi tuffo nell’amaca distesa dell’amore,
calamitati,
frizzanti, leggiadri, legati dal soffice amore
un sapore diverso si coglie all’istante
un sapore fresco
un sapore felice
e attorno l’immenso sostiene i piaceri della felicità provata

Rosy Giglio