Il silenzio del dolore

 
Il silenzio
lo conosco
aria impetuosa
sin da quando so
che sarei stato…
suonavo malinconico
nero
al limite
sulla strada
la fisarmonica e il suo valzer
…il jazz già io lo sapevo
e che il cuore soffre
nel vuoto del silenzio…
scivolavo nell’aria
sulle pale dei mulini a vento
e nel buio delle nuvole in tempesta
l’orgoglio parla
non mi chiede scusa
perchè non ho occhi dentro al viso
… silenzio intorno …
sono un viaggio
che non comincia
se non quando finisce…
come il silenzio
come la tromba d’aria
che si spezza nel silenzio.

Enrico Tartagni

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Ai confini della realtà

se m’accompagni dolcemente
dei sensi l’oblio,
tra le rosee insenature
e coste frastagliate
nelle discese ardite
ancora verdeggianti
i viaggi miei,
se approdando al porto
delle azzurre acque
ancora mi confondo,
ai confini della realtà
ancora un tuffo,
nuotando sull’onda
del piacer,
del mio e il tuo
il nostro limite….

Beatrice Zanini

Published in: on dicembre 13, 2011 at 06:57  Comments (6)  
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La dignità

Per alcuni …
è commerciabile,
per taluni altri
ha un valore…
inestimabile

Non è un bene
di consumo,
né un cimelio
antico o raro,
ma, di certo,
son sicuro,
che chi l’ha…
se la tien cara

Il suo limite
è precario,
e compromesso
di continuo,
dal sistema
o malattie.

Al buon Dio
dovrò affidarmi
per poter chiudere
in bellezza,
senza che
si possa perderla
ancor prima …
della vita

Ciro Germano

Published in: on dicembre 10, 2011 at 07:40  Comments (6)  
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Assurda vela

 
Assurda vela.
E dietro c’è il mare…
Lontana
ben al di la
…cancello l’orizzonte
lo sposto…
lontano tanto dalle onde
e invisibile alle stelle
che ne illuminano il quadro
visualizzo
sfiorando l’aria dei pensieri
la mia sponda.
In una fessura di luce
limite allo sguardo
ferma agli occhi
che la scrutano dolenti
sfila
stesa di vento
la vela corsara
passaggio in altomare
in ogni giorno
e non ha senso
senza le emozioni.
Dopo ogni spiro di vento
rinforzo la vela.

Enrico Tartagni

Corpo di donna

CUERPO DE MUJER

Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar el hijo del fondo de la tierra.

Fui solo como un túnel. De mí huían los pájaros
y en mí la noche entraba su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como una arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
¡ Ah los vasos del pecho ! ¡ Ah los ojos de ausencia !
¡ Ah las rosas del pubis ! ¡ Ah tu voz lenta y triste !

Cuerpo de mujer mía, persistiré en tu gracia.
¡ Mi sed, mi ansía sin límite, mi camino indeciso !
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue, y el dolor infinito.

 §

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
assomigli al mondo nel tuo gesto di abbandono.
Il mio corpo di rude contadino ti scava
e fa scaturire il figlio dal fondo della terra.

Fui solo come un tunnel. Da me fuggivano gli uccelli
e in me irrompeva la notte con la sua potente invasione.
Per sopravvivere a me stesso ti forgiai come un’arma,
come freccia al mio arco, come pietra per la mia fionda.

Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah le coppe del seno! Ah gli occhi d’assenza!
Ah le rose del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mio cammino incerto!
Rivoli oscuri dove la sete eterna rimane,
e la fatica rimane, e il dolore infinito.

PABLO NERUDA

C’è nel contatto umano

C’è nel contatto umano un limite fatale,

non lo varca nè amore nè passione,

pur se in muto spavento si fondono le labbra

e il cuore si dilacera d’amore.

Perfino l’amicizia vi è impotente,

e anni d’alta, fiammeggiante gioia,

quando libera è l’anima ed estranea

allo struggersi lento del piacere.

Chi cerca di raggiungerlo è folle,

se lo tocca soffre una sorda pena…

ora hai compreso perchè il mio cuore

non batte sotto la tua mano.

ANNA ANDREEVNA ACHMATOVA

Fonte Vecchia

Fonte Vecchia laggiù sotto il Calvario
con il suo prato verde, tra le fratte
cupe d’ombre e misteri, ancora batte
scrosciando su la pietra. Il solitario

salice ancor si specchia nel pantano
limpido, e ancor sta in piedi il vecchio cerro,
devastato dai turbini e dal ferro
degli uomini, sul limite lontano.

Ma nulla più dei canti né del coro
giovanile d’un tempo: non festivi
balli, non corse rapide, non vivi
squilli di risa, nei tramonti d’oro.

Or il villaggio ha i nuovi fontanini
belli, eleganti, in mezzo alle sue piazze,
e serie van per acqua le ragazze
sotto gli occhi materni. I cristallini

zampilli han bianche aspergini, hanno lampi
d’iride al sole, e presto empion la secchia:
chi si ricorda più di Fonte Vecchia
lontana, oltre il Calvario, là tra i campi?

Sono tant’anni… E pure, se per sorte
qualche memore cuor ci si ritrova,
nel suo profondo non men dolce e nova
sente la vita delle cose morte.

CESARE DE TITTA

 

Strada interrotta

Immaginavo in progressione
il mio andare verso…
e nel cantiere della vita
un tentennare era previsto.
Giammai la risalita a piè contrario
un’escalation che porta solo e sempre
al punto inizio
                        e mai l’arrivo
o lo svoltare appena.

S-t-r-a-d-a    _-_-_-_      i-n-t-e-r-r-o-t-t-a  

-All’improvviso si ripete
il danno o il beneficio?-

Esisto dove il limite è concesso.
Retrocedo…… la beffa
                                      a coda.

Beatrice Zanini

Amare notti


Sono amare le notti,
quando il letto si apre
a pista di ghiaccio
abbacchiata  nel letto
tra righi stampati.
Concava nei cigli della mente
mi sogno  in palmo al sole, e
roventi pietre  baciarmi le spalle.
Vana evasione
in quella parte insormontabile
gelido limite, sponda inesplorata
pianeta isolato, radura dimenticata
né un fiore di melo in quel bianco prato
eppure sotto l’umido  cielo
germoglia l’attesa.

Rosy Giglio

Published in: on aprile 30, 2011 at 06:56  Comments (6)  
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La poesia

La poesia è gemma fra la gente

canto della vita

un filo dove appendere i pensieri

oltrepassare quel limite, quel sottile,

quell’immancabile non so che

Rosy Giglio

Published in: on aprile 7, 2011 at 07:26  Comments (3)  
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