Amo in te…

Amo in te l’eterno
il sorriso nel buio
gli occhi splendenti
dipinti di giada
e il tuo sospiro velato
i pensieri arrovellati
i tanti silenzi
colmi d’amore
le tue mani
di tenero fiore
e la voce che armoniosa
si compone
il tuo infinito amore
cedro e limone aspersi
ad ogni incanto
quercia e leccio
a riparar dal vento
e l’assiolo accompagna
il lento andare
ricamati passi
in un telaio a tombolo
intessuto per noi
di solo amore

Maristella Angeli

Skype

Mentre brilla radiosa
l’intoccabile forma
di un luminoso sorriso
che mi trapassa il vetro e il cuore
io mi accorgo ancora
di non sapere nulla di te
e dei colori del tuo lungo viaggio
Non so i giorni e gli anni
e le operose giornate
di mattine serene
o di sere disperate
Non so i monti saliti
e le copiose acque torrenti
in cui ti sei bagnata
Non conosco le ali del maestrale
o le rotaie obbligate
che fin qui ti hanno portato
E mentre parli di mondi d’altri
e di inconsuete avventure
non so nemmeno dei canti
o dei tuoi notturni sogni
e se ti piace al latte o al limone
il tè amaro di questa nostra vita
Chissà se spegni la luce
quando fai l’amore
o ti si vede in volto
schiudersi piano il sole
e dove giace nascosta
alabastro mistero
la storia magica delle tue mani
Questa tua rara immagine
che ogni giorno mi sfugge
la so fermare solo
in quel silente specchio
ma nel guardarla tremo
mentre mi ride il cuore
e neanch’io so il perchè

Fabio Sangiorgio

Per sempre

 
Per  sempre
mia figlia che ride
una giornata di sole a Gennaio
un attimo d’ispirazione
poesia nuova e vecchio dolore.
Per sempre
una fetta di limone nel tè
la ricerca riuscita di me
due occhi innamorati nei miei
mia figlia che prega
le poesie migliori nei giorni dispari
una casa sul Lago
un uomo fedele
o solamente buono.
Per sempre
la pace nel mondo
(come sono banale,
ma ancora ci credo)
una voce amica  al telefono
io molto innamorata
compassionevole
innocente come un bambino appena nato
o un pazzo qualunque.
Per sempre
parole in movimento
ed io che le raccolgo sottovento
io che mi raccolgo sottovuoto e fermo il tempo
io che mi rassereno e faccio tutto di meno
io che metto insieme i pezzi del mio piccolo cielo
io che riesco a sentire nella città
qualcosa di buono.
Per sempre
io che finalmente
comprendo il dono del perdono
e ritrovo volti e cellule del mio sangue
sparse per il mondo.

Maria Attanasio

Tagli e dignità

Lei senza mani
corpo immobile
di sasso
pelle diafana
e occhi grandi
da cerbiatto
mani volanti e
e voce stanca ma
forte
usa la testa sempre
la strizza come un limone
assorbe come spugna
tutto e tutti
e sa
comprende
legge
vive
dell’altro
studia
senza posa
per la sua rivincita
e le rotelle le fanno
da arti amici
e al mattino
tra le compagne
di classe
aspetta
ma
l’elevatore
in bagno è rotto
il bidello adibito a lei
e assente
l’altra si rifiuta
compagne minorenni
non possono
l’insegnante
di sostegno
ha poche ore
e allora
lei
lascia libero
il corpo
e l’anima
………….
…………
poi sente
calda
la vergogna
dentro.

Tinti Baldini

Sonettessa maliarda

SUNETASSA MALIÈRDA

La malî l’éra cla prâtica
che cardänz dal medievèl
garantèven ch’déss la siâtica
ai nemîg e tant brótt mèl:

la fatûra é acsé dramâtica
da fèr dân intestinèl
e ala jàndola linfâtica
surtilég’ che an n’é di eguèl:

ah magî zîrze ed incànt
atratîva e sugestiån
d’un pèr d’ûc’ miurè col rìmmel:

bróssc amåur só bavv trî kìmmel
t’an arè pió al côr scuntänt
ch’l’é in arîv al tô uragàn:

che incantaisum l’é al prodîg’
zert l’é grâzia e seduziån
gran piasair e bèl prestîg’:

mo la ièla che litîg’
l’é un melòc’ una scalåggna
såtta un zîl oscûr e bîs:

i é anc la fûrba incantasån
ch’la lusénga una zigåggna
con la tåurta col limån:

fén che al sån dal culissån 1
si tarzéini ed poesî
e sèt étto ed malî…

zå i se sdràjen cån Zé Arzî!

§

La malìa fu quella pratica
che credenze medioevali
garantìvan desse sciatica
ai nemici e tristi mali:

la fattura è sì drammatica
da far danni intestinali
e alla ghiandola linfatica
sortilegi senza eguali:

ah magia circe e incanto
attrattiva e suggestione
di due occhi pinti al rimmel:

brusco amor bevi tre kümmel
non avrai più il core affranto
ch’è in arrivo il tuo ciclone:

che incantesimo è il prodigio
certo è charme e seduzione
gran piacere e bel prestigio:

ma la iella che litigio
è un malocchio una scarogna
sotto un cielo oscuro e bigio:

poi c’è furba incantagione
che lusinga una cicogna
con la torta col limone:

finché al suon del colascione (1)
sei terzine di poesia
e sett’etti di malìa…

giù si sdràian con Zia Argìa!

Sandro Sermenghi

(1) colascione: liuto a manico lungo, uso popolare, origine orientale, diffuso nei secc. XVI e XVII sovrattutto in Italia meridionale; cassa da mandolino, manico ca. 1 m., corde da tre a sei. Nel 1700 i fratelli Colla di Brescia e Merchi di Napoli furono famosi esecutori di colascione (o calascione).

Dieci centesimi per condire piatto e riso

Mi chiedo se avrò parole ancora
prima del congedo
quelle che non ti ho detto padre
per pudore
o forse chè non ne sono capace.

Poi un giorno di giugno
entri piano con la sporta piena
e un accenno
– hai bisogno? –

Oggi mi basterà un limone
– ti rispondo –

e tu hai solo una moneta
per farmi stare ricca dentro un piatto.

Beatrice Zanini

Published in: on febbraio 19, 2011 at 07:44  Comments (3)  
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Ciambella di pere


§

Buongiorno, vi propongo un bel dolce dopo

tante vicissitudini degli amici del Cantiere:

 

CIAMBELLA  DI PERE

 

100 Grammi burro

150 Grammi Zucchero

3 Uova medie

Scorza di un limone grattugiata

250 Grammi farina

1 Bustina di lievito

800 Grammi di pere William tagliate a tocchetti piccoli

( se non le trovate vale bene una pera succosa )

Lavorare il burro con lo zucchero

Aggiungere le uova una ad una

La scorza del limone

Setacciare la farina con il lievito

Aggiungendola in due volte

Unire le pere schiacciandole nel composto

Finche non risulterà l’impasto morbido

Imburrare una tortiera a ciambella

Poi nel forno ( non ventilato)

190 gradi per 50 minuti

Premetto che tutto questo lo potete fare anche con il robot da cucina

per velocizzare

ma secondo me rende il sapore un po’ come i preparati

che trovate al supermercato

Un po’ di santa pazienza e sentirete

Dimenticavo due  varianti golose

da fare solo quando il dolce si sarà intiepidito

Una leggera glassa al limone

( 100 grammi di zucchero a velo in cui spremerete un limone)
o spennellate con cioccolato fondente fuso

( basta una barretta da 100 grammi )

Io di solito la taglio a metà e la dispongo

Come un abbraccio una metà glassa limone e l’altra cioccolato fondente

Buon appetito

e naturalmente un abbraccio

Pierluigi Ciolini

§

Dite la verità, questa non ve l’aspettavate dal nostro  Pierluigi!  Buon appetito a tutti e buon weekend!

Over the rainbow

Somewhere over the rainbow
Way up high
In the land that I heard of once
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams
That you dare to dream
Really do come true

Someday I’ll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like melon drops
Away above the chimney tops
That’s where you’ll find me

Someday I’ll wish upon a star
And wake up where the clouds are far behind me
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney tops
That’s where you’ll find me

Somewhere over the rainbow
Skies are blue
And the dreams
That you dare to dream
Really do come true

If happy little bluebirds fly
Above the rainbow, why
Oh, why can’t I?

§

Da qualche parte sopra l’arcobaleno
proprio lassù, nel paese che sentii
una volta durante la ninna nanna
da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
i sogni diventano davvero realtà
Un giorno esprimerò un desiderio
su una stella cadente
mi sveglierò quando le nuvole
saranno lontane dietro di me
dove i problemi si fondono come gocce di limone
lassù in alto, sulle cime dei camini
è proprio lì che mi troverai
Da qualche parte sopra l’arcobaleno
volano uccelli blu e i sogni che hai osato fare,
i sogni diventano davvero realtà

Se  i piccoli uccelli felici

volano sopra l’arcobaleno

oh perchè, perchè non posso io?

EDGAR YIPSEL HARBURG (musica di Harold Arlen)

Parole di tutto il mondo, riunitevi!

Porchette bicchieri aceto salume
tegami a pressione con tanto acume
tovaglie rigate, arance, due viole,
CD, cellulari, TV, nocciole,
barometri orologi, tre ludibri,
fra tristi affastellati arcani libri

e quant’altro immaginare non so:
ma la gente come può viver ciò?
La rima qui non è obbligata affatto
ma se adoperiamo un tantin di tatto
anche un cocomero sprigiona amore
che sa ossigenare il cuore motore!

Padelle inconcludenti
spazzolini sgonfiati
mappamondi tritati
prezzemoli per-denti
parole non condite
su tavole infinite.

Compassati vocabolari
con decine di angoli untuosi
capelli laccati su in alto
forse per darli un po’ in appalto,
stuzzicadenti assai scontrosi
biciclette con nuvolari!

Pacate sardine, latte al limone,
lampadari saliscendi, un trombone,
persone fatte quasi tutte a fette
in coda per notturne marchette:
questo glaciale spleen mandar via
riunendo parole per far poesia!

Sandro Sermenghi

Panna al limone

Avete presente gli annunci dei nuovi gadgets tecnologici (TV 3D, I-PAD etc…) che generano nel pubblico curiosità, aspettativa, e lunghe file all’apertura dei negozi nel giorno dell’uscita? Ecco, i nostri cari Tinti e Flavio ci hanno fatto una sorpresa annunciandoci questo loro libro fresco di stampa, e ora siamo tutti ansiosi di sapere che cosa si nasconde dietro la copertina di questo volume. Si tratta di un’inedito lavoro a quattro mani autoprodotto da una coppia altrettanto inedita, che però conosciamo singolarmente molto bene e di cui apprezziamo le qualità poetiche e quelle umane, che non sono certo da meno. Una garanzia di sicuro successo! Ma dove troveremo il libro? Come faremo ad averlo? Ci saranno solo poesie alternate dei due autori o anche duetti? Di che cosa tratteranno in particolare? Per ora abbiamo solo una telegrafica nota che riportiamo qui sotto, ma sono sicuro che non basta a soddisfare le vostre (e nostre) aspettative… Cari Tinti e Flavio, non fateci stare sulle spine, vogliamo toccare il vostro libro, affondare il naso nella panna e sentire il profumo del limone!

Il Cantiere

Titolo dell’opera – PANNA AL LIMONE
Autori: Tinti Baldini e Flavio Zago
Editore:  Tinti/Flavio
Genere-Silloge di poesie
Numero pagine 90
Cod. ISBN- …Prossimamente
Prezzo-Euro 10

-Raccolta di poesie legate ad alcuni temi (donna, amore, ricordo….) che i due autori hanno condotto, ciascuno con passo sincero e con l’inevitabile sguardo eguale e diverso che mescola  il dissimile colore degli occhi, loro e del lettore, benchè volti allo stesso azzurro.-
Published in: on maggio 31, 2010 at 10:51  Comments (11)  
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