Sogni

 
Il giorno perpetua i suoi problemi
in questa notte che mi vede insonne.
M’affaccio cercando il ristoro della luna
col suo fascino che parla di magia.
Ossuta una mano vedo spigolare
tra i rifiuti da altri abbandonati
a cui dare forse nuova vita
cercando tra giornali accartocciati.
Due occhi fissi un abito di cenci
una bambola par guardar sorpresa
ostile l’apparenza ma non per chi
abbandonato ha il conformismo
cercando dentro sé la libertà.
Le accarezza i capelli  sussurrando bisbigli
un linguaggio di due cuori alla deriva
Se la pone accanto sul giaciglio d’asfalto:
per questa notte avrà con chi dividere
sogni.

Elide Colombo

Le tue, le mie

Come farfalle scarne, ma fluttuanti
a riempire di gesti la cucina
a dare cose buone
sempre soltanto cose,
avare di carezze!
Con questo indaffararsi senza posa
nutrivano l’amore
donavano certezze
in un linguaggio di mute parole.

Ora le guardo
mentre come allora
sbattono uova nel cerchio di farina
ritmici tocchi plasmano l’impasto
quasi danzando
rotola e srotola a farlo sottile.
Gli stessi gesti
stesse farfalle scarne
solcate da un reticolo bluastro,
le tue mani, le mie
lo stesso modo di donare amore.

Viviana Santandrea

Parlami

Parlami con il linguaggio semplice dell’amore
Sussurrami parole solo mie
tu sogno donato nel mezzo della notte
Accendi le stelle che io possa vedere il tuo volto
Metti in primo piano i tuoi occhi
nei quali mi possa specchiare
come in uno specchio magico
si possa ammirare solo il mio pensiero
la mia vita nascosta
che mai apparirà ai più
celata da veli trasparenti e
spesso mossi dal vento lieve della malinconia.

Gianna Faraon

Published in: on dicembre 28, 2010 at 07:16  Comments (4)  
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Dal giornalaio

Sfogliavi riviste, indifferente,
ma di sottecchi mi guardavi.
Io facevo altrettanto.
Ci parlavamo senza aprire bocca
il linguaggio muto dell’amore.
Uscendo quasi incespicavi.

Nino Silenzi

Published in: on novembre 12, 2010 at 07:37  Comments (4)  
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…conferenze

…e nuoto dentro silenzi rotondi
profanati dal linguaggio
travolti
: sospiri sogni palpiti esistenza
ed altro ancora nuovo altro eccetera…

li avvolgo tosto
di nuovi canti
muti

Silvano Conti

Published in: on ottobre 1, 2010 at 07:12  Comments (2)  
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Parlo da solo

Perchè parlo da solo e dico questi
tristi pensieri? Avrai dimenticato
il mio linguaggio: tra innumerevoli
voci della vita non potrai riconoscere
il suono della mia. Così le mie parole
si perdono, nel mare, lievi pallide
sabbie, eppure, un tempo non lontano,
prima che luce fosse, amore mio
nel cuore stornellava gioia d’un dono.

La tua anima ardeva del mio stesso
desiderio di fiamma ma, in adesso,
non riconosco più ciò che m’appartiene,
mendicando chiedendo ai sognatori,
con supplichevoli versi ov’è il mio bene.

Ignorato per sempre, langue e sospira
forse al mio fianco. Tu sei illusione
eterna, che illumina ed indora gli occhi
melanconici d’un pietoso mondo,
Dio non vana speranza ma certezza,
sorridimi per sempre, sin’a mia morte,
facendo sì ch’io muoia in te inebriato.

Paolo Santangelo

America e Sardigna

– O limbazu chi ammentas su romanu
durche faeddu de sa patria mea,
tristu comente cantu ‘e filumena
chi in sas rosas si dormit a manzanu,
– cola su mare, e cando in sa fiorida
America nche ses a tottus nara
chi s’isula ‘e Sardigna isettat galu
de esser iscoperta e connoschida…

§

– O linguaggio che ricordi il romano,

dolce favella de la patria mia,

triste come canto di filomena

che fra le rose si addormenta in sul mattino,

– varca il mare, e quando ne la fiorita America sei,

di’ a tutti che l’isola di Sardegna

aspetta ancora di essere scoperta e conosciuta.

GRAZIA DELEDDA

Il colore viola

Tirate le tende
ho lo sguardo dentro
un po’ di viola addosso
per rallegrare un metro quadro
d’orizzonte
– sembra poco?-
per me che vedo sottotono da una vita
può bastare
adoro il suo linguaggio
paramento d’ogni mia
kermesse
e scanzonarmi in toto.

Che sia sparso ovunque
nel giorno celebrato
e le ragazze
ciglia mascara waterproof
chè non sia lacrima fuggita
né rivolo nero insulso
bensì marchio di colore
viola ad honorem

reggerà sopra lo spirito
un sorriso terracielo

ammesso che.

Beatrice Zanini

Sono irrequieto

I AM RESTLESS

I am restless.  I am athirst for far-away things.

My soul goes out in a longing

to touch the skirt of the dim distance.

O Great Beyond, O the keen call of thy flute!

I forget, I ever forget,

that I have no wings to fly,

that I am bound in this spot

evermore.

I am eager and wakeful,

I am a stranger in a strange land.

Thy breath comes to me

whispering an impossible hope.

Thy tongue is known to my heart

as its very own.

O Far-to-seek, O the keen call of thy flute!

I forget, I ever forget,

that I know not the way,

that I have not the winged horse.

I am listless, I am a wanderer in my heart.

In the sunny haze of the languid hours,

what vast vision of thine takes shape

in the blue of the sky!

O Farthest end, O the keen call of thy flute!

I forget, I ever forget,

that the gates are shut everywhere in the house

where I dwell alone!

§

Sono irrequieto.
Sono assetato di cose lontane.
La mia anima esce anelando
di toccare l’orlo
dell’oscura lontananza.
O Grande Aldilà,
oh, l’acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che non ho ali per volare.

Sono impaziente e insonne,
sono straniero in una terra straniera.
Il tuo alito mi giunge sussurrando
una impossibile speranza.
Il mio cuore comprende il tuo linguaggio
come fosse lo stesso ch’egli parla.
O Lontano-da-cercare,
oh, l’acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che non conosco la strada,
che non ho il cavallo alato.

Non c’è nulla che desti il mio interesse,
sono un vagabondo nel mio cuore.
Nella nebbia assolata delle languide ore,
quale visione grandiosa
prende forma nell’azzurro dei cielo!
O Meta Lontanissima,
oh, l’acuto richiamo del tuo flauto!
Dimentico, sempre dimentico,
che tutti i cancelli sono chiusi
nella casa dove vivo solitario!

RABINDRANATH TAGORE

Desiderio

DESIRE

Where true Love burns Desire is Love’s pure flame;
It is the reflex of our earthly frame,
That takes its meaning from the nobler part,
And but translates the language of the heart.

§

Dove il vero amore brucia il Desiderio è la pura fiamma dell’amore;
È il riflesso della nostra cornice terrestre
che porta il suo significato dalla parte più nobile
e traduce il linguaggio del cuore.

SAMUEL TAYLOR COLERIDGE