Amarezza

In stagioni trascorse.
non accettai
d’illuminar leali termini

ora disabitato
non colmo lontananze
senza dover
anteporre l’istante
in cui riponevo
la ragione

Pierluigi Ciolini

Published in: on marzo 31, 2012 at 20:03  Comments (4)  
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Poeti del Piemonte

TU NON SAI

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l’arma e il nome. Una donna
ci guardava fuggire.
Uno solo di noi
si fermò a pugno chiuso,
vide il cielo vuoto,
chinò il capo e morì
sotto il muro, tacendo.
Ora è un cencio di sangue
e il suo nome. Una donna
ci aspetta alle colline.
CESARE PAVESE

LONTANANZE

Attorcigliata come vite rossa
in autunno su dune langarole
guardi oltre il muro di pietra
superi colline e frutteti
e poi ancora gobbe e valli
e punti colorati di magioni
e sopra hai quel cielo grigioperla
come mare freddo di Dalmazia
e nubi basse sparse in dissolvenza
che migrano con te in altri siti
dove il tuo occhio avido arriva
in sforzo poderoso, quasi sgranato
vede e torna sazio di vento
con abiti di foglia appiccicosa.
Paga per un attimo almeno
ti sviti dal sostegno ormai stanco.

Tinti Baldini


Schieramenti

il mio dolore ha tasche bucate
non si contiene
talmente è forte
rosicchia da lontananze
come vecchie carcasse
venute ad ammuffire
tra la mia carne
fiacca e deceduta

si perdono i miei muscoli
tra le pieghe impoverite
di refresh senza ritorno
cedevoli
all’ago che entra a vuoto
e il sangue non fluisce
come ai tempi d’oro
stanco s’appiattisce
nelle arterie desolate

globuli impazziti si armano
di rivitalizzanti
tenendosi per mano
sfidano il tracollo
e dirottano l’uscita
– che sia la volta buona?-

intanto in fila, incolonnate
procedono per vie traverse
cellule ambite da nuova speranza
cieca per me
se poi precipita nell’immagine
migliore
che non sa riconoscere.

Beatrice Zanini