Ecco quando

Questa fiaccola inerte,
dolorosa, chiamata civiltà
è scossa, è scossa illusa,
in tenebre più fitte,
mentre stiamo ancora
calpestando l’orme dei bruti.
Ma forse già nel cielo
i primi raggi incerti,
evanescenti annunziano
lontano il tremular del Giorno.
E forse già son pronti
martireroi, di vera
Altra e Superba Vita
fuori dagli Universi,
cantando vittoriosi.
E vedremo la Luce.
Nel vivere per sempre.
Gli uomini risorti
s’aiuteranno,
nella pace regina,
col lavoro di tutti,
mai più lotte insane
per sempre. Né guerre,
né ingiustizie…
La nuova età, la Splendida,
s’inizierà nel nuovo
mondo: fissi nel lampo
magico del vero,
altri occhi vedranno
il NomeVerbo: Amore.

Paolo Santangelo

Proiezioni

Il parto che inizia il cammino
passando attraverso
la cruna del tunnel
si accende di lune
riflessi
di lotte coi sassi
fino al mare
dove si svolge il filo,
rifluisce
prima di sboccare
in delta di memorie
le correnti ammansite dal ristagno
seguono i battiti dell’orologio
col cuore vulnerabile,
il delirio non ride
a spettatori che applaudivano
ed acque di fanghiglia
della micidiale indifferenza
emergono dal fondo.
Chi ha coltivato fiori
oltre recinto
campagne fiorite rincorre
la sponda nebbiosa vede il sole
non bolle di rancore senza onda

Giuseppe Stracuzzi

Versi aurei

VERS DORÉS

L’art ne veut point de pleurs et ne transige pas,
Voilà ma poétique en deux mots : elle est faite
De beaucoup de mépris pour l’homme et de combats
Contre l’amour criard et contre l’ennui bête.

Je sais qu’il faut souffrir pour monter à ce faîte
Et que la côte est rude à regarder d’en bas.
Je le sais, et je sais aussi que maint poète
A trop étroits les reins ou les poumons trop gras.

Aussi ceux-là sont grands, en dépit de l’envie,
Qui, dans l’âpre bataille ayant vaincu la vie
Et s’étant affranchis du joug des passions,

Tandis que le rêveur végète comme un arbre
Et que s’agitent, – tas plaintif, – les nations,
Se recueillent dans un égoïsme de marbre.

§

L’arte non vuole lacrime e non transige,
ecco in due parole la mia poetica: è fatta
di grande disprezzo per l’uomo e di lotte
contro l’amore stridulo e la stupida noia.

So che bisogna penare per ascender la vetta
e la salita è ripida a guardarla dal basso.
Lo so, e so anche che molti poeti
hanno spalle troppo strette o polmoni fiacchi.

Così sono grandi coloro che, a dispetto dell’invidia,
avendo vinto la vita nell’aspra battaglia
ed ormai liberi dal giogo delle passioni,

mentre come un albero vegeta il sognatore
e si agitano – lamentoso ammasso – le nazioni,
si raccolgono in un egoismo di marmo.

PAUL VERLAINE

Incipit da Fernando Pessoa

 
Odo passare il vento nella notte
percuote i sensi e come uno scandaglio
fa riemergere in cuore la paura
mozza il respiro;  e m’opprime il bagaglio
dei tanti errori, e le inutili lotte.
.
Alba, fai presto, vieni e dai ristoro
all’anima provata, dalle tregua
sciogli nel vento infusi di speranza
ch’io li respiri, e i fantasmi dilegua;
fa ch’io scopra all’autunno tinte d’oro.

Viviana Santandrea

Un giorno ti porterò

Un giorno ti porterò
sulla cima di un monte altissimo
tra nuvole di sole
ti bagnerò di pioggia di vita
lasciandoti asciugare piano
al calore dell’amore
Un giorno ti porterò
su una barca di lago
narrandoti storie
di antiche lotte
finite per mano
di regina Natura
Un giorno ti porterò
a conoscere i misteri
dell’animo umano
di uomini puri e veri
capaci di costruire soltanto
senza distruggere quello che trovano
Un giorno ti porterò
su un’isola di fiaba
dove non ci sarà bisogno
di calpestare i sogni
che sono il fondamento della vita
Un giorno ti porterò
in terre inesplorate
senza dover far finta
di essere quel che non sono
per vivere nella serenità
insieme a te.

Sandro Orlandi

Venezia

 
Sul rio di San Zanipolo
avanza lenta una barca
nella calura soffocante
di un agosto di guerra
Un vecchio gondoliere
spinge gentile il remo
a tramutare urti in carezze
per il suo carico di vita
Più non giungono fuochi e bagliori
nè grida insanguinate
da quella terraferma di dolore
Dita magre di fame hanno smesso
di raschiare una madia ingrata
Oggi è un giorno di pane e di sole
e tutto intorno ridono al tuo cuore
anche gli opachi umori
di questa serenissima città
Rilucono le muffe smorte
ed anche gli angeli scrostati
di questi antichi capitelli
sembrano vivi di nuova luce
nell’aria di un sogno sospeso
tra il cielo incerto dei tempi
e questo verde smisurato mare
Oggi è un giorno di dolce timore
e tu difendi il grembo e tremi
come in bilico trema questo Novecento
sulle palafitte di una storia amara
Stasera poserai lo sguardo
sul mite frutto del tuo amore
stanca di una felicità raggiunta
dimentica di lotte e di tormenti
Sarai madre di una speranza
e avrai donato un uomo al mondo
Non ti faranno più paura
i malanni gli odii  e le maree
perché non sarai sola
ad affrontare questo lungo viaggio
Io già lo vedo quel bambino nuovo
mentre lo culla eterna
l’onda della laguna d’oro
Splende brillante il cielo del Leone
fiera sembra che innalzi per lui
questa città la sua bandiera

Massimo Reggiani

Dedicata a Venezia, sempre nel mio cuore, ma anche a mia madre che andò in gondola a partorire in ospedale  il 15 agosto 1944. Quel bambino è mio fratello, naturalmente la dedico anche a lui.

Quante poesie


Una per la Gente una per chi si pente
Una per chi se la piglia una per mia figlia
Una per il cuore una per l’amore
Una per un bambino una per il destino
Una per sorprendere una per chi si vuole arrendere
Una per il buongiorno una per un ritorno
Una per la fede una per chi non più crede
Una per la rosa una per ogni cosa
Una per i vecchi una per chi si arrampica sugli specchi
Una per emozionare una per chi non sa parlare
Una per gli ammalati una per gli emarginati una per gl’indaffarati
Una per gli equilibristi una per le persone tristi
Una per chi la vorrà una per la felicità una per la città
Una per la notte una per le mie lotte

Una per chi non da retta
Una per chi a Natale per diventare buono non aspetta

Ognuna un seme che può sembrare brutto
ma quando cresce porta un gran frutto

Pierluigi Ciolini