E’ ricordo


E’ ricordo
Sulla nuda brughiera
sedevi sola sull’erba
pensosa nell’ombra
del meriggio
Eri uscita per passeggiare
per una strada di gaggie
che circonda il colle
All’improvviso
nubi s’addensarono
oscurando la luce pomeridiana
Il cielo
pareva una tenda infradiciata
dalla mattinata piovosa
Un uomo antico
stava alla finestra immobile
ascoltando la voce del vento
Quell’antica voce
della natura che pare navighi
su un mare mai attraversato
dove le onde si rincorrono
in un eterno rimpiattino
Qual è la dolorosa urgenza
che ti affretta
I tuoi veloci passi forse ti cercano
ma se tu colta
da improvvisa stanchezza
ti fermassi un istante
lasceresti ogni tesoro
per salpare verso l’infinita
lucentezza che t’attende
nella fresca sorpresa dell’amore

Marcello Plavier