Il mostro mangiacarta

 
Mercoledì ventoso:  già la sera
Accende i lumi; la città si accuccia
Tra i domestici muri, e più leggera
Si fa la soma del giorno che muore.
 .
Infreddolita, sogno le pantofole;
urto tra il marciapiede e il cassonetto
la plastica di sacchi ammonticchiati
verdi e rigonfi;
 .
imprigionan notizie già obsolete
buone, cattive, sciocche od importanti?
Lettere colorate o in bianco e nero
destinate a stupire od ingannare
celando il vero?
 .
Oppure vecchie pagine d’amore
Di chi oggi non è più? Dimenticate?
E tutte, tutte verranno divorate
Dal  Mostro Mangiacarta  e……riciclate!
 .
M’assale un dubbio e scaglio un anatema:
– Mercoledì ventoso, è già la sera
di un anno che di certo io non vedrò;
lui tornerà puntuale, ora di cena;
e se ingoiar vorrà la mia poesia,
ecco la profezia che do per certa
“possa grippare restando a bocca aperta!”

Viviana Santandrea

Mi porse un garofano

 
Venne, e mi porse
un garofano
d’autunno che fugge,
dal profumo soave
.
Nell’ora tenebrina scosso
d’amore per dolcezza, sì profonda
da morirne,
vedo tra lacrime dolci
e strazianti, lieve
il mio sorriso debole
andar…nel greve specchio.
.
Dopo il rosso, rosso
violento,
scialba l’oscura luce
sul bel viso, in questo
nostro andar per l’infinito:
lumi negli occhi tuoi
pieni d’immensi incanti.
.
Sogni febbrili fatti di lampi
viola, grigio d’orizzonte tramonto
trema il mio cuore
pensiero di sgomento.

Paolo Santangelo

L’attimo fuggente

“Le front comme un drapeau perdu”

Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell’incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m’affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
E. E, puro vento, sola neve, ch’io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v’ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l’immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
E’ questo il sospiro che discrimina
che culmina, “l’attimo fuggente”.
E’ questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell’anno.

ANDREA ZANZOTTO    (1921-2011)

Curva la schiena tenue respiro

 
Il mio infinito sussurra caverne
e saluta la morte, curva la schiena,
sguardo svagato e tenue respiro
affannato che si apre il passaggio
tra mille abéti cullati dal vento.

Felicità di nostalgie lontane

e galassie radianti il tuo bel viso
in un tardo meriggio novembrino
unionefiamma in cosmi e cromosomi.

Ora la vita mia muore di gioia:

l’amore Tuo mi offriva l’importanza
di pregare… ma vai senza sapere
dove portar la tua fiorente vita,
ch’era il mio canto: una canzon d’amore.

Torri splendenti speculomunite,

dai lumi tuoi, dolci d’incanti pieni:
mi esprimo con la mente anchilosata
d’eterno maliardo, oltre i princìpi astrali
e ben più oltre il tempo d’universi
nell’ultima pupilla anima quieta
una lacrima…

Paolo Santangelo

Il colombaccio

Maggio
musica l’aria di soavi accenti
tinge di verde intenso la campagna
e scrive sulle righe onde di fiori,
ciascuno inventa
una canzone d’amore,
vagano versi belli
ed è poesia
nella pagina azzurra del cielo…
ciascuno intona e loda l’altrui coro…
un colombaccio
spavaldo rubacuori
si tuffa in mezzo all’armonia di trilli
ostenta un verso stridulo
per dichiarare amore…
ruotava intorno sotto il suo balcone
dove la colombella
senza teneri lumi di pensieri
accolse l’urlo dello spasimante
tra i preferiti ardori.

Giuseppe Stracuzzi

Innocenti sorrisi

I monti alti
allungano le ombre,
gli scuri dalle valli
guardano i grattacieli
con gli occhi
violentati dalla luce,
la bestia insorge
morde
flagella
innocenti sorrisi.
Nel canto delle note
dove si scioglie il giorno
lo sdegno incide l’onda
colano a picco i lumi
nemesi esulta
sgozza
innocenti sorrisi.
E l’amore…
Che può fare l’amore?
li raccoglie
e li conta
come un pianto.

Giuseppe Stracuzzi

Published in: on ottobre 26, 2010 at 07:24  Comments (5)  
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Siamo in orbita…


Siamo visi snelli e sfrenati
sorridiamo come diamanti
e ci nascondiamo verso sera
dietro futuri invitanti
maturano labbra al miele
balliamo come lumi in orbita
aldilà  della nebbia
abbiamo gigli e bisbigli
tra le ali tremanti, natura ci venera
ci salva da notti aliene
decanta
il nostro colore.

Aurelia Tieghi

Published in: on ottobre 16, 2010 at 06:58  Comments (9)  
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Navigazione a tela

Un’armonica a bocca di lucerne
nel solfeggiare sillabe d’imbarco
e cantilene
poi tracimare in fiotti
mente corsara
a saccheggiare lumi

lasciavo le mie calze sulla riva
per indossare sandali di carta
camminavo sull’onda
sorretta da uno sciame di cicale
ero sola a sospendere velieri
come trapunte al sole

un fumo che pareva l’orizzonte
era soltanto
un orlo di cimosa
e fiocco e randa di cotone amaro
da piantagioni di dolori
farsi vascelli in mare

Cristina Bove

Ombre

Ombre in rassegna sfilano
davanti agli occhi chiusi,
ad animare i sogni, che la notte
intrattiene, affascinata.
Parole senza voce raccontano
storie in bianco e nero
dietro sipari di nebbia
che il respiro dipana, e colora.
Pensieri sfarfallano
disordinatamente tra i ricordi
e prendono corpo piano, piano
e s’accendono al pulsar d’un cuore insonne
che giace e non riposa,
e la mente riordina sbiaditi fotogrammi
senza mai riuscirci,
ché il giorno arriva presto e spegne i lumi
e l’al di là svanisce, e fugge via
ogn’ombra,
che tornerà, però, finché un pensiero
la invocherà seppur senza saperlo.

Armando Bettozzi

Published in: on febbraio 5, 2010 at 07:29  Comments (4)  
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