A love supreme

Vicino a un colonnato,
potrebbe avere età da pensione,
lui e il suo sax.
L’icona della grande città che mangia il sole
del soldo alla fontana;
del suo cappello grigio
posato come fosse un uccello morto
piume, carogna che nessuno pulisce.

Sonny Rollins l’ho conosciuto al tempo del ponte
lui mi dice. Ma so che non è vero:
gli tolgo nulla io
dalla sua testa bella, piena di ali e vino.
Gli tolgo nulla e aggiungo Coltrane,
non batte ciglio, capisce che ho memoria di nomi.
Suona ancora. A love supreme
e altri due o tre cambiano passo
rimettono nel fodero la macchina
si siedono.
Come becchime in bocca alla musica.
Lui ride.

Massimo Botturi

Il tempo che passa


L’orologio scandisce impietoso,
osservando dall’alto
come un paziente avvoltoio,
lo scorrere del nostro cammino.
Le stagioni si ripetono incalzanti,
succhiando gli anni
delle idee e delle voglie,
l’accomodarsi in poltrona
seppellendosi sazi,
la vita che torna
per il vociar dei bambini,
la vecchiaia che incombe
guastando la macchina,
la mente e la voce
che non si capacitano
come possa finire
l’infinito che è in noi,
cercando nell’anima
l’immortalità.

Lorenzo Poggi

Il sole mi veglia stamane

 
Mi coccola l’iride di schiarite
mi posa glicine sul capo
fa in poltiglia le pietre
delle pene
brucia malinconia
vendemmia rabbia
sparge il mio fumo
in  trilli luminosi
fa velo di noia
mescolata agli odori
quelli della campagna
in su dai tigli
m’illumina quelle sere
che un tempo avevano senso
attorno ai bambini
attori di giornata
e squillano risate
fresche di canto
mentre le nuvole fanno
da sipario.
 
Ma quel sole
dura l’attimo di
un rossore
la saliva ritorna
a spingere labbra
e le spesse pareti
del mio corpo
spengono calore
ritornano abusati
gesti di macchina
e la vita riprende
a nuotare nei
soliti marosi
 
Aspetto a occhi chiusi
quei rintocchi
come gatto che scruta
e poi felpato arriva
per trovare
la luce accecante
quella di scrivere.

Tinti Baldini

La donna mia (Scusa Mary)

Femminile profumata elegante dolce bella e generosa
estroversa un po’ truccata ottimista intelligente e misteriosa
la donna mia

Mentre il tempo passava sulla nostra età
mentre mille canzoni finivano già
mentre il sole d’autunno pigro si svegliava
fra me e te un mattino qualcosa nasceva
c’era aria di festa e fra i colori anche il blu
forse c’era dell’altro ma c’eri anche tu
le auto piene di gente che rideva
e le cose cattive solo nei films che si vedeva
scusa Mary scusa Mary
ma eravamo innamorati più che mai
c’era il dopoguerra e c’era anche il boom
mentre il tempo passava sulla nostra età
c’era Praga la Cia la Nato il Vietnam
c’era un negro di nome Martin che hanno ammazzato
tutto questo però c’è lo hanno raccontato
venne il sessantotto e poi le barricate
mentre sempre l’autunno era più caldo dell’estate
e mentre i Beatles si sciolgono dopo Let it be
in Grecia Papadopulos balla il sirtaki
scusa Mary scusa Mary
ma eravamo innamorati più che mai
domenica senza macchina per l’austerità
mentre il tempo passava sulla nostra età
Louis Armstrong e Neruda non ci sono più
c’era anche dell’altro ma soprattutto tu
e mentre la forestale tenta il golpe alla Rai
c’era stato un concerto all’isola di Wight
scusa Mary scusa Mary
ma che fortuna innamorarsi come noi

RINO GAETANO