La scogliera

Avvolti in maglioni
dal sapore di mare,
ruvida lana a contrasto
di schizzi e marosi,
avanziamo a fatica
contro il maestrale.
Sulla scogliera
è tutta una nebbia
di gocce salmastre.
Ci teniamo per mano
fino alla punta.
Saliamo al faro.
Sotto, il bianco di schiume
sconfigge la notte.
Alle spalle
le luci del porto
attendono ansiose
il nostro ritorno.

Lorenzo Poggi

Splendidi pensieri

M’immergo nell’aria
m’avvolge il Maestrale
scompigliati capelli
un refluo denso
sollevo i pensieri
al peso del giorno
pongo i piedi all’insù
inverto il consueto andare
prendo all’amo
le buone intenzioni
pesco il buon senso
e la bontà
ne faccio pioggia
di splendidi pensieri

Maristella Angeli

Published in: on dicembre 12, 2011 at 07:37  Comments (14)  
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Skype

Mentre brilla radiosa
l’intoccabile forma
di un luminoso sorriso
che mi trapassa il vetro e il cuore
io mi accorgo ancora
di non sapere nulla di te
e dei colori del tuo lungo viaggio
Non so i giorni e gli anni
e le operose giornate
di mattine serene
o di sere disperate
Non so i monti saliti
e le copiose acque torrenti
in cui ti sei bagnata
Non conosco le ali del maestrale
o le rotaie obbligate
che fin qui ti hanno portato
E mentre parli di mondi d’altri
e di inconsuete avventure
non so nemmeno dei canti
o dei tuoi notturni sogni
e se ti piace al latte o al limone
il tè amaro di questa nostra vita
Chissà se spegni la luce
quando fai l’amore
o ti si vede in volto
schiudersi piano il sole
e dove giace nascosta
alabastro mistero
la storia magica delle tue mani
Questa tua rara immagine
che ogni giorno mi sfugge
la so fermare solo
in quel silente specchio
ma nel guardarla tremo
mentre mi ride il cuore
e neanch’io so il perchè

Fabio Sangiorgio

Perdonatemi…parlerò d’amore

Son strade che riportano al fienile
cammini che conducono il ricordo,
stringendolo per mano quando è sera,
per farmi raccontare un po’ d’amore.

La paglia scalda l’animo e le membra
dal turbine che sventa la mitezza
ch’è scritta sulla linea della vita,
che inciampa sopra i calli dell’amore.

Saranno omaggi in fiore o funghi matti,
cestini colmi pesano sul petto
ch’espira versi nati dal balletto,
che ritma questo mio cantar d’amore.

Così dirò di fiordi e verdi tetti,
rianimerò le foglie rinsecchite
le rivedrò danzare col maestrale
che soffia sul mio acero d’amore

E’ acqua che nel letto non riposa,
è leva che solleva questa terra,
orecchio che bottina la tua bocca
silenzio mormorato il nostro amore.

Flavio Zago

Published in: on gennaio 1, 2010 at 07:12  Comments (5)  
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