Tra le magie della prima fiaba

Davvero, non m’importa di sapere
dove ha inizio o finisce il mare.

Lo voglio immaginare senza età
nell’unico colore che può avere,
nato per caso o per un’alchimia
tra le magie della prima fiaba.

Con quel respiro che mi sembra il mio
quando le ansie rimuovono le onde
o un sorriso le ripiega al sole,
come il più giusto degli amori giusti
lui mi accompagna ad ogni nuovo passo.

La pelle bagna se la vede secca
e, poi, a scoglio tiepido la presta.

Aurelio Zucchi

Published in: on novembre 7, 2011 at 07:34  Comments (3)  
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ricordi d’ufficio

Architetto del comfort
dimoro in scatoloni pieni di parole
in forma intelligente da design
in ascensore
sono home e sono office
arredo i danni da spessori nevrastenici
illumino gli angoli riposti nello sporco
painting su disegni scancellati…ops, cancellati dalle directory mnemoniche
mani di fate che colorano le frasi scritte sulla luna alla parete
cammino sulla moquette e furbo m’attutisco il mio dolore
isolo il rumore dal sonoro e col fumo writer nel futuro
scolpisco muri che non dividono le sedie dalla luce
poi alla fine io architetto delle magie fatte nell’aria senza finestra
coi lasciti passati non pagati per inscatolare al sole spento della stanza
progetti conti fatti bilanci computerizzati amori strapazzati
in sede arriverò in mini short.

Enrico Tartagni

Infinito amore finito

Per quanto infinito sia un amore,
saprò dimenticare per non morire.
Toglierò come quadri da una parete
ogni giorno vissuto,
ogni sorriso che firmò le magie,
quelle che nessun perfido mago
avrebbe chiuso in foreste pietrificate.
Per quanto infinito sia un amore,
saprò insultarti nelle sere senza fine,
saprò bere anche dal tuo bicchiere.
Di nascosto bacerò l’orlo del calice
dal sapore di rossetto
chè i fantasmi del nostro passato
non vedano quanto debole io sia.
Per quanto infinito sia un amore
saprò ridere di te e di me,
del disprezzo di chi in me vedrà
un egoista.
Lo farò stringendo il cuore fino
ad ucciderlo per soffocarne il pianto
Per quanto infinito sia un amore,
riuscirò, stanne certa, a recidere
quell’esile filo fatto di gesti
che inutili ormai si perderanno
nel vuoto della tua assenza.
Per quanto infinito sia un amore,
sarà infinita la mia disperata voglia
di sopravvivere nel deserto che in me
hai lasciato.

Claudio Pompi

Imbecille antropocentrico


A mia moglie Rosetta

Se si pensa che il nostro piccolo
mondo  . . . finirà;   inutile è Poesia,
anzi,  tutto.  Tutte le nostre “scienze” inadeguate.
Noi siamo condannati a vita:
l’evasione è possibile,  ma assai dura.
Sostanze e circostanze,
sconosciute,  mutano di continuo
tipologia,  carattere,  gli amori
le voglie dell’umano:
l’umore della vita,  in fretta passa!
Il nostro è,  per i più,  già vero inferno in terra:
la vera vita è un’altra,  forestiera.
Libertà.
Come siamo piccoli:
nessuno è più di noi.
Rosetta,  un fiore,
illusione fuori dal tempo
dei tempi:   onìrico ideale sogno
tra gli uomini e le donne:  l’amore . . .
Ah,  l’amore!
il più profondo e subdolo,
drammatico,  dei nostri istinti e . . .
in altre razze,  tra flore e faune,
inconscio,  arcàno,  universale . . .
che nulla ha che veder con la ragione;
nasce,  non si sa come,
ci abbandona,  non si sa perché.
I mezzi limitati concessi, al nostro ingegno,
possono creare strumenti,
non fini,  dentro e fuori di noi;
mentre forze e magie mai conosciute
sovrastano dell’uomo il raziocinio.
Sempre ritengo
splendida assurda incredibile
l’eterogeneità di vita del pianeta azzurro,
dal corso d’una bolla iridescente,
di “acqua saponata” astrale.
Viene chiamata Terra
e,  in misure diverse,
tribolazioni e gioie con noi sono in connùbio
Inveniamo  musica,  poesia,  tecnologie
avanzate,  computer,  miliardi d’universi,
che rendano vieppiù leggero il viaggio.
L’uomo libero,  giammai:
chi lo ha chiamato qui,  il caso,
mai ha reputato la sua presenza
al mondo necessaria, forse
irrisoria,  complementare,
ma certo è micidiàle.
ANTROPOCENTRICO  vive,
come se non dovesse mai morire.
Certo il mio amico cane Rex,
senza colpe,  sarà forse felice:
gli animali tutti,
tutti gli insetti,  con gli alberi;
nell’invisibile bio-ecosistema visibile,
credono di essere immortali.
Chissà:  separati
dal Tutto,  tra i nostri
sentimenti,  voglie,  astrazioni,
distraggono dall’obiettivo vero,
senza luogo,  senza tempo,  senza spazio,
il nostro passare . . .

Paolo Santangelo