A Odri

Intingo nel tuo pensiero
la penna del mio sentire
e disegno i contorni
del tuo essere
in me.

Come il mago estrai
dal mio cappello
magiche colombe in volo
poi, ammirato spettatore,
gioisci insieme del tuo prodigio.

Il mio passo assuona al tuo
sull’ intimo selciato
nella corsa e alla sosta,
quasi respiro di un unico petto
e più non esistiamo soli.

A Odri
il mio presente
ritrovato nel mio tempo
da sempre cercato
per sempre ti amerò.

Anna Maria Guerrieri

Infinito amore finito

Per quanto infinito sia un amore,
saprò dimenticare per non morire.
Toglierò come quadri da una parete
ogni giorno vissuto,
ogni sorriso che firmò le magie,
quelle che nessun perfido mago
avrebbe chiuso in foreste pietrificate.
Per quanto infinito sia un amore,
saprò insultarti nelle sere senza fine,
saprò bere anche dal tuo bicchiere.
Di nascosto bacerò l’orlo del calice
dal sapore di rossetto
chè i fantasmi del nostro passato
non vedano quanto debole io sia.
Per quanto infinito sia un amore
saprò ridere di te e di me,
del disprezzo di chi in me vedrà
un egoista.
Lo farò stringendo il cuore fino
ad ucciderlo per soffocarne il pianto
Per quanto infinito sia un amore,
riuscirò, stanne certa, a recidere
quell’esile filo fatto di gesti
che inutili ormai si perderanno
nel vuoto della tua assenza.
Per quanto infinito sia un amore,
sarà infinita la mia disperata voglia
di sopravvivere nel deserto che in me
hai lasciato.

Claudio Pompi

Oz

Radici
parevano le vene della terra
segnavano il confine
tra le mie mani e il mondo
oltre s’alzava il cielo
con le sue forme di cobalto
io ne vedevo segni in sospensione
punti di nonritorno

annotavo pensieri a bassa quota
marginali
scontornati dal gesto

lontano
su piani di smeriglio un volto d’ansia
e nell’arcobaleno
voce dipinta ad acqua
un mago prigioniero dello specchio

Cristina Bove

Indizi

Dicono avessi pronto un sorriso per ognuno
maglioni troppo larghi in inverno
ossa fini.
Sottili, come il gioco di spaghi che faceva
l’amico di mio padre, tra mano e mano
un mago.
E l’ho portato sempre con me questo mistero:
l’esilità del piede
le dita piccoline.
Quel dolce ed infinito preludio alla tristezza
che sento quando s’alzano in volo
donne e uccelli.

Massimo Botturi

Published in: on febbraio 5, 2010 at 07:35  Comments (6)  
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Il mago di Natale

S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono:
che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

GIANNI RODARI

Published in: on dicembre 25, 2009 at 07:02  Comments (2)  
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