Aspettando

 
Parole stampate su strisce di carta bianca,
serpenti di folla,
adunate di giovani e adulti
da tutte le latitudini
per pregare e socializzare
in questa parte di mondo
ove la guerra non è ma si sente
Abbraccio di sentimenti,
calvario di pianto,
di dolori rinnovati
quasi obbligati e puntuali
per queste nostre generazioni,
passate e presenti e, ahimè!, future!
Aspettando
l’alba di un giorno di pace
per seppellire i corpi
e i ricordi di gente che non è più.
Aspettando
l’alba di un giorno lontano,
tramonto di mille civiltà
l’una contro l’altra armata,
nel nome e per conto di un solo Dio
che non hanno voluto o saputo amare.
Aspettando
da quando siamo in vita
la civiltà del cuore e del pensiero.
Aspettando
invano che il potente sia meno potente,
che il debole sia meno debole.
Aspettando
che i bambini siano il futuro del nostro mondo
li ammazziamo
e non solo con le bombe
ma con tutte le altre armi
che la moderna civiltà ci ha regalato.
Aspettando
quei bambini che sono morti di fame e di sete,
di malattie e sopraffazioni indicibili.
Aspettando
quelli che non ritorneranno
alle case distrutte, ai loro genitori ammazzati,
inutilmente.
Quei bambini,
che non sanno di essere bambini,
sanno solo di essere oggetti,
di far parte di un mondo che corre,
dove,
non si sa,
ma di certo in un baratro infinito
di miseria e di abbandono.
Aspettando
che l’odio diventi amore,
che l’ingiustizia diventi giustizia,
che non esistano più
i terzi e i quarti mondi,
che il nord dei ricchi si mescoli al sud dei poveri,
diseredati e senza terra da calpestare
Aspettando,
noi siamo diventati vecchi,
quasi colpevoli, perchè non abbiamo urlato
le disgrazie del nostro tempo.
Noi
abbiamo soltanto aspettato!

Gavino Puggioni

La dignità

Per alcuni …
è commerciabile,
per taluni altri
ha un valore…
inestimabile

Non è un bene
di consumo,
né un cimelio
antico o raro,
ma, di certo,
son sicuro,
che chi l’ha…
se la tien cara

Il suo limite
è precario,
e compromesso
di continuo,
dal sistema
o malattie.

Al buon Dio
dovrò affidarmi
per poter chiudere
in bellezza,
senza che
si possa perderla
ancor prima …
della vita

Ciro Germano

Published in: on dicembre 10, 2011 at 07:40  Comments (6)  
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Lenta Apocalisse

I ghiacciai un tempo eterni
si sciolgono,
dura roccia o nuovi mari a loro
il posto rubano.
Le ciminiere del mondo moderno
grigio hanno reso il cielo,
avvelenata e rovente l’aria
Le foreste scompaiono tra rumori
di mostri meccanici.
I deserti avanzano con avanguardie
di sabbia che su noi si posano.
Le guerre aumentano spargendo
odio e dolore..
La fame e le malattie uccidono
sempre più popoli poveri e inermi
Questo mondo cambia giorno per giorno
trascinandosi in un orrido futuro
simile ad un inferno
Tutti, ubriachi di progresso,marciamo
verso il baratro con rapido passo
Tu sei lì, a noi attendi ghignante
da sempre e per sempre uguale,
ovunque e comunque uguale
sorella morte sarai.
Alla natura violentata sussurri
la rivolta.
Le menti di uomini folli occupi
frustandole come cavalli trainanti
guerrieri carri perché sterminatori
di popoli diventino.
Alla fine, quando nulla potrà
più morire, tornerai al freddo universo
per morire anche tu che più ragione
non avrai di esistere.
Stringerai tra le ossute dita questo
inerte mondo come ultima tua preda.

Claudio Pompi