Saint Tropez

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Come mi prende il colore del mare
sempre inquieto
Intenso 
cangiante
Lo sguardo commuove 
la vigna 
spazzolata dal vento
che ardita s’accoscia al litorale
All’ombra dei pini inchinati
si raccolgono i miei pensieri
mentre ti respiro e contemplo
le tue grazie che al mondo prostituisci 
Indomita  resta la tua natura 
selvaggia
e superbamente vince
le bramosie dell’uomo
I tuoi morti mi sorridono
assolati su rocce a pelo d’acqua
dove l’eternità è scritta
nel ripetersi dei giorni accanto
A sera  il colore si fa materia e
ti rapisce alla malinconia
Ogni volta che parto
ti lascio con gli occhi di un amante
 
Anna Maria Guerrieri

Io e te…

Io e te…
persi in un mondo troppo distante
fatto di suoni e pensieri diversi,
dove i sentimenti si perdono tra nebbie
che avvolgono fin nel profondo
anche il più rumoroso silenzio.

Io e te…
tra falsità e maldicenze,
solitudini ricercate e volute
espresse con parole ingannatrici
ad emulare il canto delle sirene
tra immagini che scorrono lente.

Io…
per giorni e notti alla ricerca
di colori sbiaditi tra la malinconia
che costella di frammenti la vita,
come sabbia che scorre in una clessidra
per ricordarmi che il tempo non lo vivrò con te…

Patrizia Mezzogori

Firenze (Canzone triste)

Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l’aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano

Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
Con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire
Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so
Una donna da amare in due in comune fra te e me
Ma di tempo c’è ne, in questa città
Fottuti di malinconia e di lei

Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei

Ricordo i suoi occhi strano tipo di donna che era
Quando gettò i suoi disegni con rabbia giù da Ponte Vecchio
“Io sono nata da una conchiglia” diceva
“La mia casa è il mare e con un fiume no, non la posso cambiare”

Caro il mio Barbarossa, compagno di un avventura
Certo che se lei se n’è andata no, non è colpa mia
Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambierà
Ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia
Ma io che farò in questa città?
Fottuto di malinconia e di lei

Per questo canto una canzone triste triste triste
Triste triste triste, triste triste triste, triste come me
E non c’è più nessuno che mi parli ancora un po’ di lei
Ancora un po’ di lei

IVAN GRAZIANI

C’è una strada che esce dal bosco

C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle,
a valle fino al mare.
Se seguirai il volo del gabbiano
troverai il sentiero del sole,
dell’estate e della libertà.
Sarebbe bello non avere piedi per camminare
né pancia da riempire
né mani da lavare.
Sarebbe bello avere solo una mente
un cuore e un’anima
per vivere ed amare.

C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle,
a valle fino al mare.
Non uscire dal sentiero segnato
poiché spiriti maligni sono in agguato
e ti potrebbero rapire,
incatenandoti all’albero della malinconia
continuamente annaffiato
dalle lacrime di chi soffre del male di vivere.
Perdonami per non aver potuto seguire la luce del sole
per averti amato con tanta passione.
C’è una strada che esce dal bosco
e che porta a valle
a valle fino al mare.
Seguila fino a bagnarti,
fino a che il sale sulla pelle
ti asciugherà il sudore della vita,
e sarà bello sai,
sarà bello anche se io non sarò con te,
sarà bello vedrai,
anche se io rimarrò qui nel bosco,
immaginando soltanto
che tu sia ancora con me.

Sandro Orlandi

A mia madre

E’  un languore di malinconia
uno spasmo dell’anima
se ti penso ora
che ho più di sessant’anni
è  smarrimento
ormai inusuale
un fremito del sentimento
che mi prende ancora
malgrado il tempo passato
al pensiero che non sei più con me
ma è anche rassicurante certezza
morbida tenerezza
se ti sento ancora parlare
dentro di me
consapevole ormai
che sarà così per sempre
fino a che
forse
un giorno
ti rivedrò.

Sandro Orlandi

Nel lago dei tuoi occhi

Au lac tes yeux très profond

Mon pauvre coeur se noie et fond

Là le défont

Dans l’eau d’amour et de folie

Souvenir et Mélancholie

 §

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo

Si scioglie il mio povero cuore a fondo

Lo dissolvono laggiù

Nell’acqua di amore e di follia

Ricordo e Malinconia

GUILLAUME APOLLINAIRE

Published in: on Mag 8, 2012 at 06:54  Comments (3)  
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Pioggia di fine estate

Leggera
tutta la notte
e tutto il giorno
l’eterna madre
ha versato sulla terra assetata
il nettare della vita.

La pioggia irrora
la mia malinconia
riarsa dalle vampe
della fulgente estate
che ora va via.
Il suo scroscio quieto
allontana
l’urlo della carne e della passione,
il fruscio dolce
delle sue fresche gocce
assopisce
lo strepitio dei desideri
e le sue mani materne
accarezzano
il mio animo inquieto.

Nino Silenzi

Partire

Partire
all’improvviso partire
col cuore in gola
e l’animo in pezzi
correndo
partire.
Nel buio del finestrino
cerco una ragion d’essere
cerco un senso
che non esiste,
non esiste.
Trovo la notte invece
il buio della malinconia
la tristezza dell’addio.
Partire
presto, far presto,
correre
per arrivare da te
per abbracciarti
per tenerti stretta
raccogliendo le tue lacrime
per soffrire
e soffrire
ancora soffrire…
insieme a te.

Sandro Orlandi

Published in: on aprile 29, 2012 at 07:07  Comments (8)  
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Rondò

Sai la malinconia, quella che viene
improvvisa a sfiorarti ed è la luce
colma che ti discioglie ed è il segreto
svolgersi delle foglie…
Sai la malinconia che t’avviluppa …

ELIO PECORA

Published in: on marzo 14, 2012 at 06:49  Comments (5)  
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Sintonia d’amore

Non voglio
che asciughi le mie lacrime,
amore,
sono di gioia.
Non cercare per me
parole che consolino.
E’ bella la malinconia
dell’amore.
E’ sognare ad occhi aperti,
mentre come volute
di fumo
si alzano i pensieri
insieme alle nostre braccia
in un urlo d’amore…

Sandra Greggio

Published in: on febbraio 20, 2012 at 07:19  Comments (11)  
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