Dolce sera

Ti attendo
alla mia finestra
sospesa nel vuoto
quando
il cielo si dilata
di blu – violetto.

Odo
i tuoi passi
setosi
frusciare
nel silenzio
denso
di malinconie.

San
di miele
i tuoi baci
mentre
mi cingi
collane indaco
a illuminare l’anima.

Graziella Cappelli

Published in: on maggio 14, 2012 at 06:55  Comments (13)  
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Maldestra…

 
Maldestra mio malgrado,
macero malconce memorie
mentre malati minuti mutilano
minacciosi malesseri muti.
Medito memorabili momenti
morbidi messaggi maliziosi,
maledicendo mostruose meschinità
mistificanti menzognere malinconie.

Patrizia Mezzogori

Published in: on marzo 20, 2012 at 07:28  Comments (14)  
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Schegge di luce

Su viandanti
consumati in
battiti di ciglia

riverberi ciclici

attraversati dal destino
sguardi s’intrecciano
incamminandosi
tra passati e
futuribili spasmi
cercando sollievi

fra linee sottili
veicolanti
di flebili letizie
si intervallano metafore

chi sensato apprende
e coglie l’attimo

estirpa e getta

private del clamore
livide malinconie
fra le curvature del tempo

Pierluigi Ciolini

Malinconie

La luce consistente della sera
rinvia le dolci mie malinconie
che come prede in vista della fiera
non vedon l’ora di guadagnar la tana.
.
Quando quest’altra lunga notte
ore sottrarrà all’imperfetta vita
e del liso giorno l’ultimo respiro
rimbomberà nei silenzi della terra,
.
io mi ritroverò di nuovo detenuto
dentro un tempio resistente al tempo
il cui sagrato dei venerabili ricordi
mi ostenterà quadranti ‘sì pregiati

da non dover mai esser calpestati
ma sol guardati dal limitar dei bordi,
ispezionati in ogni singolare punto
per essere ammirati ad uno ad uno.

Sarà l’ora di nostalgie inamovibili
che del sonno non si cureranno,
che in sacro corteo avanzeranno
per reclamare un tuffo mio all’indietro.
.
Allora, poeta eccelso dovrò esser io
al solo scopo di sapermi raccontare
l’andata all’oggi ed il ritorno a ieri.
Sì, poeta eccelso dovrò essere io…

Aurelio Zucchi

Ho visto un sole non voler morire

Ho visto un sole non voler morire
in un tramonto ubriacato d’ali
quando la vita un sussulto vuole
perché di più si creda all’eternità.

L’ho visto mentre di là scorgevo
l’irrequietezza d’una luna a mille,
smaniosa di guadagnar la scena
per farsi bella di malinconie.

Aurelio Zucchi

Published in: on gennaio 11, 2011 at 07:04  Comments (6)  
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Memorie d(estate)

Come un mantello
di canto di grilli
questa sera
d’estatica Estate.
Copre groppe gelate
e malinconie smarrite
tra cortecce
ed occhi di betulle,
ritrovate tra rami
d’abeti di pensieri.
Sul crepuscolo dorato,
temendo il suo letargo
il ghiro dell’aurora
racimola barlumi, per
l’Inverno a venire;
non conosce pace
la vena del nevaio,
il timore mio accarezza
e borbotta e spuma
e bolle
e canute pietre aguzze,
smussa.
Vestita di lamé
da dietro il colle,
sguscia madre notte.
Espande il firmamento
ed io con lui.
Piccolo mi sento e nudo,
sotto tutto questo
immenso, che smarrisce
il mio domani.
Illibato d’avvenire sfumo,
si dissolvono certezze.
Torno seme antico,
m’inumo,
e in questo letto
di terriccio lascerò
che la mia vita accada.

Flavio Zago

Cieli

Cieli,
per giorni e giorni uguali,
svogliate e inaffidabili chimere,
quando l’unico colore percepito
è un fondo di cravatta da indossare.

Li ho visti,
aprirsi insieme in sincronia
coi fuochi dei sorrisi da me appiccati.
Ricordo ben d’averli anche indicati
a donna amore che mi stava a fianco.

Li ho visti,
dall’alto dei vent’anni,
vincer le nubi e all’angol relegarle

come educande offese ed umiliate,
mandate in fretta dietro la lavagna.

Cieli
che, incazzati, chiudono i battenti
e grandi e grossi si fanno metter sotto
dal primo cenno d’ingarbugliata pioggia
o dal malessere di questo loro figlio.

Li ho visti, poi,
rompere ogni plumbeo assillo,
apparecchiar la festa sotto il sole
nel cuore d’attimo di mia felicità sublime
ed invitarmi a prender posto al desco.

Cieli,
malinconie d’azzurro smascherate,
che a farsi belli pelano le stelle,
che scippano la luna da dietro le montagne
per obbligarmi alle romantiche manie.

Aurelio Zucchi

Poesia


Quando scrivo poesia
non vivo la realtà
sono i miei sogni e le mie speranze
che hanno il  sopravvento
allora mi affaccio alla finestra
e mi osservo
Dalla penombra della mia vita
mi piace curiosare
nella mia anima
per scrivere momenti felici
e malinconie d’amore
Mi è dolce sognare
trovare l’incontro che non c’è
provare il piacere che sento
e che  è vivo in me
e poi  trovare il risveglio brusco
di un sogno solo sognato.
La mia mente feconda
talvolta adombrata
da ossessioni diventa fardello
nel mio scrivere
Dalla mia finestra
in fondo alla stanza
la vedo adagiata
sul  tavolo dell’amore
dolcissimo desiderio
entrato nei miei sogni
è mia regina
ed insieme invento una nostra favola.
Fantasie ricamo
faccio danzare in atmosfere fragili
i ricordi di lei
che svaniscono all’apparire della luce
e mi rimane soltanto il sapore di un sogno
del quale non posso neppure
avere rimpianto.
Questo mi accade quando
scrivo poesia.

Marcello Plavier

Ralenty


Di sentieri d’estate
d’inaspettate primavere
d’infinite stagioni la sua assenza
cammina e sembra immobile
in questa vita fitta di scansioni
ciascuna con le sue malinconie.
Secoli di preghiera
percorsi a gradinate
– a quella Porta ci si arriva soli –
giungeva
da dimensioni sconosciute
amata voce
e ostacolava il tempo
– che rallentasse per non farle male –

Cristina Bove