Sono fatta

Non sono fatta per l’inverno
e nemmeno per l’inferno
non sono fatta per discordia
sono fatta di concordia.

Mi son fatta sotto un cavolo
e nel mezzo alla natura
sto lontana da ogni diavolo

Sono fatta per l’estate
sono fatta per i fiori
mi son fatta di colori.

Non son fatta di malizia
ma son fatta di giustizia.

Aurelia Tieghi

Published in: on giugno 25, 2012 at 07:28  Comments (7)  
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Lo cammino tuo

 
Si lo pensiero inganna lo tuo sentire
e d’una coltre vela sì tanto lo vedere    
 .
netta lo vanto che t’accompagna
d’umil vesti ricopri l’intero tuo
 .
e dallo core apri a musica soave
per ascoltar lo canto che solo  suona
di virtude e beltade
 .
riscoperto diverrà lo senso
che nelle genti incontri
ancora nello cammino tuo
 .
non sia malizia e tracotanza
nè  bestemmia detta  nello peccato abiuro
a non aver compreso lo fin dello creato

Il Passero

Malibù dancing

Occhi ridenti nel lor luccicare,
luci vibranti a volerli esaltare,
come diamanti scintillano i denti,
da quella bocca, sorrisi suadenti.

Ritma la musica toni e canzoni,
nell’aria si sciolgon dolci emozioni,
flessuosa forma di nero vestita,
donava il senso per viver la vita.

Biondi i capelli ondeggiavano lievi,
di primavera olezzanti il profumo,
con gran malizia lambivano il viso.

Restan di questo soltanto le nevi,
e di quel tempo svanito nel fumo,
rimane un sogno ed un vago sorriso.

Piero Colonna Romano

La Giustizia

Tra le quattro vertù ch’er monno spera
ch’averiano d’avé li cardinali
ce sta dipinta la Giustizia vera
come l’hanno da fa li tribunali.
Tiè in mano uno spadone e ‘na stadera:
carca un agnello sutto li stivali:
e stà bennata có ‘na benna nera,
quann’io pé me je metterìa l’occhiali.
Ma come, cristo!, ha da trovà la strada,
cusì orba la povera Giustizia,
de contà l’oncia e de calà la spada?
Come pò vede mai si la malizia
de li curiali je dà grano o biada,
e s’è zucchero-d’orzo o regolizzia?

GIUSEPPE GIOACCHINO BELLI

Burlesque

 
Curve sinuose in pizzo nero
lacci incrociati trattengon il respiro
corpetto esalta seni d’avorio
marmorei e tondi glutei rosa
.
Fascino retrò di giarrettiere
civettuoli battiti di ciglia
a cuore il rosso delle labbra
tacchi a spillo e bolle di champagne
.
Malizia e danza erotica
cedono corpetti svettan le forme
dea giunonica emergi dal calice
cavalcando eterea sogni plebei

astrofelia franca donà

L’ultimo inverno

 
…e chi se lo ricordava più l’inverno…
che vuoi farci dada se viene l’inverno…
la felicità è ordine mentale susseguirsi d’esitazioni tra le stagioni…
se ci guardiamo dal vetro dell’amore troveremo il bianco del candore…
e sentirci addosso i brividi di freddo apre la porta ai serbevoli sentori dell’anima agghiacciata…
bè! lo sapremo presto se i ricordi ce li siamo messi al posto giusto…
sono stati freddi silenziosi attenti e tornano alla fine… 
sono la ragione dell’eterna malinconia che ci prende per non farci sprofondare… 
e noi che si credeva che gli inverni non fossero fatti così stretti…
non ci sono punti maltrattati tra di noi fiori di primavera appassiti e speranze al sole come scandali…
no neppure una foglia di marcita negli autunni scolorati dalle liti e poi dai baci…
perderemo il sangue dalle nostre lacrime bagnati lo so…
lo so dada mia io piango perchè tu sei mia ma io non sono una malizia sono una stagione che va via…
perchè io non ricordavo più il perchè questo sia l’inverno…

Enrico Tartagni

Caro signore

Mio caro
signore impomatato
di gomma rivestito
e d’arroganza
mi dici che
se le case son
di sabbia
e le donne mercato
se i giudici
non contano
e l’Italia
neanche
se i tiranni
sono amici
e nemico è
il popolo che suda
che se i trucchi
e la malizia
fan da padroni
è buona cosa per me
allora ti rispondo
che c’è ancora
chi s’avvolge di
bandiera
di mille colori
e uno solo
pulito
intatto
bianco
d’amore
che sventola
dentro
molti cuori
e tu non puoi
capirlo
nè toccarlo.

Tinti Baldini

Indifferenza

Respiro l’odore dell’erba
che si piega alla prepotenza
del mio peso,
stendo la stuoia sulla riva
del lago affollato
dove il sole soltanto
non dimentica il mio corpo,
un vento leggero assorbe
l’armonia dell’indifferenza.
Il discorso dell’amore non parla,
si accosta a vociare contento
di bimbi che si tuffano
con lancio di spruzzi,
malizia trascorre
di nude ragazze allo sguardo
che inventa canzoni sul corpo…
ora il giorno è passato,
nell’acqua
si specchiano i sogni,
il tramonto
comincia a rubare qualcosa…
un volo di anatra sguazza
con palpito d’ali.

Giuseppe Stracuzzi