Distanze

Oscillante tra noi
è questa distanza incolmabile.

Non sono
al di là degli orizzonti
gli spazi terreni
E il tuo abbraccio nella notte
spezza soltanto un fiato gelido.

Resta indecifrata la mancanza…
questa cappa nera
che incombe sovente nella mia mente,
come un passerotto solitario
che inciampa nella tesa tagliola

Michela Turchi

Published in: on giugno 17, 2012 at 06:55  Comments (5)  
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La morte ti sorprende

La morte ti sorprende sempre,
quando ti sfiora posandosi su chi
fino a un momento prima parlavi
e senza ragione via con se porta.
È voce il suo silenzio che muti lascia
con domande nel dolore sospese.
Ti chiedi se i domani che per chi muore
non verranno saranno attimi di eternità
o il nulla, quello che ognuno teme.
Ti chiedi se è ancora lì, vicino a te,
se di te mancanza senta e soffra,
se di te non ha più memoria e viaggia
verso altre mete a te sconosciute.
Tante domande in dolorosi istanti
che al tempo cedono il passo perché
questa è la vita che a te si concede
e lasciarti non vuole e non può.
Ti accorgi che è più triste di un nemico
la morte che di un amico a te caro.
Al primo la morte negò il tuo perdono,
all’amico hai già dato te stesso.
Alla morte in quei momenti chiedi…
Chi sei? Lei ti risponde soltanto…
Aspetta il mio tempo e saprai!
Aspettando quel tempo alla vita ritorni
e di più ami il suo eterno miracolo
al quale ancora appartieni.

Claudio Pompi

Destra sinistra

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i films che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po’ di destra
ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po’ di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po’ di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l’ossessione
della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po’ degli anni ’20, un po’ romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

L’ideologia, l’ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare
un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c’è
se c’è chissà dov’è, se c’é chissà dov’é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente
è un po’ a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po’ più di destra
ma un figone resta sempre un’attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…
Ma cos’è la destra cos’è la sinistra…

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

GIORGIO GABER

Eterna presenza

ETERNA PRESENCIA

No importa que no te tenga,
no importa que no te vea.
Antes te abrazaba,
antes te miraba,
te buscaba toda,
te quería entera.
Hoy ya no les pido,
ni a manos ni a ojos,
las últimas pruebas.
Estar a mi lado
te pedía antes;
sí, junto a mí, sí,
sí, pero allí fuera.
Y me contentaba
sentir que tus manos,
me daban tus manos,
sentir que a mis ojos
les dabas presencia.
Lo que ahora te pido
es más, mucho más,
que beso o mirada:
es que estés más cerca
de mí mismo, dentro.
Como el viento está
invisible, dando
su vida a la vela.
Como está la luz
quieta, fija, inmóvil,
sirviendo de centro
que nunca vacila
al trémulo cuerpo
de llama que tiembla.
Como está la estrella,
presente y segura,
sin voz y sin tacto,
en el pecho abierto,
sereno, del lago.
Lo que yo te pido
es sólo que seas
alma de mi ánima,
sangre de mi sangre
dentro de las venas.
Es que estés en mí
como el corazón
mío que jamás
veré, tocaré,
y cuyos latidos
no se cansan nunca
de darme mi vida
hasta que me muera.
Como el esqueleto,
el secreto hondo
de mi ser, que sólo
me verá la tierra,
pero que en el mundo
es el que se encarga
de llevar mi peso
de carne y de sueño,
de gozo y de pena
misteriosamente
sin que haya unos ojos
que jamás le vean.
Lo que yo te pido
es que la corpórea
pasajera ausencia
no nos sea olvido,
ni fuga, ni falta:
sino que me sea
posesión total
del alma lejana,
eterna presencia.

 §

Non importa che non ti abbia,

non importa che non ti veda.

Prima ti abbracciavo,

prima ti guardavo,

ti cercavo tutta,

ti desideravo intera.

Oggi non chiedo più

né alle mani, né agli occhi,

le ultime prove.

Di starmi accanto

ti chiedevo prima,

sì, vicino a me, sì,

sì, però lì fuori.

E mi accontentavo

di sentire che le tue mani

mi davano le tue mani,

che ai miei occhi

assicuravano presenza.

Quello che ti chiedo adesso

è di più, molto di più,

che bacio o sguardo:

è che tu stia più vicina

a me, dentro.

Come il vento è invisibile, pur dando

la sua vita alla candela.

Come la luce è

quieta, fissa, immobile,

fungendo da centro

che non vacilla mai

al tremulo corpo

di fiamma che trema.

Come è la stella,

presente e sicura,

senza voce e senza tatto,

nel cuore aperto,

sereno, del lago.

Quello che ti chiedo

è solo che tu sia

anima della mia anima,

sangue del mio sangue

dentro le vene.

che tu stia in me

come il cuore

mio che mai

vedrò, toccherò

e i cui battiti

non si stancano mai

di darmi la mia vita

fino a quando morirò.

Come lo scheletro,

il segreto profondo

del mio essere, che solo

mi vedrà la terra,

però che in vita

è quello che si incarica

di sostenere il mio peso,

di carne e di sogno,

di gioia e di dolore

misteriosamente

senza che ci siano occhi

che mai lo vedano.

Quello che ti chiedo

è che la corporea

passeggera assenza,

non sia per noi dimenticanza,

né fuga, né mancanza:

ma che sia per me

possessione totale

dell’anima lontana,

eterna presenza.

PEDRO SALINAS Y SERRANO

L’Angelo della Morte

La cinica beffa al dolore
propala coi pianti ed i prieghi
uguaglianza per tutti gli umani,
dal chiuso silenzio dei chiostri
di templi, pagode, di stupa:
il Libero Arbitrio.

Amore, pietà, sacrificio,
nell’ombra furtiva dei templi
le nude pareti coperte
di oro e d’ argento
e gli idoli muti di bronzo,
le croci di pietra e di legno,
le immobili statue forgiate
a imagine d’uomo.

E ogni giorno col polso
vibrante d’ignoto tremore
a ipocrita mano protesa
di questa genìa parassita
di tutte le fedi
riversano l’obolo ingenuo
di loro viltà.

Ma piazze tonanti… Martellano i passi
nel freddo chiaror cristallino
indomito sguardo protendi.

Qualcuno al Coraggio e al Valore
di Uomini Buoni (qualcuno c’è ancora)
Tu lasci. Agli uomini buoni – gli Eroi –
supplenti stavolta a mancanza
del nostro potere di libera scelta…


Ma Tu devi operare!

Occhio immobiIe, vitreo,
nell’urlo che incalza fremente,
e tuona in delirio agghiacciante,
vittorioso tu passi Credente:
negli occhi la vivida Luce
nel mento serrato nei muscoli tesi
l’Immensa Potenza tu porti
Morte, Innocenti all’ eterno Splendore
d’ umanità che più non cammina.

La mèta, la mèta è vicina
travolto, domato, tagliato
dall’impeto è il filo di seta
sottile che vita sorregge
d’ogniuomo: straziato.

Ma ridi anelante, febbrile,
del riso, amante del bene
chiaro e forte, la terra scossa
– che vibra nell’aria-
distruzione e rovina
percossa dai démoni è rotta:
non abbocchi a bestemmieresie
di alcuni scampati, li perdóni,
ma impavido fai strada alla morte.

Paolo Santangelo

Come clessidra

Occhi socchiusi
in ingannevole sonno
ed io
come clessidra
del tempo prezioso
delicatamente assaporo
l’odore dolce
della tua pelle al vento

Avvolto da desiderio
mi trovo
teso come arco pronto
a scagliare il dardo
sfinito
nella rassegnata
mancanza di tue carezze

COME CLESSIDRA

Ora nella mia solitudine
ti sento tra altre braccia
e dentro me scende
un gelo simile alla morte
imbalsamato dai raggi
di una inesplorata e vana passione

Vieni e poni fine a questa pena
affonda la lama
così  sino
all’ultimo respiro

Marcello Plavier

L’odor di penna

E’ quando ne sento
la mancanza
che cerco tratti sperduti
anche nel nasconderlo a me stessa
naufragandomi
in cerca d’ossimori

spostandomi nel domani
per una caccia al tesoro
dove la mia mappa mentale
perpetra sconfinate cifre illogiche
in assetto baritonale

lungo sospiro bramato
l’esistenza di questi punti
e virgole non presenti
(ma veggenti)
da questi disegni di parole
appena-appena traslocate
dalla primaverile sostanza
in essere di corsa del mio
momentaneo fermarmi
in fermento.

Glò

Simili alle foglie

Noi, quali foglie che produce il tempo

di primavera tepida e ridente,

quando crescono presto sotto il sole,

noi similmente, per un tempo assai

breve, godiamo il fiore della vita,

non ricevendo dagli Dei nè bene

nè male. Stanno accanto a noi le Parche:

l’una tiene il destino, fra le mani,

della vecchiaia, l’altra, della morte.

Triste la sorte della stirpe umana.

Dura la giovinezza quanto dura

il giorno in terra. Allor che sopraggiunge

la fine della bella età, per l’uomo

meglio morire che restare in vita.

Molte sciagure affliggono i mortali

in questo mondo. L’uno perde i beni,

causa, questa, di pene e di miseria;

l’altro piange la morte dei figliuoli,

e sentendone molto la mancanza,

con gran dolore scende sotto terra;

altri da grave morbo è logorato.

Sulla terra non vi è persona alcuna

a cui Giove non mandi molti mali.



MIMNERMO

Aurora

Pure il mattino splende radioso
nel gelo di gennaio
la bruma si dissolve lentamente
in nebbia più sottile
e il sole che la penetra
la feconda di luce e di calore.

Pure l’animo mio si dispera
e si contorce
e geme
per la tua mancanza
e quel sole sembra cadere
non sorgere
e la luce spegnersi
come al tramonto.

Sandro Orlandi

Published in: on giugno 12, 2010 at 07:31  Comments (9)  
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Insieme più di allora

Sono gli stessi monti
che tra la nebbia ora si distillano
sul crescere del giorno;
è in questa valle
burbera e dolce che ti rassomiglia,
e troppo tardi ho imparato ad amare
che ti ritrovo.
Allora non capivo!
Svogliata ti seguivo
senza guardarmi intorno;
non conoscevo ancora la mancanza
l’inutile amarezza del rimpianto,
ed unica attenuante al tuo perdono
era la giovinezza.
Oggi assaporo l’antica dolcezza
e il respiro del bosco
crepitante;
è una mite domenica d’inverno
forse una tra le tante,
ma più che mai presente
è la tua assenza.
Le nubi ora diradano qua e là
in bisticcio col sole.

Viviana Santandrea