Spezie

se
s’infiorassero di zucche
forse avrebbero sèguito, i poeti, che
anche nel frittomisto trovano le metafore.
al cuoco le barucche prese nel verso gusto
danno il colore giusto ad un risotto.
la poesia è uno sballo da contorno
ci vuole sale e un pizzico di pena
una manciata di memoria e
l’umano ricettario

Cristina Bove

Le mie mani odorano

 
Le mie mani odorano
ancora di verde
di pomodori e giuggiole.
Sono stati qui
con la loro rotondità
nel convesso del palmo
che trova la misura
giusta per ciascuno:
il grande, il piccolo
la manciata.
Sono stata china
il volto verso terra
a cercarne fra il verde odoroso
gli ultimi rossi e sodi.
Ho teso le braccia verso l’alto
nelle fronde colme di verde
e ruggine allungandomi.
Prendimi terra
Prendimi cielo
Sono vostra
questa è oggi la mia
religione da ginnasta.

azzurrabianca

Inferni provvisori

sono strada di tutti
in vista come tralcio di croce
percorrermi si può se lo consente
una lingua tagliente, una lumaca
d’acqua di mezzanotte
o uno sparviero in abito da tè

mi vive dentro una malinconia
che non è della sera
né della botte vuota
ma tracimare di sconsolazione
nel tempo della resa

ho una bisaccia che pareva audace
c’erano dentro quattro virgole
una manciata di parole
perfino un asterisco
e messi insieme
potevano passare per poesia
ma non posso mentirvi, io sono stata
cresciuta dalle suore
mi hanno detto che se dico bugie
vado all’inferno appena muoio.

Perciò vedete
non mi resta scelta:
essere rea confessa d’ogni verso
ed aspettare di morirmi addosso.

Cristina Bove

Tempo

Tempo, lasciami il tempo
Mi sento seme in
una manciata di terra
nella foresta infinita
dei miei pensieri

non ho saggezza
non vedo lontano
il mio giorno è notte
mi dono all’amore

tempo talvolta ingrato
talvolta amico
aiuta questo seme
fallo nascere in un
mondo privo  di dolore.

Marcello Plavier

Published in: on ottobre 16, 2010 at 06:56  Comments (8)  
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